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Lippi, la resa dei conti: “Sono vivo, non in terapia intensiva. E ringrazio Corona”

Ha scelto Instagram, lo strumento del nemico, per rompere un silenzio durato anni e riprendersi la sua storia. Claudio Lippi, il conduttore simbolo della tv musicale e dell’intrattenimento leggero, esce allo scoperto dopo la bufera scatenata dalla sua apparizione, via videochiamata dalla clinica, nella puntata di “Falsissimo” condotta da Fabrizio Corona. In quelle immagini, che hanno fatto il giro del web, Corona aveva detto di lui: “È in fin di vita, anche se lui dice che non sta morendo”. Parole pesanti, che hanno sollevato un vespaio di polemiche e soprattutto una nube di preoccupazione tra i fan. Oggi, con un video pubblicato su un nuovo profilo Instagram, Lippi ribalta il tavolo: “Sono vivo, non sono in terapia intensiva”. E lancia un messaggio chiaro, anche a chi lo aveva dato per spacciato.

Il video è un’istantanea di un uomo fragile ma determinato. Sullo sfondo di una stanza che non è un ospedale, Lippi si presenta con la voce pacata ma ferma. Spiega che il profilo è stato aperto soprattutto per il “supporto” e “l’insistenza” della figlia Federica, scherzando sul fatto che altrimenti rischierebbe “pene corporali”. Poi arriva il cuore del messaggio: la smentita secca dello stato di salute drammatico dipinto in tv. “Sono vivo, non sono in terapia intensiva come avrete probabilmente visto nel corso di altri appuntamenti”, afferma, riferendosi chiaramente alla trasmissione di Corona. È la riconquista della propria narrativa, strappata via dalle mani della cronaca rosa più spietata e dalla macchina dello scandalo.

Il ritorno al pubblico e il ringraziamento a sorpresa

Ma perché sbarcare su Instagram proprio ora, dopo tanto tempo lontano dai riflettori? Lippi non usa mezzi termini: “Ho una lunga storia da raccontarvi. Se iniziamo oggi, non so se finiamo a Ferragosto”. Per lui, questo è il modo per “riprendere il rapporto con quello che per me è vita: il rapporto con il pubblico”. Un ritorno alle origini, al contatto diretto che la televisione gli aveva dato e che poi, forse, gli era sfuggito di mano. Il social diventa quindi uno strumento di dialogo, per “farmi conoscere per quello che sono”, lontano da filtri e “circolini”, come lui stesso li chiama. Un’operazione di trasparenza, o almeno questa è l’intenzione dichiarata.

La vera sorpresa, però, arriva subito dopo. Invece di prendere le distanze da Fabrizio Corona, dopo l’exploit televisivo che aveva sfruttato la sua immagine in modo così controverso, Claudio Lippi lo ringrazia. “Ringrazio anche Fabrizio Corona – dice guardando in camera – che ha iniziato con coraggio poi tutti sappiamo le sue caratteristiche, che posso condividere o meno, ma apprezzo e dovreste farlo anche voi”. Un endorsement a metà, che riconosce l’ardire ma non necessariamente i metodi. È un passaggio che farà discutere, perché sembra quasi una legittimazione di quella che molti hanno visto come una macchinazione grottesca. Lippi, però, evita di approfondire: “Oggi non entriamo nel merito di questo”.

La televisione, i “circolini” e la ricerca di verità

Il riferimento alla tv e ai suoi meccanismi perversi non è casuale. “Ho visto che molti hanno aperto una finestrella rendendosi conto che la televisione è uno strumento straordinario, ma non solo non è tutto vero, ma dietro ci sono i circolini”, afferma Lippi. È una critica velata ma chiara al sistema mediatico in cui ha vissuto e lavorato per decenni. Un sistema in cui la verità viene spesso piegata alla logica dello share, dell’audience a tutti i costi, delle amicizie influenti. La sua malattia – di cui non entra nel dettaglio, ma che lo ha costretto a lunghi periodi di cure – sembra avergli dato una prospettiva nuova, un bisogno di autenticità che passa oltre i palinsesti e le redazioni.

Il gesto di aprire Instagram assume quindi un doppio significato. Da un lato, è un atto di sopravvivenza personale e professionale: “Questo è un modo per me di sentirmi vivo, perché sono vivo, sano magari non tanto però sono vivo”. Dall’altro, è una dichiarazione di indipendenza. Un tentativo di costruire un canale diretto, non mediato, con le persone che lo hanno seguito. Senza passare attraverso i talk show, le riviste patinate o i programmi di approfondimento che trasformano ogni storia in un dramma da prima serata. La domanda che resta aperta è quanto questo nuovo corso possa essere sostenibile per un personaggio abituato alle grandi platee televisive.

Cosa resta della bufera e il futuro del conduttore

Alla fine, cosa resta della tempesta scatenata da “Falsissimo”? La vicenda ha certamente riportato Claudio Lippi al centro dell’attenzione, anche se in modi che lui probabilmente non avrebbe scelto. Ha però creato l’occasione per un ritorno in campo inaspettato, su un terreno tutto suo. Il ringraziamento a Corona rimane l’elemento più spinoso da digerire per l’opinione pubblica. È gratitudine per aver riacceso i riflettori su di lui? O è il segno di un’effettiva, quanto improbabile, complicità? Lippi non lo chiarisce, lasciando intendere che forse, in quel caos televisivo, ha visto comunque un’opportunità.

Ora la palla passa al suo pubblico. Il nuovo profilo social diventerà davvero la “finestrella” sulla sua vita e sui suoi ricordi, come promette? Riuscirà a raccontare quella “lunga storia” senza scivolare nelle trappole della nostalgia o della autoreferenzialità? E, soprattutto, la sua salute gli concederà di portare avanti questo progetto? Per ora, Claudio Lippi ha fatto una cosa semplice e potente: ha detto “sono qui”. Ha rivendicato la sua esistenza, contro ogni macabro pronostico. In un’epoca in cui le verità si costruiscono e distruggono in pochi click, forse è già un gran bel punto di partenza. La sua sfida, adesso, è riempire di contenuto quelle parole, dimostrando che c’è ancora molto da dire, al di là dei titoli e delle polemiche.

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Redazione