Editoriale

Manovra, Bruxelles vuole correzione di sostanza e non di “facciata”

I toni tra Roma e Bruxelles si sono abbassati. Si parla non solo di “trattative”, ma di come rimodellare la struttura complessiva della manovra. La Linea Maginot della manovra “che non cambia” è svanita: l’obiettivo è evitare la procedura di infrazione. Tria è “abbastanza fiducioso”. In pratica, si pensa di spostare più risorse sugli investimenti (scomputabili dal passivo), sottraendoli a misure “di bandiera” che pesano sul deficit strutturale, ovvero il reddito di cittadinanza e la riforma della legge Fornero con quota 100. L’ipotesi al momento più accreditata vede una partenza a marzo delle due misure, che complessivamente costano circa 16 miliardi, per far scendere il deficit 2019 al 2,2%. Basterebbe? No, e lo ha fatto capire in maniera esplicita il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, secondo cui “la correzione della traiettoria dei conti pubblici deve essere considerevole e non marginale”. Come dire di sostanza e non di facciata. Ma questo fa a pugni col conciliare le promesse elettorali. Staremo a vedere.

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