Letta tiene ferma linea su Ucraina. Ma Pd incalzato da sinistra

Letta tiene ferma linea su Ucraina. Ma Pd incalzato da sinistra
Enrico Letta
12 ottobre 2022

E’ un gioco di equilibrismo quello a cui è costretto il Pd, di fronte alle mille manifestazioni per la pace che vengono annunciate in queste ore. M5s incalza, Giuseppe Conte sa che nel tradizionale elettorato di sinistra provoca più di un mal di pancia la linea atlantista dei democratici di questi mesi e tanti – anche tra parlamentari e dirigenti Pd – hanno già annunciato la loro presenza alla manifestazione del 5 novembre. Enrico Letta ha provato a giocare d’anticipo, con la manifestazione che si terrà giovedì davanti all’ambasciata russa, ma il leader 5 stelle non fa sconti: “La manifestazione del Pd? No, adesso ce n’è una nazionale aperta a tutti senza cappelli”. Perché – è chiaro – la parola pace può essere declinata in tanti modi diversi, e la piazza del 5 novembre sarà molto diversa da quella che dopodomani si radunerà davanti all’ambasciata russa. Basta ascoltare Maurizio Acerbo, di Rifondazione comunista: “Il Pd manifesta per la guerra”. E non è difficile immaginare che quel giorno per i democratici l’accoglienza non sarà delle migliori.

Non a caso dal Nazareno filtra una presa di posizione netta: “La linea del Pd sulla guerra è netta, chiara, trasparente fin dall’inizio. Noi – viene spiegato – partecipiamo e sosteniamo ogni iniziativa che abbia come obiettivo la pace e che allo stesso tempo, chiaramente, non presenti ambiguità sulle responsabilità dell’aggressore, vale a dire la Russia di Vladimir Putin”. Del resto, già giovedì scorso in direzione più di un dirigente aveva cominciato a rimarcare la necessità di un riposizionamento. Gianni Cuperlo, per esempio, aveva chiesto: “Dinanzi alla strategia di Zelensky porsi questa domanda è un dovere: noi seguiamo quella scia?”. Come pure Marina Sereni: “Dobbiamo riprendere un dialogo con chi si mobilita per la pace. Non li possiamo affidare tutti al filo-putinismo. Dobbiamo dialogare con le Arci, con le Acli, con il mondo cattolico, con chi chiede di dar voce alla diplomazia”.

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Marco Miccoli, poi, ha già annunciato l’adesione alla manifestazione del 5 novembre, alla quale intende partecipare anche Arturo Scotto di Articolo Uno: “Quella è una manifestazione organizzata dalle associazioni, i partiti fanno un passo indietro. La sinistra deve ricucire”. E lui, per esempio, non andrà al sit-in di giovedì (“Ho impegni a Firenze”), anche se sottolinea che il partito ha lasciato a ciascuno libertà di partecipare alle varie iniziative per la pace. Federico Fornaro, sempre di Articolo Uno, chiarisce. “Noi partecipiamo a tutte le piazze in cui ferma restando condanna per l’invasione russa, si prova testardamente a lavorare per ricercare soluzioni di pace a partire da un immediato cessate il fuoco”. Nel frattempo, però, c’è chi lavora per rafforzare la linea tenuta sin qui. Lia Quartapelle, responsabile esteri del partito, annuncia insieme a Riccardo Magi di `Più Europa’ la costituzione di un intergruppo parlamentare `United for Ukraine-Italia’, uno “strumento cruciale per rafforzare le iniziative di solidarietà con l’Ucraina e l’impegno dei suoi alleati”.

Ma, appunto, come spiega un dirigente del Pd, “alcuni dei nostri vogliono rifarsi una `verginità’ con quel mondo di sinistra che in questi mesi non ha accolto bene la linea atlantista. Ma non è certo per quello che abbiamo perso le elezioni”. Il leader Pd, continua il dirigente democratico, si attesterà sulla “linea di Mattarella, ha indicato la strada in modo magistrale. Fuori di quello c’è solo l’avventurismo o posizioni singole. Non è che si cambia opinione se si è all’opposizione o in maggioranza”. Va da sé che il Pd sarà anche all’incontro organizzato da Sant’Egidio a Roma dal 23 al 25 ottobre, al quale parteciperanno anche il papa, Mattarella e Macron.

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Ma, appunto, la tentazione almeno di correggere la linea dei mesi scorsi c’è. La concorrenza di Conte fa paura a tanti, sono molti che temono di perdere una volta per tutte il contatto con il mondo del pacifismo sia di sinistra che cattolico. E per Letta non sarà semplice evitare tensioni, anche interne, nelle prossime settimane. Ma, assicurano dal Nazareno, finché Letta segretario la posizione sulla guerra resta quella. Da questo punto di vista è stata molto apprezzata l’uscita di Bonaccini. Peraltro, aggiungono dal Nazareno, “un partito che insegue Conte sul pacifismo sarebbe subalterno per definizione, tanto più considerando il camaleontismo di Conte che oggi segue il pacifismo e domani è capace di sposare il blocco navale”.

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