Economia

Manovra 2026, chiarimenti su occupazione giovanile e donne svantaggiate

Il ministero del Lavoro precisa: nella legge di bilancio 2026, ai commi 153, 154 e 155 dell’articolo 1, arrivano misure per potenziare l’occupazione giovanile stabile, le pari opportunità per lavoratrici svantaggiate e lo sviluppo nella Zona economica speciale unica. Le risorse? In arrivo dai residui del decreto Coesione, già monitorati da Inps. Un emendamento nel Milleproroghe renderà tutto operativo, nel rispetto dei vincoli europei.

Il chiarimento arriva con una nota ufficiale del dicastero guidato da Marina Calderone, che spegne i dubbi emersi nei giorni scorsi sulla Manovra. Le norme, approvate a fine 2025, puntano dritte al cuore del mercato del lavoro italiano: più contratti fissi per under 35, sostegno concreto per donne in condizioni di svantaggio – madri single, over 50 o con carichi familiari – e impulso alle assunzioni nella Zes unica del Sud. Non si tratta di promesse vaghe: il ministero e l’Inps stanno completando il monitoraggio delle agevolazioni del decreto Coesione 60/2024, valido fino al 31 dicembre 2025 e convertito nella legge 95/2024.

Monitoraggio Inps sblocca residui per nuove misure

Le cifre parlano chiaro. Quel decreto ha stanziato incentivi per assunzioni mirate, e ora i dati consolidati riveleranno i residui disponibili. “Un elemento indispensabile”, spiega la nota, “per completare la dotazione dei commi 153-155, nel rispetto delle regole di bilancio europee”. Gli uffici ministeriali sono al lavoro: niente ritardi, tutto pronto per l’attuazione. L’obiettivo è chiaro: invertire la curva della precarietà giovanile, che nel 2025 ha toccato picchi preoccupanti al 28% di disoccupazione under 30 al Sud, secondo Istat.

Non solista. La Zes unica – che unifica le zone economiche speciali del Mezzogiorno – riceverà un colpo d’acceleratore occupazionale. Qui entrano in gioco sgravi fiscali e contributivi per imprese che investono in aree depresse, da Palermo a Bari. Il ministero sottolinea la “piena operatività” degli interventi, ma avverte: serve coerenza con i paletti finanziari Ue. Per questo, si annuncia un emendamento specifico nell’ambito della conversione del decreto Milleproroghe, atteso in Parlamento nelle prossime settimane.

Emendamento Milleproroghe per piena attuazione

La mossa è strategica. Il governo Meloni, sotto pressione di Confindustria e sindacati, vuole blindare queste misure prima che i vincoli di Maastricht stringano la morsa. Le lavoratrici svantaggiate, in primis, guadagnano un’arma in più: sgravi per chi assume donne con figli minori o in riconversione professionale. “Zero giri di parole”, il messaggio del Viminale: i residui del Coesione non andranno dispersi, ma rimpingueranno il tesoretto per il 2026.

Critici dell’opposizione? Già si leva la voce del Pd: “Troppo poco, troppo tardi per i giovani”. Ma i numeri del monitoraggio Inps diranno l’ultima parola. Intanto, le imprese guardano con interesse: in un’Italia con 2 milioni di posti vacanti cronici, queste norme potrebbero essere la scintilla per 100mila assunzioni stabili. Il ministero conferma: “Uffici impegnati al massimo”. La palla passa al Parlamento.

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Redazione