La ‘ndrangheta è adorazione del male

21 giugno 2014

“Quando all’adorazione del Signore si sostituisce l’adorazione del denaro, si apre la strada al peccato, all’interesse personale e alla sopraffazione. Quando non si adora il Signore si diventa adoratori del male. Come lo sono coloro che vivono di malaffare, di violenza, la vostra terra, tanto bella, conosce le conseguenze di questo peccato. La ‘ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune”. E’ questo il duro attacco alla criminalità organizzata, rivolto da Papa Francesco nel corso dell’omelia tenuta nella spianata di Sibari, in provincia di Cosenza.
“Questo male va combattuto, allontanato, bisogna dirgli di no. La Chiesa che so tanto impegnata nell’educare le coscienze, deve sempre piu’ spendersi perche’ il bene possa prevalere. Ce lo chiedono i nostri ragazzi. Ce lo chiedono i nostri giovani, bisognosi di speranza. Per poter rispondere a queste esigenze, la fede ci può aiutare”.

Lungo il tragitto in auto da Cassano all’Jonio verso Marina di Sibari, Papa Francesco ha compiuto una breve sosta davanti alla chiesa parrocchiale San Giuseppe, nella frazione Lattughelle, dove il 3 marzo scorso è stato assassinato il sacerdote diocesano padre Lazzaro Longobardi. L’assassino del parroco, un rumeno di 27 anni, è rinchiuso nel carcere di Castrovillari, dove questa mattina si è recato il Papa nel corso della prima tappa della visita calabrese. 
“Voi, cari giovani, non lasciatevi rubare la speranza. Adorando Gesù nei vostri cuori e rimanendo uniti a Lui saprete opporvi al male, alle ingiustizie, alla violenza con la forza del bene, del vero e del bello”, ha detto il Pontefice rivolto alle migliaia di fedeli che si sono raccolti alla spianata.

“Il Signore Gesù non cessa di suscitare gesti di carità nel suo popolo in cammino – ha aggiunto Francesco -. Un segno concreto di speranza è il Progetto Policoro, per i giovani che vogliono mettersi in gioco e creare possibilità lavorative per sé e per gli altri”. “Incoraggio tutti a testimoniare la solidarietà concreta con i fratelli – ha proseguito Francesco -, specialmente quelli che hanno più bisogno di giustizia, di speranza, di tenerezza. Grazie a Dio ci sono tanti segni di speranza nelle vostre famiglie, nelle parrocchie, nelle associazioni, nei movimenti ecclesiali”. (TMNews)

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