La famiglia dice no ai funerali di Stato, Pontida accoglie l’ultimo saluto a Umberto Bossi
Il fondatore del Carroccio sarà sepolto domenica nell’abbazia di San Giacomo a Pontida, nel bergamasco, dove si radunano i militanti leghisti dal 1990
Umberto Bossi
Umberto Bossi torna a Pontida per l’ultima volta. Non sul palco del raduno identitario, ma nella navata dell’abbazia di San Giacomo, luogo simbolo della tradizione lombarda medievale, scelto dalla famiglia per celebrare le esequie lontano dalla retorica istituzionale e vicino ai militanti. Un congedo sobrio, coerente con l’uomo che costruì il mito del “Vento dal Nord”.
L’appuntamento è domenica a mezzogiorno. Il monastero sorge a poche centinaia di metri dal prato dove la Lega, dal 1990, tiene ogni anno il raduno identitario — saltato soltanto nel 2004, dopo la malattia del fondatore. Bossi era solito visitare l’abbazia prima di ogni adunata. La famiglia ha voluto che quel luogo diventasse anche il teatro del commiato definitivo.
Un sito che vale più di un discorso
La scelta non è casuale. Per tradizione, nell’abbazia di San Giacomo si tenne nel 1167 il primo giuramento della Lega dei Comuni lombardi contro Federico Barbarossa — l’atto fondativo che il Carroccio ha sempre rivendicato come propria radice storica. Seppellire Bossi in quel contesto significa inserire la sua figura in una continuità simbolica che va ben oltre la politica repubblicana.
Alla cerimonia non mancheranno le massime cariche dello Stato. Sono attesi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il vicepremier Antonio Tajani, i presidenti delle Camere Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Per la Lega saranno presenti tutti i vertici, a partire dal segretario Matteo Salvini e dal ministro Giancarlo Giorgetti, che nei giorni scorsi si era trattenuto per oltre tre ore a Gemonio, nella villetta di famiglia, per definire con i parenti ogni dettaglio organizzativo.
La famiglia rifiuta i funerali di Stato
Da Palazzo Chigi era arrivata la disponibilità a organizzare esequie di Stato. La famiglia ha declinato. I funerali di Stato sono previsti per le alte cariche — sia durante il mandato sia dopo la sua cessazione — e per i ministri in carica, ma possono essere deliberati con decreto della presidenza del Consiglio anche per personalità che abbiano reso particolari servizi alla patria. In tal caso le spese sono integralmente a carico dell’erario.
Un precedente recente chiarisce la questione. Nel novembre 2022, per Roberto Maroni, ci fu un via libera di principio alle esequie di Stato, che tuttavia non si tennero perché la famiglia volle farsi carico delle spese. Nel caso di Bossi la risposta è stata più netta: nessun coinvolgimento istituzionale. La famiglia ha chiesto, attraverso il figlio Renzo, “riservatezza” nelle ore del lutto.
Renzo ha annunciato il funerale con una storia sui social corredata di immagini d’archivio: militanti a Pontida, bandiere col Sole delle Alpi, il Leone di San Marco, il simbolo della Lega autonomista lombarda. “La famiglia, volendo condividere l’ultimo passaggio con il popolo della Padania e la grande famiglia della Lega, ha deciso che i funerali si terranno a Pontida, nell’abbazia del monastero di San Giacomo”. Un comunicato scarno, fedele allo stile della casa.
Il partito si ferma, Salvini va in radio
La Lega ha sospeso tutti gli appuntamenti di partito. Cancellata anche la chiusura della campagna referendaria e quella per le suppletive nel collegio di Rovigo, dove corre il tesoriere Alberto Di Rubba. Salvini è rientrato con il primo volo disponibile per Milano e ha trascorso la mattinata a “Radio Libertà”, con i microfoni aperti agli ascoltatori. La Lega è “in forma e gagliarda” come la voleva Bossi, che “aveva sempre rinnovato la tessera”, ha detto il segretario.
Salvini ne ha approfittato per ribadire la linea politica del momento. “Essere identitari e federalisti in Italia significa essere per forza sovranisti in Europa”, ha dichiarato, aggiungendo che a Bruxelles “si sta cercando di svuotare non solo le Regioni e i Comuni, ma anche gli Stati nazionali”. Un messaggio che usa il lutto come cornice per riposizionare il partito nel dibattito europeo.
Gemonio, Varese: le città piangono il senatur
L’omaggio spontaneo è arrivato prima dalle strade. A Varese, la “Betlemme leghista”, uno striscione con la scritta “Per sempre figli tuoi” è comparso sul balcone della prima sede del partito, in piazza del Podestà. Sul cavalcavia di viale Europa, un altro striscione più grande: “Grazie capo, Padania Libera”, con il Sole delle Alpi e la sigla Mgp — Movimento Giovani Padani. Davanti alla casa di Gemonio, i giovani leghisti hanno affisso: “Saremo per sempre i tuoi giovani padani”.
A Gemonio, intanto, la villetta è rimasta presidiata. Hanno avuto accesso solo gli “ammessi”. Dopo Giorgetti è arrivato l’ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni; nel pomeriggio, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Nessuna dichiarazione pubblica, nessuna ressa. La famiglia ha tenuto il lutto dentro le mura di casa.
Bossi sarà commemorato ufficialmente mercoledì alle 16.15, nell’Aula della Camera, su iniziativa del presidente Fontana. Al suo seggio siederà il leghista varesotto Matteo Luigi Bianchi. Un atto dovuto, formale, istituzionale — tutto ciò che il funerale di domenica non sarà.
