Led, depuratori e natura: viaggio nelle molte scuole anti Covid

Led, depuratori e natura: viaggio nelle molte scuole anti Covid
7 aprile 2021

Non solo gel e mascherine, finestre aperte, banchi distanziati, termoscanner, presidi sanitari, screening, tamponi a campione e naturalmente vaccini. Per il primo anno scolastico totalmente in pandemia da Covid, sono molte le scuole e gli istituti italiani, da Nord a Sud, che si sono organizzati con sistemi innovativi per limitare al massimo la possibilità di contagi interni, sfruttando le opportunità delle più moderne tecnologie, puntando sul contatto con la natura o immaginando moderne clausure anti virus.

I risultati sono stati molto soddisfacenti, con casi positivi collegati alla vita scolastica vicini allo zero. L’obiettivo è aumentare e garantire al massimo la sicurezza degli ambienti scolastici, con un occhio al ritorno in classe post Covid. Una strada su cui punta anche il Ministero dell’Istruzione, che nell’ultimo decreto ‘Sostegni’ ha messo sul piatto 150 milioni di euro (già distribuiti alle scuole) proprio per implementare le misure di intervento necessarie a garantire la sicurezza nelle scuole, per acquistare dotazioni, materiali e strumenti che rendano gli istituti il più possibile Covid-free. Parte così il viaggio dell’agenzia Askanews, raccontando alcune delle migliori sperimentazioni messe in atto.

LED E PIANTE IN CLASSE – L’Itis ‘Giulio Natta’ di Rivoli (Torino, 1150 alunni) ha installato nelle sue 27 aule un sistema di luci Led che 24 ore su 24 tramite un processo di fotocatalisi igienizza e purifica l’aria. ‘Avevamo lampade al neon e le abbiamo sostituite con dei Led, con all’interno, non visibile, un meccanismo che aspira l’aria, la fa passare in filtri che la puliscono dagli inquinanti, quindi con la fotocatalisi la purificano da virus e batteri, e infine la riemettono nell’ambiente. Così nelle aule si possono tenere le finestre chiuse e potremmo anche togliere le mascherine’, dice la dirigente Rita Esposito. ‘Inoltre in questa soluzione, rispetto ad altre simili, il processo avviene tutto nella lampada, senza emissione di radicali liberi, è assolutamente poco invasiva, migliora la qualità della luce e genera un risparmio energetico.

I risultati sono buoni: nessun contagio interno, ma solo riconducibili all’esterno. Abbiamo installato anche sensori per la qualità dell’aria e stiamo aspettando i dati per una valutazione complessiva. Peccato solo che i ragazzi sono stati presenti di fatto solo 3 mesi’. Costo circa 38.000 mila euro. Il ‘Natta’ di Rivoli è anche ‘una scuola molto green: nelle aule i banchi sono stati uniti a forma di ‘C’ con al centro una pianta verde, per non mettere dissuasori in plexiglass e migliorano la qualità dell’aria. Per il futuro – conclude la preside – siamo disponibili a sperimentare applicazioni per le condotte d’aria nelle officine, essendo un istituto tecnico. Speriamo poi in risorse per aule all’aperto: vorremmo costruire piccoli anfiteatri da utilizzare nelle giornate di sole’.

VENTILAZIONE MECCANICA E VERNICI AMMAZZA VIRUS – L’Ic di Lozzo Atestino (Padova, 9 plessi), è dislocato tra i comuni di Lozzo Atestino, Cinto Euganeo e Vo’, uno dei territori simbolo della pandemia da Covid. ‘Nell’ultimo anno abbiamo deciso di investire su due aspetti: ambienti di apprendimento, banchi e sedie innovative, per garantire il giusto benessere in classe; e sistemi di sanificazione e contrasto al Covid. Abbiamo fatto un ragionamento più ampio: non puntare solo su sistemi anti Covid, ma anche su un ritorno post Covid’, dice il dirigente Alfonso D’Ambrosio. ‘A Lozzo Atestino, infanzia, primaria e medie, abbiamo un impianto di VMC – ventilazione meccanica controllata per la qualità dell’aria indoor: ogni 5 secondi rileva temperatura, umidità, Co2, pm, composti organici volatili. In una zona ad alta umidità come la nostra abbiamo visto che tenere le finestre sempre aperte non basta, anzi può facilitare la proliferazione di virus e batteri. Perciò è utile un impianto di ventilazione controllata dell’aria dentro-fuori. In questi ambienti abbiamo avuto zero casi su 150 persone’.

