Cronaca

Si dimette mons. Viganò. Papa: accolgo con fatica le dimissioni

Dopo il caso della lettera di Benedetto XVI, si dimette il prefetto della Segreteria vaticana per la comunicazione, mons. Dario Viganò “Il Santo Padre Francesco ha accettato la rinuncia di Mons. Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione (SPC)”, rende noto il portavoce vaticano Greg Burke. “Fino alla nomina del nuovo Prefetto, la SPC sarà guidata dal Segretario del medesimo Dicastero, Mons. Lucio Adrián Ruiz”. Mons. Dario Edoardo Viganò era finito al centro delle polemiche per la versione, diffusa in modo parziale, e pubblicata nella sua interezza sabato scorso, del messaggio del Papa emerito in difesa di Francesco. Viganò, il 12 marzo scorso, alla vigilia dei cinque anni di pontificato di Bergoglio aveva presentato la versione, poi risultata parziale, della lettera di Ratzinger a sostegno di Francesco, in occasione della presentazione della collana ‘La teologia di Papa Francesco’. La lettera di Joseph Ratzinger, presentata come una difesa di Bergoglio da parte di Ratzinger, aveva alcune righe sfocate. Solo in un secondo momento, sabato scorso, dopo tante polemiche, la Segreteria per la Comunicazione, ha reso noto l’intero paragrafo nel quale Benedetto XVI criticava la scelta di inserire fra i teologi chiamati a commentare il pensiero di Francesco “il professor Hunermann”, teologo critico nei confronti di Giovanni Paolo II. “Della lettera, riservata, – scriveva Viganò sabato nel dare diffusione integrale della lettera del Papa emerito – è stato letto quanto ritenuto opportuno e relativo alla sola iniziativa, e in particolare quanto il papa emerito afferma circa la formazione filosofica e teologica dell’attuale Pontefice e l’interiore unione tra i due pontificati, tralasciando alcune annotazioni relative a contributori della collana. La scelta è stata motivata dalla riservatezza e non da alcun intento di censura. Per dissipare ogni dubbio si è deciso quindi di rendere nota la lettera nella sua interezza”.

“In questi ultimi giorni”, scrive Viganò nella lettera di dimissioni al Papa diffusa dalla sala stampa vaticana, “si sono sollevate molte polemiche circa il mio operato che, al di li delle intenzioni, destabilizza il complesso e grande lavoro di riforma che Lei mi ha affidato nel giugno del 2015 e che vede ora, grazie al contributo di moltissime persone a partire dal personale, compiere il tratto finale. La ringrazio per l’accompagnamento paterno e saldo che mi ha offerto con generositi in questo tempo e per la rinnovata stima che ha voluto manifestarmi anche nel nostro ultimo incontro. Nel rispetto delle persone, perd, che con me hanno lavorato in questi anni e per evitare che la mia persona possa in qualche modo ritardare, danneggiare o addirittura bloccare quanto gii stabilito del Motu Proprio L’ottuale contesto comunicativo del 27 giugno 20L5, e soprattutto, per l’amore alla Chiesa e a Lei Santo Padre, Le chiedo di accogliere il mio desiderio di farmi in disparte rendendomi, se Lei lo desidera, disponibile a collaborare in altre modalità)”. “A seguito dei nostri ultimi incontri e dopo aver a lungo riflettuto e attentamente ponderate le motivazioni della sua richiesta a compiere “un passo indietro” nella responsabilita diretta del Dicastero per le comunicazione”, risponde il Papa, “rispetto la sua decisione e accolgo, non senza qualche fatica,le dimissioni da Prefetto. Le chiedo di proseguire restando presso il Dicastero, nominandola come Assessore per il Dicastero della comunicazione per poter dare il suo contributo umano e professionale al nuovo Prefetto al progetto di riforma voluto dal Consiglio dei Cardinali, da me approvato e regolarmente condiviso. Riforma ormai giunta al tratto conclusivo con I’imminente fusione dell’Osservatore Romano alf interno dell’unico sistema comunicativo della Santa Sede e I’accorpamento della Tipografia Vaticana. Il grande I’impegno profuso in questi anni nel nuovo Dicastero con Io stile di disponibile confronto e docilitd che ha saputo mostrare tra i collaboratori e con gli organismi della Curia romana ha reso evidente come la riforma della Chiesa non sia anzitutto un problema di organigrammi quanto piuttosto l’acquisizione di uno spirito di servizio”.

In occasione della presentazione della collana “La teologia di Papa Francesco”, edita dalla Libreria Editrice Vaticana, avvenuta il 12 marzo scorso, monsignor Viganò aveva letto una lettera di Benedetto XVI che contestava lo “stolto pregiudizio” sulla formazione teologica di Francesco e sottolineava la “continuità interiore” tra i due pontificati. “In tutta la mia vita”, era una parte della lettera letta da Viganò ma non presente nel comunicato ufficiale della Segreteria per la Comunicazione, “è sempre stato chiaro che avrei scritto e mi sarei espresso soltanto sui libri che avevo anche veramente letto. Purtroppo anche solo per ragioni fisiche non sono in grado di leggere gli 11 volumetti nel prossimo futuro, tanto più che mi attendono altri impegni che ho già assunto”. Giorni dopo, il giornalista Sandro Magister ha reso noto che nella missiva c’pera un’ultima parte, né letta né presente in alcun comunicato: “Solo a margine vorrei annotare la mia sorpresa per il fatto che tra gli autori figuri anche il professor Hunermann, che durante il mio pontificato si è messo in luce per avere capeggiato iniziative anti-papali. Egli partecipò in misura rilevante a rilascio della ‘Kolner Erklarung’, che, in relazione all’enciclica ‘Veritas Splendor’, attaccò in modo virulento l’autorità magistrale del Papa specialmente su questioni di teologia morale”, sottolineava Benedetto XVI. “Anche la ‘Europaische Theologengeselleschaft’, che egli fondò, inizialmente da lui fu pensata come un’organizzazione in opposizione al magistero papale. In seguito, il sentire ecclesiale di molti teologi ha impedito questo orientamento, prendendo quello organizzazione un normale strumento di incontro tra teologi. Sono certo che avrà comprensione per il mio diniego e la saluto cordialmente suo Benedetto XVI”.

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