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LINEA1Politica

Landini ormai parla da leader della sinistra, operai e salari possono attendere

Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2023 17:39
Gaetano Mineo
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Maurizio Landini
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Sulle riforme, il governo Meloni viaggia spedito. Maria Elisabetta Alberti Casellati ha avuto incontri bilaterali con i sindacati sulla riforma della Costituzione in senso presidenziale. “C’è stata condivisione sulla necessità di dare stabilità al governo – ha detto la ministra per le Riforme – aperture importanti sul rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio e anche sull’elezione diretta”. In sostanza, per Casellati, c’è stato “un dialogo positivo e condivisione sui due pilastri sui quali si fonda la nostra proposta ‘aperta’ di riforma costituzionale: stabilità ed elezione diretta”. Il segretario della Cgil s’è manifestato più politico che sindacalista. D’altronde, dopo l’abbraccio con Elly Schlein, Maurizio Landini è tornato in casa Dem.

Contents
  • Jobs Act il totem negativo 
  • I muri di Landini

 

Jobs Act il totem negativo 

 

La rottura politica tra PD e Cgil si era definitivamente consumata ai tempi di Matteo Renzi e della sua “disintermediazione”: il primo leader Dem a sottrarsi alla tutela sindacale. Non a caso il Jobs Act è diventato il totem negativo da abbattere, e non è neanche un caso che proprio la segretaria PD abbia fatto tutta la sua campagna congressuale contro quella riforma liberale del mercato del lavoro, additandola a simbolo di ogni male. Un abbraccio, quello di Landini, ricambiato, com’è noto dalla Schlein calorosamente indossando le magliette della Fiom, mandando su tutte le furie gli altri sindacati. Da qui i maligni pensano che Landini vorrebbe diventare il leader dell’opposizione. E dalle dichiarazioni, sembra aver imboccato la giusta strada.

 

I muri di Landini

 

“Di fronte alla crisi evidente della democrazia rappresentativa il tema principale è cambiare la legge elettorale” ha chiosato l’ex capo dei metalmeccanici, pensando, forse, a futuro approdo in Parlamento. Come suo stile politico, ha eretto una serie di muri: “Abbiamo detto al ministro Casellati che non abbiamo nessuna intenzione di aprire una trattativa che modifichi la nostra Costituzione o che, addirittura, introduca l’autonomia differenziata”. A dire il vero, Landini si è da tempo ritagliato uno spazio importante nella scena politica italiana, nonostante non sia propriamente un leader di partito. L’ultima mossa in ordine di tempo, lo scorso marzo al congresso nazionale della Cgil a Rimini dove sono andate in scena le prove generali per la costruzione di un’agenda dell’opposizione politica e sociale al governo Meloni. Sul palco è emerso un asse tra Landini, con la leader del Pd Schlein, i numero uno del M5s Giuseppe Conte e di Sinistra italiana Nicola Fratoianni,

TAGGATO:Elisabetta Alberti CasellatiMaurizio Landiniriforme
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