L’Italia si mobilita contro la violenza sulle donne: voce a migliaia per un cambiamento

25 novembre 2023

Roma si colora di voce e determinazione mentre migliaia marcano un punto di svolta contro la violenza sulle donne. L’evento organizzato da “Non una di meno” nel cuore della Capitale ha raccolto una marea umana, partendo dal Circo Massimo in direzione San Giovanni. Questa manifestazione, in occasione della Giornata dedicata dall’Onu alla violenza contro le donne, è diventata il terreno fertile per voci di cambiamento, richieste di azioni concrete e riflessioni profonde.

Voce dei manifestanti

Lella Palladino, vicepresidente di ‘Una, nessuna centomila’, sottolinea l’urgenza di una svolta strutturale: “Basta! È il momento di passare dalle parole ai fatti. Da troppo tempo i centri antiviolenza lavorano instancabilmente per dare visibilità alla violenza maschile, ed è finalmente emerso un movimento di indignazione generale. È ora di agire seriamente e fornire risposte durature”.

Carlotta, attivista di “Non una di meno Milano”, propone un cambiamento radicale: “La chiave per porre fine alla violenza è interrompere la riproduzione di una società patriarcale. Possiamo farlo a partire dalle nostre vite individuali, lottando per l’autodeterminazione delle donne e richiedendo azioni concrete dalle istituzioni”.

Impegno istituzionale

Il coinvolgimento delle istituzioni è stato evidente, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha rilanciato un messaggio di supporto alle donne italiane, sottolineando il numero di emergenza 1522 come fonte di aiuto immediato. Meloni ribadisce l’impegno del governo nel prevenire e contrastare la violenza contro le donne, elogiando l’azione svolta finora e promettendo continuità nel lavoro.

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La polemica

Tuttavia, la manifestazione non è stata priva di controversie. La concessione del palco a donne palestinesi, iraniane e curde, aperta anche alle donne israeliane, ha scatenato discussioni sulla natura politica dell’evento. Elly Schlein esprime rabbia e indignazione, sottolineando la necessità di fermare la violenza in ogni contesto.

Dati agghiaccianti

Le statistiche sono agghiaccianti: secondo il Cnr, 12 milioni di donne hanno subito violenza almeno una volta. Il presidente Mattarella rimarca il fallimento della società dietro ogni femminicidio e l’importanza della costante attenzione dei media sul problema, non limitata ai momenti di crisi.

L’appello

Gli appelli per parlare, denunciare e fidarsi emergono con forza, evidenziando l’importanza di un impegno collettivo nella lotta contro la violenza sulle donne. Persino Papa Francesco e il Capo dello Stato Sergio Mattarella hanno sottolineato l’urgenza di eliminare questa “gramigna velenosa” dalla società, richiamando a un’azione educativa centrata sulla dignità della persona. In ogni caso, l’attenzione mediatica sembra oscillare, con picchi di interesse legati ai momenti di cronaca. Un’analisi condotta da Volocom evidenzia come l’attenzione dei media sul fenomeno abbia un andamento altalenante, non sempre all’altezza dell’importanza del tema.

Insomma, la giornata ha visto un’immensa partecipazione e una varietà di voci, richiamando l’urgenza di un impegno costante e strutturale nella lotta contro la violenza sulle donne. Questo evento rappresenta un punto di svolta e la chiara richiesta di azioni concrete, partendo dall’educazione, dall’impegno delle istituzioni e dall’unità della società nel perseguire un cambiamento reale.

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