Maresca si dimette dal Chelsea: crisi di risultati e frizioni con la società

Enzo Maresca

Enzo Maresca

Enzo Maresca non è più l’allenatore del Chelsea. Il tecnico italiano, 45 anni, ha rassegnato le dimissioni due giorni dopo il deludente pareggio casalingo per 2-2 contro il Bournemouth. Una decisione maturata nel gelo di Stamford Bridge, dove i risultati negativi (una sola vittoria nelle ultime sette giornate di Premier League) si sono sommati a incomprensioni sempre più evidenti con la dirigenza.

Eppure la prima stagione aveva regalato soddisfazioni: Conference League e Mondiale per Club vinti, ritorno in Champions conquistato. L’addio arriva dopo mesi di tensione crescente. Maresca, approdato dal Leicester City la scorsa estate, non ha digerito i malumori serpeggianti nel club londinese per i 15 punti di distacco dall’Arsenal capolista. Una distanza che pesa come un macigno, nonostante la società abbia imboccato una strada chiara: puntare sui giovani, investire sul futuro, accettare che i frutti non maturino dall’oggi al domani. Ma la pazienza a Stamford Bridge è merce rara, e il tecnico italiano lo ha scoperto sulla propria pelle.

Il divario con l’Arsenal e le pressioni sul progetto giovani

Il fattore scatenante delle dimissioni sta tutto in quei 15 punti. Un abisso, per chi a Londra si aspettava di lottare subito per il titolo. Maresca ha sempre difeso la linea del club: investire sui giovani significa costruire per il domani, non per l’immediato. Serve tempo, serve pazienza, serve fiducia. Parole giuste, sulla carta. Ma la Premier League non concede dilazioni, e la pressione per risultati immediati ha reso insostenibile la sua posizione. I malumori interni sono cresciuti settimana dopo settimana, fino alla rottura definitiva.

Le frizioni sull’immagine: dal libro vietato al Festival di Trento

Non solo campo. Maresca ha cercato di accrescere il proprio profilo personale, ma la società ha frenato. Prima il divieto di pubblicare un libro al quale stava lavorando, poi le polemiche per la sua partecipazione al Festival dello Sport di Trento, avvenuta senza il preventivo benestare del Chelsea. Episodi che hanno evidenziato una frizione sempre più netta sulla gestione dell’immagine pubblica dell’allenatore. Due visioni inconciliabili: da un lato il desiderio di Maresca di costruirsi una reputazione autonoma, dall’altro il controllo stretto preteso dalla dirigenza londinese.

Il futuro al Manchester City: da vice di Guardiola a possibile successore

Nonostante l’addio burrascoso, il futuro di Maresca sembra già delineato. In Inghilterra si parla con insistenza di un suo ritorno al Manchester City, club che conosce alla perfezione dopo l’esperienza come vice di Pep Guardiola. L’ipotesi è affascinante: subentrare proprio al maestro catalano quando lascerà la panchina dei Citizens a fine stagione. Un percorso di crescita che si compirebbe nel migliore dei modi, riportando Maresca in uno dei club più vincenti d’Europa. Un ritorno a casa che avrebbe il sapore della rivincita.

Rosenior in pole per sostituirlo: la pista Strasburgo

E il Chelsea? In Inghilterra circola già il nome di Liam Rosenior, tecnico che sta facendo bene in Ligue 1 con lo Strasburgo. Un profilo che presenta vantaggi evidenti: Rosenior allena un club che condivide la stessa proprietà del Chelsea, conosce quindi filosofia e metodi della galassia BlueCo. Una soluzione interna, per certi versi, che potrebbe garantire continuità al progetto giovani voluto dalla dirigenza. Resta da capire se Rosenior accetterà la sfida o se preferirà proseguire il percorso di crescita in Francia, lontano dai riflettori spietati della Premier League.