L’Alitalia non decolla: nuovo stop trattative con i sindacati. Calenda, prima piano industriale

L’Alitalia non decolla: nuovo stop trattative con i sindacati. Calenda, prima piano industriale
8 febbraio 2017

Mentre si consuma l’ennesimo stop alle trattative tra i sindacati e Alitalia sul contratto nazionale, il numero uno di Ryanair è scettico su una possibile ‘riconversione’ in low cost dell’ex compagnia di Bandiera. “Abbiamo deciso di interrompere il confronto con Alitalia sulle proposte che ci ha avanzato in merito al rinnovo del contratto nazionale”, scrivono Filt-Cgil, Fit- Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo in una lettera inviata ai ministri Graziano Delrio (Infrastrutture), Carlo Calenda (Sviluppo economico) e Giuliano Poletti (Lavoro), chiedendo “una convocazione, indispensabile e urgente, da parte del governo, pur assolutamente consapevoli del ruolo che può assolvere, per illustrare la nostra posizione di allarme e per valutare ogni iniziativa”.

LA VERTENZA “Con iniziativa unilaterale –dicono i sindacati – Assaereo, associazione datoriale a cui aderisce Alitalia, ha dato disdetta il 15 dicembre 2016 al contratto nazionale, che pur aveva naturale scadenza il 31 dicembre 2016 e aveva già visto la presentazione della piattaforma. Nel frattempo Alitalia ha chiesto di incontrarci sul contenuto del contratto” ma gli incontri di questi giorni, non possono configurarsi come una trattativa” “Siamo assolutamente consapevoli – sottolineano – delle difficoltà finanziarie e di mercato di Alitalia, ma l’inerzia con cui ci si muove fa seguito solo ai precedenti piani fallimentari realizzati e alla sottovalutazione che in questi anni si è verificata”. Insomma per i sindacati non c’è più tempo da perdere. “Non è possibile – dicono- attendere mesi prima di decidere di affrontare la crisi in atto, ritardare la presentazione del piano ed avere come unico oggetto di discussione i tagli proposti a salari e contratto”, perché osservano “se questa inerzia si dovesse protrarre è evidente che i rischi di soluzioni ancora più drammatiche si rivelerebbero la sola strategia cui qualcuno sta lavorando”. Dello stallo delle trattativa Alitalia, il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, non si pronuncia. Per Calenda serve cautela. “Prima di fare dichiarazioni – osserva – aspetto il piano industrale. Di Alitalia così come delle altre crisi parlo quando ho cose puntuali da dire. Non faccio mai commenti sulle crisi industriali perché ci sono lavoratori di mezzo”.

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RYANAIR  Si inserisce di nuovo a gamba tesa sulla crisi  Alitalia l’amministratore delegato di Ryanair, Miachel O’Leary, che sull’ipotesi di trasformarla in una compagnia low cost è netto: “ le sue prospettive sono pari a zero”, perché ha una struttura di costi che non le consentirebbe di risultare competitiva. “Piuttosto – suggerisce il numero uno della compagnia irlandese – dovrebbe puntare a specializzarsi sulle tratte intercontinentali, dove il marchio Alitalia è ancora spendibile”. Questo mentre proprio Ryanair, secondo quanto ribadito dal manager, ha da poco proposto un accordo per consentire ad Alitalia di vendere i biglietti sulle tratte intercontinentali tramite la piattaforma Ryanair. Ipotesi su cui Alitalia non ha ancora risposto. Quanto ai partner della compagnia tricolore. Per O’leary  “Alitalia dovrebbe rompere questa folle alleanza con Air France; quello che servirebbe – ha concluso – è che venisse gestita in autonomia”.

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