Economia

L’affondo di Calenda: “L’Alitalia è stata gestita male”. Montezemolo replica: “Governo non ha messo una lira”

L’attacco del ministro dello Sviluppo economico è duro: la situazione di Alitalia “è stata gestita oggettivamente male”. Non lascia dubbi, Carlo Calenda, secondo cui è “inaccettabile che una gestione non buona venga ribaltata sui lavoratori”. Secondo il titolare dello Sviluppo economico, “non esiste” che l’azienda parli di esuberi prima di presentare il piano industriale. “Oggi il governo non ha messo una lira perche’ i soldi fino ad ora li hanno messi gli azionisti”, replica il presidente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo alle dichiarazioni di Calenda. Per Montezemolo, “il vero problema dell’Alitalia e’ il modello di business”, annunciando che “entro tre settimane ci sara’ un business plan ulteriormente rivisitato da un advisor industriale, condiviso dai due soci. A quel punto – continua il presidente dell’Alitalia – ci si mette al tavolo con il governo, con il sindacato, con i manager e gli azionisti e ognuno deve fare la sua parte. Dobbiamo condividere un’azienda che stia in piedi, se continuiamo come negli ultimi anni a trovare una soluzione di via di mezzo, non facciamo niente”.

LOW COST Montezemolo, spiega che “oggi Alitalia si trova a non essere ne’ un low cost ne’ una compagnia solo focalizzata sul lungo raggio, e’ un discorso vecchio, quando e’ arrivata Etiahad Alitalia aveva solo il 30% dei voli internazionali e transcontinentali, la compagnia ha fatto degli sforzi importanti di nuove rotte pero’ e’ sempre troppo poco”. “Ci sono due problemi – prosegue – uno di condividere, sottolineo condividere, un progetto forte, coraggioso, che si’ forse sarebbe stato meglio fare prima, tra azienda, azionisti italiani e arabi che hanno investito all’inizio e reinvestito. Quando si parla di Alitalia bisogna parlare non solo del management ma dello sforzo fatto dagli azionisti gia’ una volta e rifatto oggi sia da quelli italiani che da quelli arabi”.

SINDACATI Soddisfatti i sindacati di questa presa di posizione. “Ci fa piacere che anche il Governo nella persona del Ministro Calenda la pensi come noi: è da tempo che noi riportiamo all’attenzione di tutti che le soluzioni ai problemi di questa azienda non possono essere ricercate solamente sul versante lavoro, intervenendo su tagli di personale e sui loro stipendi”, dice Emiliano Fiorentino, segretario nazionale della Fit-Cisl. “Pensare di partire con interventi sui lavoratori ancor prima di avere un piano industriale condiviso e credibile – prosegue Fiorentino – è paragonabile a un fantino che si presenta a una gara con la sola sella e senza il cavallo. Per queste incertezze che ancora vertono sulla situazione Alitalia, abbiamo aperto una vertenza a cui devono seguire necessariamente delle risposte concrete e serie. Non è possibile continuare a lavorare con i ‘forse’ e con i ‘poi si vedrà’. Alla terza ristrutturazione in poco meno di 8 anni è imprescindibile che questa trattativa venga seguita con attenzione e portata avanti da Governo, azienda e parti sociali”. Sulla vicenda Alitalia, interviene anche Carmelo Barbagallo secondo cui “ha ragione il ministro Calenda. Lo avevamo detto anche noi qualche giorno fa: il management di questa azienda non è credibile, non solo perché, dopo aver fallito su quello precedente, non ha ancora presentato il nuovo piano industriale, ma anche perché sembra averne uno inaccettabile”. Secondo il leader della Uil, “se fossero confermati i tagli paventati, infatti, l`entità sarebbe tale da prefigurare la dismissione della compagnia, seppur non più pubblica, comunque ancora italiana. Le categorie hanno chiesto un incontro urgente: che si faccia subito per sgombrare il campo da pretese inaccettabili e insostenibili”, conclude Barbagallo.

SCIOPERO Intanto, l`Autorità di garanzia ha valutato legittimi gli scioperi del personale di Alitalia del 20 gennaio (dalle 14 alle 18) e del 23 febbraio (24 ore, con garanzia delle fasce) prossimi. Inoltre, l`Autorità, ha deliberato di “invitare Alitalia ad avviare con le Organizzazioni Sindacali la procedura per raggiungere un Accordo finalizzato a dare concreta attuazione alle disposizioni vigenti in materia di impiego del personale da comandare in caso di sciopero”. Il Garante, “anche al fine di un miglior contemperamento dell`esercizio di sciopero dei lavoratori con i diritti degli utenti, ha, tra l`altro, invitato l`Azienda ad individuare misure di contingentamento del personale non sproporzionate rispetto alle effettive esigenze di funzionamento del servizio”.

 

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