Editoriale

L’irrequietezza di Forza Italia Salvare Giuseppi o andare al voto?

C’è irrequietezza in Forza Italia, nonostante gli ultimi sondaggi fanno tornare i consensi a doppia cifra. La crisi del Conte 2 divide gli azzurri tra chi intende passare il Rubicone per mantenere in agonia il governo e quindi, tentare di finire la legislatura attaccato alla poltrona parlamentare. E chi, invece, intende puntare dritto alle elezioni per archiviare definitivamente questa compagine governativa. Lo scenario si evolve di ora in ora. Soprattutto da quando Silvio Berlusconi è sceso personalmente in campo per evitare un’emorragia dopo che qualche esponente azzurro è passato alla maggioranza in occasione del voto di fiducia al Senato. Parliamo meno di settantadue ore fa, momento in cui dal Cavaliere arriva una svolta, tornando a manifestare particolare sensibilità alle larghe intese ma con a fianco i suoi alleati. Intenzione che però vede un centrodestra diviso, perché né Lega, né Fratelli d’Italia di nuovi governi non vogliono sentir parlare.

Solo elezioni è la loro parola d’ordine. Ed è proprio sulla spaccatura del centrodestra che scommette quella parte di Pd che vuole liberarsi del premier, Giuseppe Conte. Dice il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia: “Noi un governo con i sovranisti non lo faremo mai, non possiamo farlo per tutelare l’Italia e la posizione italiana in Europa. Con Fi è diverso, ma la domanda va fatta a loro, sono loro che sono alleati con i sovranisti”. La mano tesa agli azzurri di Boccia arriva quando appare sempre più concreta la salita al Colle di Conte per consegnare nelle mani del presidente della Repubblica le sue dimissioni. “Elezioni subito? Non per forza. Pronti a sostenere un Governo ampio e competente”, puntella Stefano Mugnai, vicepresidente Fi alla Camera, secondo cui, è “ormai evidente, alla prova dei fatti, che l’attuale governo in carica non ne sia capace”.

Appare opportuno ricordare che chi evoca elezioni in Fi, sa bene (stando alle cifre delle ultime Politiche) che il partito azzurro passerebbe da 170 a 60 parlamentari, una Caporetto. Intanto, in queste ore, Antonio Tajani, rimarca che “Berlusconi ha detto fin dall’inizio che noi siamo disponibili a sostenere l’Italia”. Come dire, “siamo favorevoli a un governo di unità nazionale, che però è stato sempre bocciato da Pd e M5S” conclude il vice presidente di Fi. Sull’altro fronte, i renziani continuano a rafforzare un filo diretto con le forze di centro e moderate del centrodestra temendo che possano andare in soccorso del premier Conte. Sullo sfondo c’è chi disegna un possibile ritorno dell’alleanza già del patto del Nazareno, ma stavolta Iv e Fi con l’accoppiata, in regia, Berlusconi-Renzi per dare vita a un nuovo esecutivo allargato. E anche questo, non farà certo dormire sonni tranquilli agli alleati Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

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