La famiglia nel bosco, il governo sfida i giudici: arrivano gli ispettori del ministero

Il ministro Carlo Nordio dispone l’invio di ispettori al Tribunale dei minorenni dell’Aquila dopo che i magistrati hanno allontanato Catherine Birmingham dai tre figli ospitati nella casa famiglia di Vasto, scatenando la reazione politica della premier Giorgia Meloni e dei suoi alleati di governo.

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Nathan Trevallion e Catherine Birmingham

Gli ispettori del ministero della Giustizia sono attesi a L’Aquila nei prossimi giorni. Lo ha confermato il ministro Carlo Nordio a margine di un convegno a Brescia: “Abbiamo già dato disposizione di inviare gli ispettori”. La destinazione è il Tribunale per i minorenni del capoluogo abruzzese, al centro del caso della famiglia Birmingham-Trevallion — la coppia anglo-australiana trovata a vivere con i tre figli in un casolare isolato nel bosco.

L’occasione è l’ordinanza con cui i magistrati hanno disposto l’allontanamento della madre, Catherine Birmingham, dalla casa famiglia di Vasto dove i bambini sono ospitati da quattro mesi, e il trasferimento dei piccoli in una struttura diversa. Una decisione che ha scatenato la reazione del governo e trasformato una vicenda di tutela minorile in un caso politico nazionale.

La premier attacca: “Decisioni figlie di ideologia”

La prima a intervenire pubblicamente era stata la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista a “Fuori dal coro” su Rete 4. “Quanto sta accadendo sulla famiglia nel bosco mi lascia senza parole”, ha detto, definendo la scelta dei giudici come potenziale fonte di “un altro pesantissimo trauma” per i bambini.

Ma le parole più dure sono arrivate subito dopo: “Penso che siamo oltre, sono decisioni figlie anche di letture ideologiche, tra l’altro quando nulla si dice a chi i figli li fa vivere nel degrado, ad esempio nei campi rom”. Un passaggio che ha immediatamente alimentato le polemiche, accostando situazioni giuridiche e sociali difficilmente comparabili. Meloni ha poi annunciato l’ispezione ministeriale: “Il ministro Nordio sta mandando una verifica, ci ho parlato ieri”.

Nordio ha confermato, aggiungendo che “un accertamento preliminare era già stato avviato a novembre” e che “ora è arrivato il momento di arrivare a una definitiva conclusione di questa vicenda”. La prima istruttoria, avviata in concomitanza con la sospensione della responsabilità genitoriale della coppia, si era limitata all’esame degli atti. Stavolta Via Arenula ha scelto l’invio diretto di ispettori in loco.

Vasto: il padre porta i peluche, la madre resta nel bosco

Sul piano concreto, la situazione appare per ora sospesa. I tre bambini sono ancora nella casa famiglia di Vasto, nonostante l’ordinanza del Tribunale dei minorenni ne abbia disposto il trasferimento. La garante regionale per i diritti dell’infanzia in Abruzzo, Alessandra De Febis, si è recata nella struttura questa mattina con un obiettivo dichiarato: “Stiamo lavorando per fare in modo che i bambini non vengano spostati, per evitare un altro trauma”.

Anche papà Nathan è tornato a far visita ai figli, con due peluche in regalo. “Non posso rilasciare dichiarazioni, potete parlare con gli avvocati”, ha detto prima di trascorrere il pranzo con i piccoli e tornare nel casolare dove si è ritirata la moglie. Catherine Birmingham vive ora a Palmoli, in provincia di Chieti, descritta dalla sorella come in stato di “shock”. La madre non si è recata in casa famiglia: la sua presenza nella struttura le è vietata dall’ordinanza impugnata dai legali.

Gli avvocati preparano il ricorso, il perito lancia l’allarme adozione

I legali Marco Femminella e Danila Solinas hanno dieci giorni per presentare reclamo avverso l’ordinanza di allontanamento. Nelle prossime ore, depositeranno anche ricorso alla Corte d’Appello per ottenere la sospensiva del provvedimento, chiedendo contestualmente il ricongiungimento del nucleo familiare. Il nodo del trasferimento dei bambini è, per i difensori, il punto più critico: alcune case famiglia, spiegano, preferirebbero non finire sotto i riflettori; altre sarebbero incompatibili con la necessità dei genitori di raggiungere i figli, data la distanza dall’attuale residenza della coppia.

Se si decidesse di lasciare i bambini a Vasto, servirebbe un nuovo provvedimento giudiziario. Solinas non ha risparmiato critiche all’ordinanza: “È un provvedimento assolutamente scarno che rimette a un soggetto che riteniamo inadeguato al suo ruolo la gestione di una situazione che credo sia sfuggita di mano”. E ancora: “Non tiene in considerazione le difficoltà oggettive in cui vivono oggi i minori, ai quali è stata strappata una figura materna ritenuta dalla neuropsichiatria come fondamentale nella loro crescita”.

Più allarmante la posizione dello psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte che coordina il team di psicologi della famiglia: “Con questa ordinanza shock abbiamo imboccato una strada sbagliata e persino pericolosa. Non a caso l’indignazione e lo sconcerto sono pressoché unanimi. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo: procedure così dure hanno il senso di imboccare la strada dell’adozione”. Il buon senso, secondo Cantelmi, avrebbe suggerito di riunificare la famiglia e affidarla al monitoraggio di un’équipe sociosanitaria della Asl.

Salvini annuncia la visita, la politica si schiera

Nel fine settimana era intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini, con un post su Facebook in cui annunciava una visita alla coppia anglo-australiana “non da vicepresidente del Consiglio né da ministro, ma da papà e genitore disgustato da questa forma di violenza istituzionalizzata”. La visita è attesa per la prossima settimana. Il fronte politico appare compatto nel sostenere i genitori e nel contestare le decisioni del Tribunale. Quello giudiziario, per ora, non ha mostrato segni di cedimento.