Economia

Le “Primule” di Arcuri pagate a peso d’oro. E ora il commissario cerca soldi

È trascorso più di un mese e mezzo dalla conferenza stampa di presentazione dei “centri primula” per la vaccinazione anti Covid. E, a oggi, c’è una sola certezza: è “pro bono” il fardello professionale dell’architetto Stefano Boeri. Tutto il resto è una galassia di interrogativi, di cifre poco chiare, di tempi indefiniti e soprattutto di costi da far saltare in aria il più mediocre responsabile agli acquisti. Perché parlare di 1.300 euro al metro quadro – costo medio di un immobile a Torino – tanto costa la realizzazione di un padiglione voluto dal commissario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, significa, per dirla con il presidente della Filiera degli Eventi Unita, Andrea Ciccotti, “spreco inaccettabile” e “costi esorbitanti”. In barba a tutto, il relativo bando è stato pubblicato poco più di dieci giorni fa. Ovvero, dopo quaranta giorni dalla conferenza stampa di presentazione della grande opera. Un bando, prodotto da Arcuri con tempi più veloci della luce e che comincia a far storcere il muso ad aziende e addetti ai lavori soprattutto per determinati paletti imposti dalla stessa gara, per le caratteristiche dei padiglioni, per i tempi per la loro realizzazione e per altri requisiti necessari per la partecipazione.

Qualche esempio: l’azienda vincitrice della gara dovrà assicurare un servizio di manutenzione degli impianti con un “intervento garantito entro 30 minuti dalla segnalazione ”. Oppure: le aziende che vorranno contribuire alla realizzazione dei “centri primula” dovranno poter dimostrare di “aver eseguito forniture analoghe nell’esercizio finanziario 2017-2019 almeno pari al valore di Euro 154.791.000,00”. Richieste molto particolareggiate che lasciano qualche perplessità. Un fatto è certo: ciascuno dei padiglioni costerà oltre 400mila euro. Inizialmente, sono stati stanziati poco meno di 9 milioni. Pari al costo di 21 “centri primula”. Ma se verranno realizzati tutti i 1.200 padiglioni previsti nel bando, si potrebbe arrivare a un totale di 490 milioni, quasi mezzo miliardo. Scenario che ha fatto scattare un’altra geniale idea ad Arcuri: procacciare soldi tra privati e aziende. E così, coloro che effettueranno una donazione pari o superiore a 400 euro riceveranno una nota ufficiale di ringraziamento addirittura direttamente da Arcuri.

Mentre per i cittadini o le aziende che finanzieranno la costruzione con una donazione da 400 mila euro, verrà dedicata una targa quadrata di 50 centimetri per lato “che sarà esposta permanentemente in luogo visibile all’interno o all’esterno della primula sponsorizzata”. Quattro-cento-mila euro una targa? E quando verranno smontati i padiglioni dove andrà a finire? Come c’è anche da chiedersi dove andrà a finire quattrocento mila euro di padiglione? Lo sapremo solo vivendo. Sta di fatto, che una programmazione più attenta avrebbe voluto che proprio a febbraio poteva essere il giusto periodo per iniziare a montare i padiglioni per evitare intoppi e fisiologici incidenti di percorso. C’è da chiedersi: era indispensabile acquistare con soldi pubblici un padiglione a 1.300 euro al metro quadro per vaccinare gli italiani? Dislocate sullo Stivale ci sono migliaia di strutture, pubbliche e private, pronte nel giro di poche settimane a trasformarsi in centri di vaccinazione più che sicuri. E senza alcun dubbio, per meno di 400 mila euro. Addirittura, maligni parlano che in meno di una settimana gli Alpini sarebbero in grado di montare tendoni in tutta la Penisola. Attendiamo risposta.

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