Politica

M5S, con tetto a mandati addio seggio per 66 eletti. Tanti i big

Sono 49 i deputati e 17 i senatori del Movimento 5 Stelle arrivati alla seconda legislatura. Sessantasei parlamentari che, se la regola del tetto dei due mandati dovesse restare in piedi, non sarebbero ricandidati alle prossime elezioni politiche. “Il limite dei due mandati deve essere un pilastro, l’ho proposto anche a Conte”, ha detto Beppe Grillo ai parlamentari pentastellati riuniti in assemblea congiunta via zoom. Ma le parole del fondatore del Movimento sono un macigno per i big 5 stelle.

Ma c’è chi, come il deputato Angelo Tofalo, difende e sostiene la posizione del garante del Movimento osservando che “due mandati sono più che sufficienti per esprimere le proprie capacità e comprendere in che modo incidere concretamente per portare a termine importanti battaglie e raggiungere obiettivi utili al Paese”. Tra i non rieleggibili ci sono quasi tutte le donne e gli uomini che rappresentano o hanno rappresentato M5S al governo e nelle istituzioni. A partire dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Eletto deputato e vicepresidente della Camera a soli 27 anni nel 2013 nella XVII legislatura, la prima che vide il Movimento entrare in Parlamento, Di Maio è stato protagonista di un’ascesa rapida nonostante la giovane età. Ascesa che lo ha portato a essere il capo politico del movimento e il candidato premier alle politiche del 2018. Quindi ministro con il governo Conte I e II e con Draghi.

Poi c’è il presidente della Camera, Roberto Fico, per il quale tuttavia potrebbe prospettarsi una candidatura a sindaco di Napoli. Il mantenimento della regola dei due mandati significherebbe lo stop anche alla candidatura di Alfonso Bonafede, ex guardasigilli, dell’attuale ministra delle politiche giovanili Fabiana Dadone, della sottosegretaria all’economia Laura Castelli, della vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni. Tra i senatori i big che non potrebbero essere ricandidati sono la vicepresidente del Senato Paola Taverna e l’ex ministro Danilo Toninelli. Ma c’è anche chi, come il deputato Angelo Tofalo, difende e sostiene la posizione del garante del Movimento osservando che “due mandati sono più che sufficienti per esprimere le proprie capacità e comprendere in che modo incidere concretamente per portare a termine importanti battaglie e raggiungere obiettivi utili al Paese”. Questo l’elenco dei deputati che, se Grillo tiene il punto, dovrebbero dire addio al seggio.

Alla Camera: Davide Crippa, Giuseppe L’Abbate, Sergio Battelli, Alfonso Bonafede, Giuseppe Brescia, Francesca Businarolo, Azzurra Pia Maria Cancelleri, Paola Carinelli, Laura Castelli, Tiziana Ciprini, Claudio Cominardi, Fabiana Dadone, Federica Daga, Diego De Lorenzis, Daniele Del Grosso, Luigi Di Maio, Manlio Di Stefano, Federica Dieni, Federico D’Incà, Francesco d’Uva, Mattia Fantinati, Vittorio Ferraresi, Roberto Fico, Riccardo Fraccaro, Luca Frusone, Chiara Gagnarli, Filippo Gallinella, Luigi Gallo, Marta Grande, Giulia Grillo, Mirella Liuzzi, Maria Lucia, Lorefice, Maria Marzana, Salvatore Micillo, Dalila Nesci, Paolo Parentela, Gianluca Rizzo, Carla Ruocco, Giulia Sarti, Emanuele Scagliusi, Carlo Sibilia, Maria Edera Spadoni, Patrizia Terzoni, Angelo Tofalo, Davide Tripiedi, Gianluca Vacca, Simone Valente, Stefano Vignaroli, Alberto Zolezzi.

Al Senato: Andrea Cioffi, Vincenzo Santangelo, Donatella Agostinelli, Alberto Airola, Laura Bottici, Gianluca Castaldi, Nunzia Catalfo, Vito Crimi, Daniela Donno, Giovanni Endrizzi, Gianni Girotto, Michela Montevecchi, Daniele Pesco, Vito Petrocelli, Sergio Puglia, Paola Taverna, Danilo Toninelli. askanews

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