M5S, Conte alle prese con la novità Schlein cerca un “piano B”

M5S, Conte alle prese con la novità Schlein cerca un “piano B”
Giuseppe Conte
1 marzo 2023

“La verità è che non abbiamo un Piano B, nessuno di noi si aspettava che vincesse Elly Schlein le primarie del Pd. Tutti convinti che vincesse, magari non stravincesse, Bonaccini”: è in questa lettura sincera, che una autorevole fonte parlamentare del Movimento 5 stelle affida a taccuini chiusi al cronista, che si inquadra il momento delicato della creatura politica guidata da Giuseppe Conte. E allora, anche se ufficialmente non c’è un ordine del giorno specifico, si parlerà “in generale” di Superbonus, di “situazione politica” e dei prossimi passi dell’opposizione, nel Consiglio nazionale del M5S convocato per domani da Conte “non è escluso – dicono dall’entourage dell’ex premier – che si faccia un’analisi” sull’evoluzione che l’elezione della nuova leader dem può imprimere agli equilibri politici e all’azione delle opposizioni.

“La vittoria di Elly Schlein non è un risultato indifferente”, ammette Stefano Patuanelli, senatore e due volte ministro 5 stelle. “Vedremo – aggiunge – in che modo tradurrà le sue parole, la prima sfida che lanciamo è sulla pace, sull’invio di armi. Ma abbiamo il problema di dare a questo Paese una opposizione e una alternativa, il tema centrale non può essere la concorrenza fra noi e la campagna elettorale continua, altrimenti questo governo rischia di durare non cinque ma quindici anni”. Attendista la reazione di Mariolina Castellone, vicepresidente del Senato in quota M5S: “Vedremo alla prova dei fatti – dice – se si apriranno degli spazi per una maggiore convergenza sui nostri temi e se la nuova segretaria avrà il coraggio di dare un seguito alla domanda di cambiamento che l’ha eletta. Certamente queste elezioni sono un chiaro segnale a chi nel Pd aveva anteposto l’agenda Draghi all’agenda del governo Conte II, che era invece improntata su giustizia sociale, lavoro e tutela ambientale”.

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“E’ chiaro – riflette, coperto dall’anonimato, un deputato di lungo corso – che con Bonaccini al Nazareno i ruoli sarebbe stati più chiari, le differenze più nette, la competizione in proiezione elettorale sarebbe probabilmente proseguita in modo simile a quella degli ultimi mesi. Ora c’è Schlein che è nuova, giovane, Lgbt, ha un linguaggio più moderno, i sondaggi torneranno a pompare il Pd, dopo mesi di calo, con noi in salita. Del resto, parliamoci chiaro: per noi l’effetto novità è finito da tempo, un ventenne che vota per la prima volta si può identificare più facilmente con lei che con Conte”. “Però che succederà al Pd? Se lei impone davvero una svolta una svolta, con gli stessi dirigenti in tutte le regioni, gli stessi gruppi in Parlamento – osserva un altro parlamentare che ci tiene a rimanere anonimo – come farà a portare avanti al sua linea? E se forzerà, come farà a tenere unito il partito? Insomma, se cambiamento deve essere ce ne accorgeremo: ad esempio, oltre a parlare di salario minimo, magari la smetteranno di presentare gli stessi emendamenti di Forza Italia…”.

Nel giro degli uomini più vicini all’ex premier, tuttavia, si ostenta un moderato ottimismo: “I sondaggi? E’ fisiologico che il Pd si riprenda, ha pagato prima la difesa a oltranza dell’agenda Draghi, poi la fase congressuale. Ma noi non siamo preoccupati, viste le prime dichiarazioni della segretaria dopo la vittoria ci può essere una convergenza maggiore su alcuni punti programmatici ma bisogna vedere fino a che punto avrà margini di manovra. Per noi l’interlocuzione deve avvenire innanzitutto in Parlamento”. Più scettica un’altra fonte vicina ai vertici stellati, che ricorda come “quella parte di apparato che ha contribuito alla vittoria di Schlein, i big come Franceschini, Bettini, Orlando ora pretenderanno risposte. E Gualtieri non si è espresso, che farà Schlein sugli inceneritori?”. Per ora, si può forse attribuire anche all’effetto Schlein l’inedito slancio unitario mostrato nella giornata di martedì dalle opposizioni in conferenza dei capigruppo al Senato nel formulare congiuntamente (Pd, M5S, Az-Iv e AVS) le richieste di informativa urgente all’indirizzo dei ministri Piantedosi e Valditara.

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E nel M5S giurano sui buoni rapporti che Conte intrattiene con la neosegretaria del Pd, “si sono messaggiati subito dopo l’ufficializzazione dell’elezione”. Fra i due, dicono le fonti ufficiali, non sono in agenda incontri ufficiali ma non casualmente Conte sarà, come Schlein, alla manifestazione di Firenze sabato prossimo indetta dai sindacati confederali dopo l’azione squadristica contro alcuni studenti e per la censura espressa dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara nei confronti di una dirigente scolastica che ha indirizzato ai suoi studenti una lettera sul valore dell’antifascismo. Uniti contro il Governo, quindi. Il tema dei temi, quello più divisivo, resta però sul tavolo: “Nessuno – è la parola d’ordine che circola nelle stanze dei ‘contiani’ – si illuda che su guerra e riarmo noi ci facciamo concavi e convessi. La linea è chiara e resta quella. E Schlein dovrà dare risposte, in un senso o nell’altro, tutti gliele chiederanno, non solo noi ma anche chi sostiene la linea governativa”.

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