La Grecia di Antenna Group conquista Gedi: il gruppo di Kyriakou rileva Repubblica, le radio e le testate dall’olandese Exor
Mirja Cartia d’Asero
Il gruppo greco Antenna rileva il 100 per cento di Gedi Editoriale da Exor. Un passaggio di proprietà che ridisegna il panorama dell’informazione italiana concentrando in un unico soggetto estero il quotidiano la Repubblica, tre network radiofonici di rilevanza nazionale, testate periodiche come Limes e National Geographic Italia, la piattaforma HuffPost e la concessionaria Manzoni. L’operazione, annunciata ufficialmente, affida la guida a Mirja Cartia d’Asero, ex amministratore delegato del Sole 24 Ore, con la garanzia di continuità per le direzioni esistenti. Theodore Kyriakou, presidente di Antenna, punta a creare un polo mediterraneo dell’editoria senza alterare le linee editoriali.
La svolta ellenica nell’azionariato italiano
L’accordo chiude la parabola della proprietà olandese del gruppo fondato da Carlo De Benedetti. Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, cede interamente la partecipazione dopo aver rilevato Gedi nel 2020. L’acquirente è K Group, azionista di Antenna Group, realtà ellenica con radici nei media audiovisivi e internazionali. L’operazione, di cui non sono stati comunicati i valori economici, trasferisce un portafoglio di testate che complessivamente rappresentano una delle maggiori concentrazioni editoriali del Paese.
La nuova proprietà eredita una struttura complessa. Da un lato la Repubblica, storico quotidiano nazionale, dall’altro un sistema radiofonico che con Radio Deejay, Radio Capital e m2o copre fasce demografiche e musicali differenziate. Si aggiungono la concessionaria Manzoni, fondamentale per la raccolta pubblicitaria, e le testate verticali come Limes, punto di riferimento per la geopolitica, insieme alle edizioni italiane di HuffPost e National Geographic.
Indipendenza promessa e nuovi investimenti
Antenna Group mette subito in chiaro il perimetro della propria strategia. Nel comunicato ufficiale la parola “indipendenza” ricorre più volte, associata a ciascuna testata. L’impegno formale è a non interferire con le linee editoriali, preservando “identità, credibilità e pluralismo”. Una dichiarazione necessaria in un passaggio di proprietà che porta per la prima volta la Repubblica sotto il controllo di un azionista estero con un profilo industriale e non finanziario.
Sul piano industriale il gruppo greco annuncia risorse fresche. L’obiettivo dichiarato è ampliare la diffusione del quotidiano, valorizzando la redazione e le firme. Per le radio si parla esplicitamente di costruire un “hub radiofonico nel Mediterraneo”, sfruttando le frequenze e le piattaforme digitali esistenti per proiettare l’offerta italiana in una dimensione sovranazionale. Accanto a questi interventi, Antenna prevede investimenti in documentari, streaming, podcast e produzione musicale, settori in cui il gruppo vanta esperienze pregresse.
Mirja Cartia d’Asero, il ritorno ai media
La nomina di Mirja Cartia d’Asero come amministratore delegato segna un ritorno ai vertici dell’editoria italiana dopo l’esperienza al Sole 24 Ore, conclusa nel 2025. La manager, già rappresentante di Antenna nell’operazione, assume la guida operativa del gruppo acquisito. La sua frase di insediamento riassume la duplice sfida: internazionalizzare la proposta editoriale italiana e custodire “l’eredità di testate iconiche”.
L’assetto delle direzioni resta intatto. Mario Orfeo, alla guida di Repubblica dal 2024, mantiene il ruolo con una clausola esplicita di “continuità editoriale e gestionale”. Linus, storica firma radiofonica, conserva la responsabilità delle attività radiofoniche. La scelta segnala una transizione senza scossoni nella linea dei prodotti principali, almeno nella fase iniziale. La continuità viene presentata da Antenna come un valore, non come un vincolo temporaneo.
Un polo del Mediterraneo tra televisione, radio e carta
Il progetto industriale di Antenna non si ferma alla gestione ordinaria. Il gruppo greco, attivo in televisione in diversi Paesi, vede nell’acquisizione un’occasione per costruire una piattaforma integrata. L’idea di un “hub radiofonico nel Mediterraneo” punta a fare delle frequenze italiane un centro di produzione e distribuzione per i mercati del Sud Europa e dell’area balcanica. Parallelamente, Antenna annuncia l’intenzione di rafforzare le collaborazioni già esistenti con HuffPost Italia e National Geographic, e di avviare confronti con partner strategici negli Stati Uniti per arricchire il portafoglio con nuovi brand.
Sul piano imprenditoriale la strategia prevede anche un radicamento locale. Il gruppo ellenico dichiara di voler collaborare con altri imprenditori italiani, segno di un approccio che non intende isolare Gedi in un perimetro esclusivamente greco, ma innestarla in una rete di alleanze nazionali. L’obiettivo finale, secondo le dichiarazioni ufficiali, è trasformare la società in “una solida realtà mediatica internazionale” con una forte autonomia.
Un passaggio sorvegliato dal mercato e dalla politica
L’operazione arriva in una fase di concentrazione accelerata nell’editoria italiana e internazionale. Il passaggio di proprietà di un gruppo che controlla un quotidiano nazionale attira tradizionalmente l’attenzione degli equilibri politici e sindacali. Le rassicurazioni sull’indipendenza e sugli investimenti servono a prevenire tensioni sia all’interno delle redazioni sia nel dibattito pubblico. La presenza di Cartia d’Asero, figura conosciuta nel sistema mediatico, viene interpretata come una garanzia di gestione manageriale più che di discontinuità strategica.
L’accordo deve ancora ottenere i via libera antitrust, ma la struttura dell’operazione – un passaggio di proprietà tra due soggetti privati senza creazione di nuove concentrazioni dominanti – lascia prevedere un iter senza intoppi. Per Exor, l’uscita da Gedi chiude una parentesi durata quattro anni, concentrando il perimetro degli investimenti del gruppo su altri settori. Per Antenna, invece, l’ingresso rappresenta il salto di qualità più rilevante nel mercato italiano, dopo anni di operazioni minori.
“Sono certa che, con competenza, passione e senso di responsabilità condiviso, sapremo aprire un nuovo capitolo della storia del gruppo: una storia proiettata al futuro, costruita sulle solide basi di quanto è stato realizzato finora”. Con queste parole Cartia d’Asero ha consegnato la sintesi di un cambio di proprietà che, al netto delle dichiarazioni di rito, avrà il suo banco di prova nella capacità di coniugare le ambizioni internazionali con la tenuta industriale di un sistema di testate abituato a crescere nel mercato italiano.
