Editoriale

La sinistra attacca solo i parenti altrui, invece col deputato Soumahoro tutti zitti

Immaginiamo per un istante, che a finire nel mirino della giustizia invece della suocera di Aboubakar Soumahoro, deputato dell’Alleanza Verdi e Sinistra, sarebbero stati parenti di un parlamentare del centrodestra o, neanche a pensarlo, di un esponente del governo Meloni. Apriti cielo. Nel secondo caso, già si parlerebbe di dimissioni del ministro “reo” di essere imparentato con il presunto colpevole. Nel primo caso, invece, si sarebbe già attivata la macchina del fango della Sinistra per attaccare la controparte politica, screditarla agli occhi dell’opinione pubblica nazionale e, come accade recentemente, anche internazionale. Ma la realtà non è immaginazione, è un’altra cosa. E così essendo il deputato Soumahoro un compagno, la Sinistra, per la “legge” della doppia morale, non batte ciglio. Come dire, non c’è notizia perché le eventuali colpe dei parenti di un parlamentare non devono ricadere sullo stesso politico, quando questo è compagno, come detto. Invece, la Sinistra può fare dimettere un ministro perché il figlio ha ricevuto in regalo un orologio Rolex come è andata all’ex ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi, inchiesta, tra l’altro, poi archiviata pur non essendo lo stesso Lupi mai stato indagato.

Indimenticabile lo scandalo che travolse l’allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che contribuì al crollo del governo Prodi. La moglie del ministro, Sandra Lonardo, ai tempi presidente del Consiglio regionale della Campania, fu arrestata. Assieme a lei, fu indagato anche il figlio di Mastella, Elio. Le accuse erano raccomandazioni e la vendita di un’auto illecita. Sei anni dopo, entrambi, sono stati assolti dalle accuse. La Sinistra, tra l’altro, pretenderebbe di decidere cosa sia giusto dare in pasto all’opinione pubblica. Soumahoro no? Eppure, dei genitori di Matteo Renzi o del padre di Maria Elena Boschi s’è tanto parlato e tanto scritto. E non sempre la stessa Sinistra e scesa in campo in loro difesa. Ma è scesa in campo, per esempio, per attaccare la premier Giorgia Meloni, “rea” di aver avuto il padre condannato a nove anni di reclusione per narcotraffico. Padre, tra l’altro, che lei non vedeva da quando aveva un anno. Dove sta qui la doppia morale? Che in questo caso, le colpe dei parenti possono ricadere sul politico quando questi è di centrodestra. E per restare in tema di politico-parente, l’ultima stupida polemica, ben cavalcata dal fronte “sinistro” è stata quella relativa alla presenza della figlia della Meloni al G20 di Bali. Entrando senza ritegno in un rapporto madre figlia, finanche la femministe si sono schierate contro la presidente del Consiglio “rea” di non abbandonare la prole. Così stanno le cose.

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