L’Isis perde terreno in Iraq ma avanza in Siria

I jihadisti dell’Isis perdono terreno in Iraq ma conquistano posizioni strategiche in Siria. Dopo la “vittoria” conseguita ieri dalle forze irachene, che sono riuscite a riprendere Tikrit alle milizie jihadiste (con il fondamentale aiuto di 28 raid aerei della coalizione internazionale guidata dagli Usa, che hanno spianato la strada agli iracheni), lo Stato Islamico ha messo a segno un “colpo” in Siria, dove le brigate dello Stato Islamico si sono impadronite della maggior parte del campo profughi palestinese di Yarmuk, a sud di Damasco. Lo ha denunciato l’Olp, l’organizzazione per la liberazione della Palestina. “I combattenti dell’Isis hanno assaltato questa mattina il campo di Yarmuk e si sono impadroniti della maggior parte del campo”, ha detto Anouar Abdel Hadi, direttore degli Affari politici dell’Olp in Siria, riferendo di combattimenti che “proseguono all’interno”.

L’Osservatorio siriano dei diritti umani ha inoltre confermato che il gruppo estremista controlla “gran parte” del campo, dopo i combattimenti contro un gruppo armato palestinese ostile al regime di Bashar al Assad. Si sono infiltrati dalla località ribelle di Hajar al Aswad, attigua al campo profughi. Il campo di Yarmuk, il più grande dei campi palestinesi in Siria, contava circa 160mila abitanti siriani e palestinesi prima dell’inizio della guerra in Siria quattro anni fa, rispetto ai 18mila attuali. Nel febbraio 2014, i gruppi ribelli siriani si sono ritirati dal campo al termine di un accordo con le organizzazioni palestinesi armate anti-regime. Gli abitanti soffrono di carenza di cibo, medicinali e farmaci a causa di un assedio quasi totale imposto da un anno dal regime.

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