Economia

Via della Seta, dubbi e incomprensioni. Il governo cinese: “Fatti più forti di parole”

I dubbi e le incomprensioni sull’iniziativa Belt and Road, la Nuova Via della Seta, sono “inevitabili” ed e’ “naturale” che si sia sviluppato un dibattito in Italia, ma l’adesione all’iniziativa portera’ “assolutamente” vantaggi sul piano economico e commerciale sia per l’Italia che per la Cina. Pechino risponde cosi’ allo scetticismo sull’adesione italiana all’iniziativa di connessione infrastrutturale euro-asiatica lanciata dal presidente cinese, Xi Jinping, nel 2013. “I fatti parlano piu’ forte delle parole”, ha detto il vice ministro degli Esteri cinese, Wang Chao, durante la presentazione del viaggio nell’Unione europea del presidente cinese, Xi Jinping, che dal 21 al 26 marzo prossimo sara’ in visita in Italia, Monaco e Francia.

“Se Cina e Italia raggiungeranno un accordo sull’iniziativa Belt and Road”, ha aggiunto, “portera’ una buona influenza alla cooperazione economica tra le due parti”. Dal 21 al 24 marzo Xi Jinping sara’ a Roma e a Palermo, tappa confermata oggi in via ufficiale da Pechino. Nel corso della visita, Italia e Cina firmeranno accordi commerciali su infrastrutture, macchinari e finanza, e di cooperazione inter-governativa nei campi degli Affari esteri, del Commercio, del Business, della cultura e della tutela del patrimonio culturale. La visita istituzionale di Xi a Roma sara’ affiancata da tre forum di cooperazione tra le comunita’ d’affari, culturali e commerciali dei due Paesi: il sesto Comitato Italia-Cina dei business leaders, il forum sulla cooperazione in mercati terzi, e il secondo incontro del Forum Culturale. I rappresentanti dei tre forum incontreranno anche i presidenti dei due Paesi, Sergio Mattarella e Xi Jinping. A Roma, Xi vedra’ anche il premier Giuseppe Conte e i presidenti di Senato e Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico. Italia e Cina “sono pronte a rafforzare la partnership strategica complessiva per riflettere l’attuale livello delle relazioni bilaterali e dare nuova sostanza alla cooperazione nella nuova era”, ha commentato Wang.

Il viceministro degli Esteri cinese ha voluto dissipare anche le critiche riguardanti la cooperazione nel settore delle telecomunicazioni e dello sviluppo delle reti 5G. Italia e Cina hanno gia’ “una forte cooperazione” nel settore delle telecomunicazioni e le compagnie cinesi “hanno contribuito all’innovazione e allo sviluppo digitale dell’Italia”, ha detto, rimarcando che Pechino chiede alle proprie aziende che operano all’estero il rispetto delle pratiche di business e della cornice legale del Paese in cui si trovano. La Cina “continuera’ a sostenere le aziende nella cooperazione nell’innovazione in Italia”. E ancora: “La nostra cooperazione nel 5G, ha aggiunto il viceministro, “sara’ un riferimento importante e la Cina continuera’ a sostenere questa cooperazione”. Sembra, invece, svanire, nonostante le aperture del Vaticano, la possibilita’ di un incontro tra il presidente cinese e Papa Francesco. La Cina, ha detto Wang, e’ “sempre sincera” nelle relazioni con la Santa Sede, ed e’ impegnata per ulteriori progressi nelle relazioni bilaterali dopo la firma dell’accordo preliminare sulla nomina dei vescovi, ma il vice ministro degli Esteri non si e’ espresso direttamente sulla possibilita’ di un incontro tra il pontefice e il leader cinese.

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