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L’istituto ha in atto poi tre sperimentazioni: ‘Con una molecola naturale nei plessi a Vo’ abbiamo riverniciato banchi e mese, e anche qui non abbiamo registrato nessun positivo; in ogni classe della secondaria di primo grado da gennaio abbiamo installato impianti di sanificazione con raggi UV di tipo C; in 3 classi c’è un sistema di luci Led con fotocalisi. Infine ci sono ovunque sistemi di sanificazione nebbiogeni con cui sanifichiamo le classi in meno di 1 minuto’. Costi degli interventi: 60-70 mila euro per l’impianto VMC investiti dal Comune (già in funzione prima della pandemia) e altri 100 mila euro spesi dalla scuola per tutti gli altri sistemi con donazioni, fondi privati e del decreto Cura Italia. ‘Dal 7 settembre – spiega il preside – su una popolazione scolastica di 800 persone, abbiamo registrato 16 casi in un plesso dove gli impianti di sanificazione non era presenti, tutti legati a contagi in famiglia, e zero casi negli altri plessi. Alcuni casi positivi si sono avuti a novembre: da allora solo 3-4 contagi, dovuti a contatti familiari’.

COME NELLE NAVICELLE SPAZIALI – L’ic ‘Santagata’ di Portici (Napoli) ha installato dallo scorso settembre dei sanificatori in stile NASA: ‘Sono dei dispositivi usati nelle sale operatorie, che il Sacco di Milano ha testato con il 97% di abbassamento del rischio contagi, con il placet dell’Istituto superiore di Sanità. Ma sono utilizzati anche per sanificare le navicelle spaziali’, racconta il dirigente Nicola Di Muzio. Il sistema funziona vaporizzando (anche di notte) perossido di idrogeno per sanificare l’aria ed è in relazione con un rilevatore della qualità ‘a semafori’: verde tutto ok, giallo attenzione, quando è rosso si deve arieggiare bene l’ambiente.

‘Potremmo anche toglierci la mascherina, ma ci dobbiamo adeguare alle norme – continua il preside – Lo abbiamo installato in tutti gli ambienti abitati dei nostri 3 plessi, classi, mensa, uffici amministrativi. Da settembre il bilancio è buono: nel plesso più grande, oltre 760 alunni, non abbiamo avuto contagi interni alle classi, solo 6 casi dall’esterno. Nel plesso più piccolo, primaria e infanzia, dove si sta senza mascherina, c’è stato un cluster, ma legato a una famiglia e dovuto alla variante inglese: abbiamo messo in quarantena l’intero plesso’. Costo circa 100mila euro, finanziati a metà da fondi del Ministero. Ed oltre ad aver già effettuato uno screening – con l’Istituto Zooprofilattico di Portici e l’ospedale Cotugno di Napoli – con tamponi salivari a campione su 101 alunni (‘tutti negativi’), l’istituto si prepara al prossimo anno: ‘Lavoriamo a un progetto per un sistema di aerazione forzata, in particolare per le aree comuni, come corridoi e scale: il ricambio d’aria in un ambiente chiuso abbassa moltissimo il rischio di proliferazione di contagi’.

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IN 600 SECONDI -98% DELLA CARICA VIRALE – Cinquantadue depuratori per l’aria, dotati di un filtro brevettato in grado di inattivare il Covid, sono attivi da settembre all’Iis ‘Schiaparelli Gramsci’ di Milano, in comodato d’uso. L’istituto è infatti rientrato in un progetto pilota con Città metropolitana di Milano, con una start up del campo delle nanotecnologie e un’azienda del settore della commercializzazione ed assistenza tecnica di strumentazione scientifica, per installare dei depuratori che, con un reattore fotocatalitico di ultima generazione e un tessuto antibatterico e antivirale, sono in grado di inattivare in tempi rapidi la carica virale infettiva negli ambienti chiusi: in soli 10 minuti viene inattivato il 98,2% della carica virale infettiva del SARS-CoV-2 in una stanza, in 20 minuti di oltre il 99,8%, fino ad arrivare al 100% in 30 minuti. I depuratori sono posizionati uno in ogni aula, due per i laboratori e le biblioteche.

