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Juventus-Roma, 40 anni fa lo scudetto e il ‘non gol’ di Turone

Il ‘non gol’ piu’ famoso del calcio italiano, un ‘mistero’ lungo 40 anni. Il dubbio e’: se ci fosse stato il Var, il campionato 1980/81 avrebbe preso una piega diversa o la Juventus avrebbe comunque vinto lo scudetto, il 19esimo della sua storia? La sfida fino all’ultimo gol, anzi ‘non gol’, era tutta tra i bianconeri e la Roma, erano i primi passi della sfida tra quelle che sarebbero diventate le regine degli Anni 80, come furono ribattezzate. Il 10 maggio 1981 la Juventus, avanti di un punto rispetto alla Roma, riceve la squadra giallorossa nella terz’ultima giornata di campionato, uno scontro diretto decisivo per l’assegnazione dello scudetto.

Come all’andata, anche il ritorno e’ bloccato sullo 0-0. A quindici minuti dal termine, pero’, un episodio sembra dare una svolta alla partita. Dalla sinistra Bruno Conti crossa per la testa di Roberto Pruzzo, che fa da torre per al centro dell’area per Maurizio ‘Ramon’ Turone: il difensore giallorosso si tuffa e sempre di testa insacca alle spalle di Dino Zoff. La gioia del calciatore, che avrebbe consentito alla Roma di sorpassare la Juventus, dura pochi istanti. Il guardalinee Giuliano Sancini e’ irremovibile: bandierina alzata, fuorigioco e gol annullato dall’arbitro Paolo Bergamo. Inevitabili le polemiche, iniziate un minuto dopo, che coinvolsero anche i presidente delle due squadre, che diedero vita al famoso episodio del righello.

Il giallorosso Dino Viola disse: “Abbiamo perso lo scudetto per una questione di centimetri”. Il 6 marzo 1983, proprio nell’anno del secondo scudetto della Roma, al gol di Falcao la Juventus rispose con il pari di Platini e il gol contestato di Brio, per un possibile fuorigioco. Proprio per questa seconda rete, l’ingegnere Viola disse: “Con la Juve e’ sempre questione di centimetri”. Per stemperare gli animi il presidente bianconero Boniperti gli regalo’ un righello che il presidente della Roma rimando’ indietro spiegando: “È uno strumento che si addice piu’ a un geometra come lei che a un ingegnere”.

La polemica, in un modo o nell’altro, ha trovato sempre un modo per alimentarsi, complici anche le tecnologie, progredite nel tempo. A partire dalla leggendaria moviola milanese dell’inventore Carlo Sassi (“e’ fuorigioco”), arrivando alla romana Telebeam (“Non e’ fuorigioco, per 10 centimetri”), una elaborazione computerizzata nata anni dopo che consente di visualizzare una controversa azione di gioco anche da angolazioni diverse. Questione di centimetri e di attimi. Come quello con cui Turone anticipo’ Paulo Roberto Falcao su quel pallone di Pruzzo: fosse arrivato prima il brasiliano, forse la Roma avrebbe vinto lo scontro diretto e avrebbe sorpassato la Juventus e di Turone si sarebbe parlato solo del rendimento sul campo. Forse, ma questa e’ un’altra storia. (Dire)

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