La figlia di Sgarbi rompe il silenzio e rilancia accuse sulla tutela del padre malato

Evelina e Vittorio Sgarbi (1)

Evelina e Vittorio Sgarbi

La nuova apparizione televisiva di Evelina Sgarbi riapre una vicenda che da mesi si muove tra tribunali, dichiarazioni pubbliche e un conflitto familiare sempre più esposto. La figlia del critico d’arte ha scelto ancora una volta lo studio di Verissimo per raccontare la propria versione dei fatti, insistendo sulla necessità di ottenere le cartelle cliniche del padre e di verificare le sue reali condizioni. Le sue parole, asciutte e tese, delineano un quadro di sospetti e frustrazioni accumulati nel tempo.

Evelina sostiene che il padre sia «manipolato» e che attorno a lui agiscano persone interessate a controllarne la quotidianità. La giovane descrive un rapporto segnato da freddezza e incomprensioni, aggravato — a suo dire — da una gestione sanitaria insufficiente. Il nodo resta sempre lo stesso: la richiesta di trasparenza sulle condizioni cliniche del critico, che lei ritiene non adeguatamente monitorate.

Le accuse sulla gestione sanitaria

Nel suo racconto, la figlia contesta apertamente la scelta del perito nominato in una fase preliminare del procedimento civile. Ritiene inadeguato che un professionista abituato a occuparsi di minori valuti un adulto affetto da una patologia oncologica. Da qui la richiesta di revoca e la domanda di un nuovo accertamento, affidato a un medico specializzato.

Evelina insiste sulla necessità di un’équipe multidisciplinare, convinta che il padre non riceva cure proporzionate alla sua condizione. Racconta episodi che, nella sua interpretazione, indicherebbero un peggioramento psicofisico: difficoltà alimentari, dimagrimento, momenti di disorientamento. Aggiunge riferimenti a presunti tentativi di allontanarsi in modo rischioso verso il terrazzo, episodi che contribuiscono a rafforzare la sua richiesta di un controllo sanitario rigoroso.

Il procedimento civile e le tensioni familiari

La vicenda ha assunto una dimensione giudiziaria con il deposito, presso il Tribunale civile di Roma, dell’istanza per la nomina di un amministratore di sostegno. Evelina sostiene che il padre non sia più in grado di gestire autonomamente i propri interessi. Parallelamente ha presentato denunce per maltrattamenti e circonvenzione d’incapace nei confronti di alcune persone vicine al critico, tra cui la compagna Sabrina Colle, accusata di isolarla e di non garantire un’adeguata assistenza.

Il legale della giovane, Lorenzo Iacobbi, ha espresso soddisfazione per la decisione del giudice di nominare un consulente medico. Una misura che, nelle intenzioni della difesa, dovrebbe chiarire se Sgarbi sia ancora in grado di prendere decisioni autonome. L’avvocato ha più volte ribadito che l’obiettivo della figlia non riguarda patrimoni o eredità, ma la tutela della salute del padre.

Il peso della ribalta mediatica

La vicenda si è intrecciata con le apparizioni televisive del critico, che secondo Evelina mostrerebbero un uomo in evidente difficoltà. La giovane ha definito «cinico e triste» l’utilizzo dell’immagine del padre in alcune trasmissioni, accusando la televisione di esporlo senza considerare la sua fragilità. Le sue parole hanno alimentato un dibattito più ampio sul confine tra informazione, spettacolo e tutela della dignità personale.

Nel racconto della figlia, il rapporto con il padre ha lasciato segni profondi anche nella sua vita privata. Evelina parla di un modello affettivo distorto, di relazioni difficili, di una costante ricerca di rassicurazione. Una confessione che aggiunge un ulteriore livello di complessità a una storia già segnata da tensioni e sospetti.

La vicenda resta aperta. Il nuovo accertamento medico disposto dal giudice rappresenta un passaggio decisivo, ma non risolve il nodo emotivo che attraversa questa storia: una figlia che chiede ascolto e un padre che, nella sua fragilità, continua a essere al centro di un conflitto che si svolge ormai sotto gli occhi di tutti.