Installato anche un sistema di misurazione in tempo reale della qualità dell’aria, attraverso l’analisi di 4 indici: temperatura, presenza di CO2, umidità e presenza di composti organici. ‘Città metropolitana ha individuato la nostra scuola per sperimentare un sistema che ha anticipato una linea di azione e di intervento che va oltre il distanziamento, i tamponi e l’utilizzo delle mascherine’, dice la dirigente scolastica Loredana Leoni. La scuola, rientrando nel progetto di Città Metropolitana, non ha pagato un euro: ‘E’ stato un investimento importante che ha migliorato la qualità dell’aria oltre il Covid, perchè è utile anche contro le allergie. Non abbiamo dati precisi e, avendo frequentato come gli altri, è un problema capire quanto i depuratori abbiano inciso, ma sappiamo che non ci sono stati focolai a scuola: i casi di alunni positivi che abbiamo avuto sono stati tutti legati all’esterno, allo sport o alla famiglia’.

A TU PER TU CON LA NATURA – L’Ic di Fontanellato e Fontevivo (Parma) ha preso ispirazione dal Nord Europa per una didattica completamente all’aperto. Sono state costruite tre aule, usate a rotazione da due plessi (primaria e secondaria), in aree verdi nelle aree cortilizie della scuola e una in un parco adiacente, a disposizione di tutti i cittadini. ‘Ci siamo interrogati su come poter svolgere lezioni in tranquillità e sicurezza e l’idea è piaciuta molto alla cittadinanza e alla popolazione scolastica: altri Comuni ci hanno chiamato da tutta Italia e stanno lavorando a soluzioni simili’, racconta il sindaco Tommaso Fiazza. Le aule, pronte da circa un mese, sono state usate solo per pochi giorni a causa della zona rossa scattata in Emilia-Romagna nelle ultime settimane.

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Costo circa 40mila euro, a carico del Comune. L’Aula dei sassi è costruita con una parete di sassi, per mettere cartelloni o proiettare immagini, e blocchi di cemento per le sedute; l’Aula del legno ha sedute fatte di tronchi; l’Aula acquarello ha la funzione di far esprimere i bambini all’aperto dal punto di vista creativo. ‘Sono costruite in modo diverso, ma la funzione è la stessa: far vivere un’esperienza, oltre che didattica e legata all’apprendimento, anche di contatto con la natura, di osservazione scientifica e tecnologica, sviluppare la creatività e l’espressione libera rispetto a un contenitore tradizionale. È un ambiente che si presta a riprodurre una didattica tradizionale ma anche a rivoluzionarla. Ai bambini dà un maggiore senso di libertà’, sottolinea il preside Giacomo Vescovini. ‘Il bilancio è assolutamente positivo e in prospettiva è un investimento: ogni forma e opportunità di didattica nuova mobilita intelligenze nei bambini che nell’aula tradizionale sono mortificate. Più spazi diversi si mettono a disposizione, più vengono sollecitate competenze rimaste finora inesplorate’.

‘EXTRA OMNES’ PER 3 SETTIMANE – Il Centro di formazione alberghiero (CFPA) di Casargo (Lecco) è stata la prima scuola in Italia a sperimentare il progetto di un ‘convitto continuativo’: dal 30 novembre al 19 dicembre i ragazzi hanno trascorso tre settimane intere all’interno della scuola formando una ‘bolla’ anti Covid. E’ stato effettuato un tampone rapido in ingresso a studenti e personale, per accertare la negatività al Covid19, e da quel momento la scuola è rimasta chiusa alle famiglie: tre settimane di clausura – con temperatura monitorata durante la giornata in concomitanza con i pasti – nelle quali è stata garantita una migliore e più protetta formazione degli allievi, intensificando lo svolgimento delle attività pratiche in presenza, essenziali nell’indirizzo scolastico del CFPA.

L’adesione dei ragazzi (volontaria) è arrivata al 90%, nessun contagio registrato. Il Centro ha messo a disposizione un servizio di lavanderia tramite azienda esterna specializzata, prenotabile dai singoli allievi. ‘Pensiamo che questa metodologia didattica possa essere applicata in futuro, a prescindere dall’emergenza Covid. Questo perché gli alunni si troveranno in una situazione molto simile a quella lavorativa che andranno ad affrontare una volta terminati gli studi’, ha commentato Marco Cimino, direttore del CFPA: ‘Crediamo fortemente che la formazione debba essere in presenza per assicurare un apprendimento completo delle competenze tecnico professionali, culturali e anche sociali e trasversali. Ci tengo anche a ringraziare tutto il personale che ha dato piena disponibilità’. askanews

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