L’Austria tenta passo indietro, pronta a riaprire all’Italia a metà giugno

L’Austria tenta passo indietro, pronta a riaprire all’Italia a metà giugno
Il cancelliere dell'Austria, Sebastian Kurz
2 giugno 2020

Si va verso la riapertura dei confini tra Austria e Italia. Vienna è intenzionata a dare il via libera ai propri cittadini che vorranno recarsi nella penisola. Non dovunque però: le regioni più colpite dal Coronavirus, tra cui la Lombardia, potrebbero restare inizialmente ‘bandite’. Dipenderà, come sempre, dal quadro epidemiologico. Per il momento non c’è ancora la data da quando potrà esserci nuovamente la libera circolazione delle persone alle frontiere tra Austria e Italia ma l’odierna conferenza stampa dovrebbe definire la scaletta delle riaperture. I nuovi allentamenti per la popolazione austriaca saranno illustrati dai ministri degli Esteri Schallenberg, della Salute Anschober, degli Affari europei Edtstadler e dell’Interno, Nehammer.

L’Austria in un primo momento aveva annunciato che il 15 giugno aprirà definitivamente i confini con Germania, Liechtenstein e Svizzera. La scorsa settimana Vienna aveva poi prospettato un’apertura anche verso altri Stati limitrofi per consentire agli austriaci il rientro senza i 14 giorni di quarantena. “La situazione in Italia è quella più difficile. Cerchiamo comunque a breve una soluzione”, aveva detto il cancelliere Sebastian Kurz. Nel frattempo, arrivano le linee guida della Commissione europea sulla riapertura delle frontiere. Bruxelles ammette le tensioni sul tema: “Ci sono ancora problemi e questioni non risolte tra gli Stati membri”, dice Adalbert Jahnz, un portavoce dell’Esecutivo Ue, rispondendo a una domanda sulle difficoltà incontrate dall’Italia con Austria e Grecia. La commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johannson intanto invita ad adottare “prudenza e coordinamento” in tutti gli Stati: “Abbiamo una settimana importante di fronte per ulteriori aperture con gli Stati membri – scrive su Twitter – La più stretta disciplina è necessaria quando una folla raggiunge l’uscita. La Commissione Ue può continuare ad essere un buon amministratore, ma occorre che tutti camminino e non corrano”.

La scelta di temporeggiare sull’apertura con l’Italia è stata fatta anche dalla Svizzera, che riteneva prematura una riapertura il 3 giugno e i viaggi, se pure possibili ai cittadini svizzeri, erano vivamente sconsigliati. La decisione sulle date però è fluida e dipende dall’andamento dell’epidemia nei vari Paesi. La Grecia, ad esempio, in un primo momento aveva deciso di far entrare in territorio nazionale dal 15 giugno tutti i turisti provenienti da 29 Paesi, tra cui Australia, Danimarca, Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Corea del Sud. Poi ha aperto anche all’Italia, ma con regole precisa dal 15 al 30 giugno per chi proviene da Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto. Per loro scatta comunque la quarantena in albergo dopo il tampone: 7 giorni per i negativi, 14 per chi è positivo. Dal 1 luglio invece tutti gli aeroporti greci apriranno ai voli internazionali, con test casuali per i passeggeri all’arrivo.

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