Cultura e Spettacolo

“La notte più lunga dell’anno”, Ambra: poteva essere la mia vita

Racconta una lunga notte in una piccola città di provincia, Potenza, il film di Simone Aleandri “La notte più lunga dell’anno”, nei cinema dal 27 gennaio. C’è il politico ad un passo dal baratro interpretato da Massimo Popolizio, una cubista, Luce, che ha deciso di cambiare vita, interpretata da Ambra, e poi un ragazzo coinvolto in una relazione con una donna molto più grande di lui e tre ventenni senza ambizioni in cerca di emozioni forti, impersonati da Luigi Fedele, Francesco Di Napoli, Michele Eburnea e Nicolò Galasso.

Personaggi ai margini, malinconici, isolati, sofferenti, la cui vita subisce, all’improvviso, un’accelerazione. Ambra racconta: “Credo che per quanto riguarda un film che ha come punto centrale la notte, e la notte più lunga dell’anno, sia il momento in cui Luce si sveglia davvero, i suoi organi sono svegli. Sono quelle notti insonni in cui l’anima parla tanto, il cuore parla tanto, fa un sacco di rumore, e proprio i sentimenti riesci ad ascoltarli. Cerca di arrivare all’alba pensando che la vita certe volte, come racconta il film, può svegliarsi allo stesso modo, esattamente come è andata a dormire, però tu puoi concederti una possibilità che fino a quel momento non ti sei data. Devo dire che mi sono fatta un bel viaggio, in fondo questa poteva anche essere la mia vita, se non avessi fatto scelte diverse, che oggi mi sembrano ancora più giuste, grazie a questo personaggio che ho interpretato”.

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