Editoriale

“La crociata della Boldrini & C. porta ancora più voti a Salvini”

La sinistra continua a mettere benzina al motore salviniano. Toni e comportamenti di vari esponenti Pd & C., in particolare su quest’annosa questione dei migranti, non fanno altro che far accrescere la popolarità del leader leghista, Matteo Salvini. E, l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, pare che ce la stia mettendo tutta. Ne sono più che convinti alcuni sondaggisti e opinionisti secondo i quali, l’attuale comportamento della sinistra è da “suicidi”. Rispolverando un sondaggio di qualche settimana fa di Ipr Marketing, emerge che un italiano su due sta con Salvini quando il vice premier usa il pugno forte per arginare l’immigrazione clandestina.

“Questo scenario – ci dice Antonio Noto, il direttore di Ipr Marketing – consolida la posizione di Matteo Salvini, ma sul fronte elettorale penso che non possano esserci grandi sorprese avendo già sfiorato circa il 30% dei consensi”. Noto evidenzia, invece, che sempre sulla questione migranti, “il M5S continua a essere penalizzato, in quanto, quella parte del Movimento cosiddetta di sinistra, viene rinvigorita dalla vicenda della Nave Diciotti, creando conseguenti frizioni all’interno del Movimento stesso”. Di certo, l’immigrazione continua a essere un tema che divide. Tuttavia, ci ricorda il sondaggista, Roberto Weber, che “gli italiani non sono né razzisti, né xenofobi, né tanto meno fascisti”. Ed è quanto emerso da un sondaggio fatto dell’Istituto Ixè, presieduto proprio da Weber. Viene fuori pure fuori – ci dice ancora – che il 90% degli italiani vuole che chi viene nel nostro Paese deve lavorare”.

Per quanto riguarda “la posizione di Salvini, non credo che il suo campo di consenso sia allargabile all’infinito”. Weber, tuttavia, ritiene che “i toni sono determinanti in certe fasi”, evidenziando che, proprio i toni, “hanno portato a Laura Boldrini a ricevere il 2,5% di voti”. Come dire, “delegittimare l’avversario non porta da nessuna parte… quindi non si allarga il consenso”. Molto più diplomatico, Pietro Vento, direttore dell’Istituto di sondaggi Demopolis. “Il tema degli immigrati, per gli italiani, non è nuovo – ci dice – già si sono manifestati in occasione degli scontri tra governo e ong, per esempio”. Vento ritiene, invece, “interessante rilevare il comportamento degli italiani in merito alla tragedia di Genova per la quale, si può già dire, che hanno apprezzato l’azione unitaria (Salvini, Di Maio) del governo”.

Chiaro e conciso il parere di Klaus Davi. “Uno scenario Salvini-antiSalvini non fa che avvantaggiare Salvini, non fa che favorirne la sua popolarità, il suo ruolo di governo ma, al tempo stesso, di opposizione all’establishment”. Sul fronte anti governativo, per l’opinionista, “Laura Boldrini ha tutto il diritto di parlare, ma il suo genere di intervento non fa altro che alimentare consenso sul progetto di Salvini. E molti ex elettori della Boldrini sono già passati con il leader leghista”, conclude Davi.
Di “comportamento suicida della sinistra” parla il decano dei sondaggisti, Nicola Piepoli. In sostanza, per il fondatore dell’Istituto omonimo, i partiti di sinistra, Pd in testa, dovrebbero lavorare per ricostruirsi, invece di colpire sempre e comunque il bersaglio. “Attualmente non siamo in grado di sapere se Matteo Salvini è cresciuto in termini di consensi – ci dice Piepoli – ma di popolarità certamente sì, e grazie a questa campagna sulla questione immigrazione”.

Abbiamo, interpellato anche Luigi Crespi su questo duro scontro sui migranti tra la sinistra e il governo. “Il Pd fa quello che deve e lo fa in modo sbagliato – afferma lo spin doctor -. Il Pd deve decidersi se è una casa di produzione che gira documentari sulle bellezze del nostro Paese o un partito che si colloca a difesa dei più deboli e meno garantiti a prescindere dal colore della razza”. In altri termini, “il problema della sinistra non è quello che fa, ma la cre-di-bi-li-tà”. “Laura Boldrini – ci evidenzia Crespi – deve stare là, sul ponte della nave, d’altronde è stata per anni il portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, quindi è al posto giusto, lei difende quella gente. Salvini, invece, si difende da quella gente. Poi gli italiani scelgono”, conclude Crespi.

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