Società

Il lessico famigliare ai tempi di Facebook

Le relazioni all’interno di una famiglia sono sempre più spesso intermediate dalla tecnologia: social e servizi di messaggistica consentono di mantenere in contatto genitori e figli anche quando, per orari e distanze, non ci si riesce a trovare intorno a un tavolo per due chiacchiere. Ad analizzare come cambia la grammatica dei rapporti proprio Facebook, che attraverso un’indagine commissionata alla Doxa, ha scattato una istantanea di queste dinamiche. Il punto di partenza è che sia i genitori (nel 95% dei casi) che i figli (92%) considerano il social di Zuckerberg come un alleato per coltivare i rapporti familiari. Se WhatsApp, infatti, è uno strumento per comunicare in modo rapido e su Instagram i genitori sono più spettatori che protagonisti, su Facebook le due generazioni, di genitori e figli, dialogano condividendo interessi, relazioni e talvolta amici.

Ad accomunare genitori e figli sono le attività, spesso simili, che svolgono sul social network, dall’interesse per alcuni gruppi (93% dei figli, 89% genitori) , di viaggio piuttosto che di hobby, di salute e benessere piuttosto che di acquisti e vendite, all’uso di Facebook come un’agendina che ricorda infallibilmente i compleanni degli amici, o ancora come uno strumento per mantenersi in contatto con amici e familiari (92% dei figli, 95% genitori). In questo spaccato va ricordato anche che Facebook si rivela utile (per il 66% dei figli e per il 64% dei genitori) nel caso di disastri naturali o altre situazioni rischiose attraverso la sua funzione “safety check” che consente di verificare lo stato di salute e sicurezza dei propri cari.

Chiaramente, per un genitore Facebook è soprattutto un modo per sapere cosa fanno e come stanno i propri figli: 7 su 10 controllano ciò che pubblicano, anche se in pochi (il 13%) scoprono sul social cose che già non sapevano, quasi il 60% dei genitori commenta le loro foto, il 54% ne condivide i post e il 40% pubblica foto insieme ai propri figli. Questo, però, sempre mantenendosi nei limiti della discrezione: appena il 14% di loro commenta post di persone che non conosce se sono taggati i figli e solo al 5% viene in mente di contattare un amico dei figli per chiedergli informazioni. Diversa, invece, la reazione tra le due generazioni quando si pubblica un post: se 1 figlio su 3 chiama il genitore dopo averne letto il messaggio, solo il 14% dei genitori fa altrettanto, mentre al 26% dei figli capita di escludere i genitori dalla visualizzazione di propri post.

Detto questo i rapporti all’interno della famiglia social appaiono piuttosto sereni, se solo il 17% dei figli ha deciso di togliere l’amicizia a un genitore. Quanto all’approccio con la tecnologia, nonostante il divario generazionale, i genitori, una volta entrati in questo mondo social, acquisiscono facilmente dimestichezza con like, post e tag: se è vero che 4 genitori su 10 hanno dovuto chiedere aiuto ai figli su come utilizzare Facebook, poi solo al 25% di loro capita di mettere inavvertitamente un like su un post, o (14%) capita di condividere un contenuto che non voleva e di cancellarlo, o ancora (13%) capita di chiedere l’amicizia a qualcuno per errore.

Quello che faticano ad afferrare talvolta è il tono dei messaggi lasciati sul social: quasi 4 figli su 10 devono spiegare ai genitori l’ironia di un proprio post Diverso invece lo spaccato che emerge dall’uso di Instagram dove i genitori sono molto interessati a scoprire foto (68%) e Storie (63%) pubblicate dai figli, mentre sono meno attivi nel pubblicarne. (71% dei figli contro il 51% dei genitori). Entrambi, tuttavia, approdano su questo social per scoprire cose nuove (72%). Relegato a whatsapp, invece, il ruolo di strumento per una comunicazione quasi in tempo reale (96% dei figli, 97% dei genitori), un luogo dove scambiare foto (per il 92% degli intervistati), inviare messaggi vocali (73% figli, 76% genitori) piuttosto che fare videochiamate (51% figli contro 47% genitori).

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