La Russia avverte: “Mandare armi in Ucraina minaccia sicurezza” dell’Europa

La Russia avverte: “Mandare armi in Ucraina minaccia sicurezza” dell’Europa
28 aprile 2022

La tendenza a mandare armi pesanti in Ucraina e in altri paesi minaccia la sicurezza del continente. Commenta così il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, la dichiarazione del ministro degli Esteri britannico Liz Truss secondo cui i paesi occidentali dovrebbero rafforzare il potenziale militare non solo di Kiev, ma anche di Moldova e Georgia. “Di per sé, la tendenza a mandare armi, comprese quelle pesanti, all’Ucraina e ad altri paesi sono azioni che minacciano la sicurezza del continente, provocano instabilità”, ha detto Peskov. Il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa Dmitry Medvedev, invece, commenta l’approvazione da parte dei deputati tedeschi della fornitura di armi pesanti al regime di Kiev, ricordando le azioni dei “loro predecessori, che nel secolo scorso sedevano nel parlamento tedesco, sotto un nome diverso nel secolo scorso” e questo “finirà tristemente”. Ricordiamo che lo scorso giovedì il Bundestag ha adottato una dichiarazione che invita il governo a fornire un sostegno completo all’Ucraina, compreso un aumento della fornitura di armi pesanti.

Intanto, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha incontrato oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Kiev. Lo stesso Guterrese, ha riferito di “intense discussioni” con il presidente ucraino per assicurare l’evacuazione dei civili da Mariupol, nel sud-est del Paese, definendo la situazione nelle città portuale “una crisi nella crisi”. “Stiamo facendo tutto il possibile per evacuare le persone dalle acciaierie Azovstal di Mariupol”, ha rimarcato il segretario Onu. Guterres ha anche evidenziato che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite “non è riuscito a fare ciò che era in suo potere per impedire e mettere fine” alla guerra in Ucraina e questo è “fonte di grande delusione, frustrazione e rabbia”. Da parte sua, Zelensky ha detto di ritenere possibile un “risultato di successo” nelle iniziative “per sbloccare l’acciaieria Azovstal” dopo i colloqui con Guterres che era da martedì sera in Polonia e da lì ha raggiunto la capitale ucraina.

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Sul fronte del conflitto, arriva una notizia da un funzionario della Difesa Usa secondo cui gli Stati Uniti hanno visto alcune truppe russe “lasciare la città di Mariupol nonostante non l’abbiano ancora conquistata”. Secondo la valutazione del Pentagono, dal sud i soldati di Mosca si stanno dirigendo nel nord-ovest, verso Zaporizhzhia. L’alto funzionario ha aggiunto che oltre all’addestramento delle forze ucraine all’uso degli obici, è in corso quello, fuori dell’Ucraina, all’uso di un sistema radar mobile e del veicolo corazzato M113 per il trasporto delle truppe non divulgando, ovviamente, dove. E sempre dagli Usa, si registra un intervento dalla Casa Bianca di Joe Biden che, illustrando la sua richiesta al Congresso per oltre 30 miliardi di aiuti a Kiev, ha rimarcato che “non stiamo attaccando la Russia. Stiamo aiutando l’Ucraina a difendersi dall’aggressione russa”. “Proprio come Putin ha scelto di lanciare questa brutale invasione, potrebbe fare la scelta di mettervi fine – ha concluso il presidente degli Usa – la Russia è l’aggressore e il mondo deve e riterrà responsabile la Russia”.

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