La Terra gira sempre più veloce. Cosa succede?

La Terra gira sempre più veloce. Cosa succede?
12 agosto 2022

La Terra corre più veloce. Un fenomeno che si ripete dal 2020, insolito, sul quale si dibattono molte teorie che tentano di spiegarlo e ancor più quelle sulle possibili conseguenze. La Terra è stata infatti protagonista in questi ultimi tempi di una rotazione più accelerata del solito, tanto da registrare un record che nessuno scienziato (neanche il più attento) si sarebbe mai immaginato. Dopo quasi due secoli in cui la Terra ha ruotato sempre più lentamente, negli ultimi 7 anni le cose sono cambiate: “Dal 2016 abbiamo notato che la velocità di rotazione della Terra sta accelerando, quindi la lunghezza della giornata sta diminuendo”, dice Christian Bizouard, astronomo francese. Dal 1830, ossia da quando esiste questo tipo di rilevazione, il fenomeno è stato inverso. Il motivo per cui il Pianeta stia accelerando non è noto agli scienziati.

In pratica, dal 2020 a oggi, la Terra ha girato su se stessa rivedendo otto volte il proprio record. Il 19 giugno del 2020 ha impiegato 1,46 millisecondi in meno e il 29 giugno 2022 ha impiegato 1,59 millisecondi in meno. Ma cosa sta succedendo di preciso?  Le cause di questo fenomeno non sono note: si fa risalire allo scioglimento dei ghiacci solari oppure all’Oscillazione di Chandler, ossia una piccola variazione dell’asse di rotazione terrestre osservata dall’astronomo Seth Chandler nel 1891. Ci sono diversi altri “oppure” e quindi c’è totale mancanza di certezza, può anche darsi che le cause siano da ricercare altrove. La rotazione terrestre è fondamentale per l’alternanza tra il giorno e la notte e di solito dura 24 ore. C’è poi la rivoluzione che rappresenta invece il movimento attorno al Sole, della durata di poco superiore al nostro anno. La grande accelerata di fine giugno è stata considerata dagli esperti un’anomalia a tutti gli effetti.

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Da qualche tempo, infatti, si pensava addirittura che il nostro pianeta fosse più lento, con una serie di conferme in tal senso arrivate dai cosiddetti orologi atomici, quelli in cui la base del tempo viene determinata dalla frequenza di risonanza di un atomo. Al momento la maggiore velocità di rotazione della Terra può causare minimi e impercettibili problemi alla sincronizzazione dell’orario dei computer e dei dispositivi mobili, con qualche piccolo problema alla precisione dei sistemi Gps. A risentirne su larga scala sono anche gli strumenti scientifici di altissima precisione e molti sistemi informatici che hanno bisogno per funzionare di misure di tempo super accurate. Ciò ha reso obbligatorio una modifica del segnale orario universale Utc. “Una soluzione – spiegano Oleg Obleukhov e Ahmad Byagowi, ricercatori di Meta – che era accettabile nel 1972”. Ma non più ora. Secondo i responsabili di Meta ogni modifica porta con sé problemi molto complessi e può esporre i sistemi informatici a gravi pericoli tanto da causare più danni che benefici.

Proprio la registrazione del giorno più corto di sempre, lo scorso giugno, aveva fatto suggerire ad alcuni ricercatori di ipotizzare addirittura l’introduzione di un secondo intercalare ‘negativo’, una sorta di correzione della correzione. Una modifica mai sperimentata prima sui sistemi informativi su larga scala che secondo Obleukhov e Byagowi “potrebbe avere un effetto devastante sul software basandosi su timer o programmatori”. Per i ricercatori “ogni secondo intercalare è una delle principali fonti di problemi per chi gestisce le infrastrutture hardware”. Nuove possibili soluzioni alternative a queste modifiche traumatiche esistono, affermano, e per questo “supportiamo lo stop a ulteriori introduzioni di secondi intercalari per almeno i prossimi mille anni”.

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