Le ombre degli affaire McCarrick e Becciu sul Concistoro del Papa

Le ombre degli affaire McCarrick e Becciu sul Concistoro del Papa
29 novembre 2020

Due convitati di pietra hanno marcato il Concistoro ordinario pubblico che il Papa ha presieduto a San Pietro più dei pur numerosi protagonisti di questa cerimonia che Francesco ha presieduto per nominare 13 nuovi cardinali. La prima protagonista è stata, in realtà, la pandemia: a causa sua due cardinali sono rimasti a casa e chi invece è arrivato a Roma da fuori ha dovuto fare quarantena; i cardinali hanno indossato la mascherina e gli assenti si sono collegati tramite vistosi schermi installati in basilica; c’erano solo un centinaio di fedeli e sono state annullate le tradizionali visite di calore. Non era mai successo nell’era moderna che un Concistoro avvenisse in situazioni simili, ed è stato evidente sin nella durata della cerimonia: 45 minuti ed era tutto finito.

I cardinali, poi, sono stati a loro volta protagonisti, a partire dall’arcivescovo di Washington Wilton Gregory, il primo cardinale afro-americano della storia, nonché un vocale critico di Donald Trump e – lo hanno dimostrato le sue dichiarazioni al Catholic News Service e al National Catholic Reporter – un interlocutore di Joe Biden nonostante la fronda conservatrice sulla questione dell’aborto. Ma protagonisti sono stati anche gli italiani: ben sei su 13 dei nuovi cardinali sono italiani, sebbene solo tre abbiano più di 80 anni ed entrerebbero pertanto nel Conclave che sarà convocato quando il Pontefice regnante morirà o si dimetterà. Segno, la corposa rappresentanza italiana, che Jorge Mario Bergoglio intende quanto meno dare un ruolo preminente all’Italia nella scelta del suo successore, quando sarà.

Leggi anche:
Mafia, quando Falcone disse: "Cosa nostra non sbaglia un omicidio"

Tra gli italiani, in particolare, c’è forse un cardinale più protagonista degli altri: padre Raniero Cantalamessa, francescano cappuccino, ha chiesto e ottenuto dal Papa di rimanere semplice frate. E’ il primo membro del collegio cardinalizio non vescovo. E lo si è visto dall’abbigliamento: di rosso aveva solo la berretta, per il resto il predicatore della casa pontificia si è presentato in Concistoro con il saio ricoperto da un semplice camice bianco. E’ stato un protagonista della giornata anche Joseph Ratzinger: ha ricevuto nella sua residenza il Papa e i nuovi cardinali per una veloce benedizione finale. Le immagini diffuse dal Vaticano hanno mostrato il Papa emerito seduto, sorridente, salutare e scambiare qualche battuta con il Papa, che di slancio gli ha prima stretto e poi baciato le mani, e poi salutare e benedire i nuovi cardinali, ai quali, prima del commiato, avrebbe anche indirizzato un breve discorsetto.

Il Papa emerito e il Papa, l’uno 93 anni l’altro 84 il prossimo 17 dicembre, non danno, sorridenti l’uno accanto all’altro, la sensazione che il prossimo Conclave sia imminente. Ma nel Concistoro odierno sono due assenti che, più di tutti questi protagonisti, hanno avuto un peso particolare: si tratta dell’ex cardinale Theodore McCarrick e del cardinale Angelo Becciu. Le loro vicende hanno segnato le ultime settimane della vita vaticana. Per quanto riguarda McCarrick, la Segreteria di Stato ha pubblicato il 10 novembre un corposo rapporto che ricostruisce i ripetuti abusi sessuali compiuti nel corso dei decenni dall’ex arcivescovo di Washington, oggi 90 anni, e la sua fulgida carriera ecclesiastica, decollata in particolare sotto Giovanni Paolo II. Nel 2019 Papa Francesco lo ha prima espuslo dal collegio cardinalizio e poi dimesso dallo stato clericale.

Leggi anche:
Mafia, quando Falcone disse: "Cosa nostra non sbaglia un omicidio"

Caso ben diverso quello del cardinale Angelo Becciu, che lo stesso Francesco aveva nominato cardinale nel 2018. Il 24 settembre scorso il Papa lo ha improvissamente giubilato dalla sua posizione di prefetto della congregazione per le Cause dei santi e gli ha contestualmente tolto i diritti legati al cardinalato (ad esempio, la partecipazione ad un Concistoro o a un Conclave). Né il Papa né il Vaticano hanno fornito spiegazioni. Per ora quel che si sa lo ha riferito lo stesso Becciu in una conferenza stampa svolta il giorno dopo il licenziamento: il Papa “mi ha detto che dalle carte della Guardia di finanza, su richiesta dei magistrati vaticani, risulta che io abbia commesso il crimine o reato di peculato”, stornando fondi della Segreteria di Stato, all’epoca in cui era Sostituto agli affari generali, a favore di suoi fratelli. Accuse che sarebbero emerse nel quadro di un’inchiesta della magistratura vaticana sulla dubbia compravendita di un immobile a Londra, ma che non ha portato all’incriminazione di Becciu: che non è, dunque, indagato, né è decaduto da cardinale, pur senza beneficiare più dei diritti del cardinalato.

Il fatto è che prima di Becciu solo Keith Michael Patrick O`Brien (2015), aveva perso, per comprovati abusi sessuali, i diritti legati al cardinalato; e prima di McCarrick solo Louis Billot (1927), era stato espulso, per un drammatico e insanabile conflitto teologico-politico con Pio XI, dal collegio cardinalizio. La natura straordinaria della sanzione sembra segnalare, in attesa di chiarimenti pubblici da parte della Santa Sede, la gravità della motivazione del Papa. Il quale, nella omelia pronunciata a San Pietro, è sembrato fare implicito riferimento proprio a queste vicende quando, mettendo in guardia i futuri cardinali, ha ricordato l’episodio evangelico di Gesù che cammina per strada con i discepoli, lui avviandosi con calma verso la morte a Gerusalemme e loro sgomenti e impauriti, ed ha affermato: “Dobbiamo essere sempre vigilanti per rimanere sulla sua strada. Perché con i piedi, con il corpo possiamo essere con Lui, ma il nostro cuore può essere lontano, e portarci fuori strada”.

Leggi anche:
Mafia, quando Falcone disse: "Cosa nostra non sbaglia un omicidio"

“Pensiamo – ha rimarcato Bergoglio – a tanti generi di corruzione nella vita sacerdotale. Così, ad esempio, il rosso porpora dell`abito cardinalizio, che è il colore del sangue, può diventare, per lo spirito mondano, quello di una eminente distinzione. E tu non sarai più il pastore vicino al popolo, sentirai di essere soltanto ‘l`eminenza’. Quando tu sentirai questo, sarai fuori strada”. Un avvertimento drammatico, al quale ha fatto seguito, al momento di consegnare berretta e anello cardinalizi a Marcello Semeraro, il successore di Becciu alla guida della conregazione per le Cause dei santi, il Papa gli ha detto, con un sorriso: “Comportati bene!”. askanews

Segui ilfogliettone.it su facebook
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it


Commenti