L’Azerbaigian attacca il Nagorno Karabakh, decine di morti

L’Azerbaigian attacca il Nagorno Karabakh, decine di morti
20 settembre 2023

Un ex alto funzionario dell’amministrazione armena del Nagorno Karabakh ha detto oggi che quasi 100 persone sono state uccise e altre centinaia sono rimaste ferite nella regione dopo che l’Azerbaigian ha iniziato quella che ha definito una “grande guerra”. “Questa è una grande guerra: l’Azerbaigian ha avviato un’operazione completa”, ha detto a Reuters Ruben Vardanyan, ex capo del governo della regione. “Già centinaia di persone sono rimaste ferite e quasi 100 sono state uccise”, ha aggiunto. La guerra è la conseguenza logica del blocco imposto da mesi dall’esercito azero, che approfittando della crisi del sistema internazionale provocata dall’invasione russa dell’Ucraina sta cercando di sfruttare il suo vantaggio militare.

Il Ministero della Difesa azerbaigiano, intanto, ha affermato che le sue “attività antiterrorismo” nel Nagorno Karabakh stanno proseguendo con successo, con l’eliminazione di posizioni e veicoli militari presumibilmente appartenenti a “formazioni delle forze armate armene”. “A partire dal 19 settembre, continuano con successo le attività antiterroristiche locali condotte dalle Forze Armate della Repubblica dell’Azerbaigian nella regione economica del Karabakh”, ha scritto il ministero in una nota.

 

 

“Le unità dell’Esercito dell’Azerbaigian hanno neutralizzato posizioni di combattimento, veicoli militari, artiglieria e lanciamissili antiaerei, stazioni radio e sistemi di combattimento elettronico e altri mezzi militari appartenenti a formazioni delle forze armate armene”, è stato spiegato. L’esercito azerbaigiano ha anche diffuso filmati che mostrano attacchi contro presunte posizioni delle forze locali nel Nagorno Karabakh. Il primo ministro della Repubblica di Armenia, Nicol Pashinian, ha detto che le forze dell’Azerbaigian hanno iniziato “un’operazione di sfondamento” per prendere il controllo dell’enclave. Il governo ha inoltre sottolineato di non avere proprie forze in Nagorno-Karabakh e ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e alle forze di pace russe, stanziata nell’area da tre anni, di adottare misure per fermare “l’aggressione dell’Azerbaigian” nel Nagorno-Karabakh, arrivando a parlare di “pulizia etnica”. 

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Mosca: evacuati oltre 2.000 civili, 1.049 bambini 

 

Le forze di pace russe , frattanto, continuano a evacuare la popolazione civile del Nagorno Karabakh dalle aree più pericolose alla luce delle operazioni “antiterrorismo” avviate dall’Azerbaigian: lo ha confermato oggi il ministero della Difesa russo, aggiungendo che oltre 2.000 persone sono già state evacuate. “Il contingente russo di mantenimento della pace continua a evacuare la popolazione civile del Nagorno-Karabakh dalle zone più pericolose e a fornire assistenza medica alle vittime. In totale, sono stati evacuati più di 2.000 civili, inclusi 1.049 bambini. A tutti i residenti evacuati vengono forniti posti per alloggio temporaneo e pasti caldi”, ha affermato il ministero in una nota. Le forze di pace russe continuano a svolgere i loro compiti in Nagorno Karabakh, ha affermato il ministero, aggiungendo che i responsabili del contingente di pace stanno monitorando la situazione in 30 posti di osservazione 24 ore su 24. “Dalle ore 12:00 del 19 settembre 2023, il contingente russo di mantenimento della pace ha registrato numerose violazioni del cessate il fuoco da parte azerbaigiana lungo l’intera linea di contatto”, ha precisato il ministero.

L’invito al cessate il fuoco

 

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha invitato le parti in conflitto nella regione contesa del Nagorno Karabakh a cessare immediatamente il fuoco e a rispettare il cessate il fuoco del 2020 e i principi del diritto internazionale umanitario, ha detto oggi il suo portavoce, Stephane Dujarric. “Il Segretario Generale è estremamente preoccupato per l’uso della forza militare nella regione e per le notizie di vittime, anche tra la popolazione civile”, ha detto Dujarric. “Il Segretario generale chiede con la massima fermezza la fine immediata dei combattimenti, la riduzione dell’escalation e il rispetto più rigoroso del cessate il fuoco del 2020 e dei principi del diritto internazionale umanitario”, ha insistito Dujarric. Guterres “resta preoccupato per la situazione umanitaria sul campo e ribadisce il suo appello per misure urgenti in modo da facilitare l’accesso completo degli operatori umanitari alle persone bisognose. Invita le parti a concentrarsi nuovamente sugli sforzi per contribuire a creare fiducia e garantire la pace a lungo termine nella regione”.

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Anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha chiesto la fine delle ostilità nella regione del Nagorno Karabakh. “Le nuove ostilità, che non porteranno a nulla, devono essere sospese”, ha dichiarato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Quando parlo in questi giorni davanti a questa Assemblea di pace, il mio pensiero va a coloro per i quali la pace è un sogno lontano. I miei pensieri vanno al popolo del Nagorno Karabakh. Le rinnovate attività militari portano a un vicolo cieco. E’ necessario che finiscano”, ha detto Scholz durante il suo intervento all’Assemblea Onu.

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