La Corte dei conti promuove la Sicilia: parifica parziale sul 2021, chiuso il contenzioso e via allo sviluppo

I magistrati contabili hanno approvato i documenti con rilievi solo su partite non rilevanti. Il presidente Schifani parla di “solida” situazione finanziaria dopo l’udienza odierna.

corte dei conti siciliatoghe

La Regione incassa il via libera condizionato dalla Corte dei conti sul rendiconto 2021, chiudendo il contenzioso sulle annualità precedenti e aprendo la strada a un nuovo ciclo basato sull’utilizzo di risorse per lo sviluppo. I magistrati contabili hanno approvato i documenti dichiarando irregolari solo alcune partite finanziarie di importo non rilevante. Il presidente Renato Schifani parla di un percorso di “risanamento” che rende l’ente “finanziariamente sempre più solido”, mentre l’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, quantifica in circa 250 milioni le risorse che si libereranno con la prossima parifica del 2022 e in due miliardi quelle legate al bilancio 2024.

La sentenza che chiude un contenzioso

Il dispositivo pronunciato oggi dalle Sezioni riunite in sede di controllo rappresenta un passaggio decisivo per la governance finanziaria dell’Isola. Dopo la parifica parziale del 2020, i giudici contabili hanno esteso il medesimo schema al rendiconto 2021: approvazione dei documenti contabili con rilievi limitati a partite di modesta entità. Un esito che mette fine al contenzioso che la Regione aveva sviluppato su quelle due annualità.

La presidente della sezione di controllo, Maria Aronica, ha sottolineato in apertura dell’udienza il netto miglioramento dei conti pubblici regionali. Le sue parole, riprese dal presidente Schifani, certificano un cambio di passo: il superamento delle criticità che avevano caratterizzato gli esercizi precedenti. Nei prossimi mesi la Corte sarà chiamata a pronunciarsi per la prima volta sulle annualità 2022, 2023 e 2024. Tre giudizi che diranno se il percorso di consolidamento intrapreso si è stabilizzato.

Risorse liberate e impegni per il futuro

La soddisfazione dell’assessore Dagnino si concentra sugli effetti concreti della decisione. “Non appena saranno depositate le motivazioni – ha spiegato – procederemo alla predisposizione e all’approvazione in giunta del disegno di legge di rendiconto”. Le correzioni richieste dai magistrati contabili, ha precisato, saranno recepite ma non incideranno sulle risorse disponibili. Un risultato reso possibile dai “positivi risultati conseguiti nei rendiconti successivi”.

Il ragionamento dell’assessore delinea una tempistica chiara. La missione adesso è destinare alla collettività le risorse che si libereranno già in parte con la parifica del rendiconto 2022, per circa 250 milioni, e in misura piena con la parifica del rendiconto 2024. Su quest’ultimo dato Dagnino parla di “storico passaggio dal deficit al surplus”, evocando una cifra complessiva di due miliardi di euro potenzialmente riprogrammabili per interventi di sviluppo.

Un equilibrio consolidato dai numeri

L’impianto dell’intera operazione poggia su un dato tecnico: la parifica parziale non equivale a una bocciatura, ma a un’approvazione con riserva. I magistrati hanno individuato alcune partite finanziarie irregolari, senza però ritenerle di “rilevante importo”. Una formula che consente alla Regione di chiudere le procedure senza contraccolpi sulla liquidità e sugli impegni di spesa già assunti.

La continuità tra il giudizio sul 2020 e quello sul 2021 conferma, agli occhi della Corte, la direzione intrapresa dall’ente. Restano da sciogliere gli ultimi nodi legati alle motivazioni del dispositivo, il cui deposito permetterà alla giunta di formalizzare il rendiconto in legge. Ma la sostanza politica e finanziaria è già delineata: il contenzioso con la Corte dei conti sulle annualità passate si chiude, e il governo regionale rivendica il merito di aver ricondotto i conti entro parametri di solidità che ora intendono tradursi in investimenti.