Martedì Palamara torna al Csm ma sul banco degli imputati

Martedì Palamara torna al Csm ma sul banco degli imputati
Luca Palamara
17 luglio 2020

Si va dalla “violazione dei doveri di correttezza ed equilibrio”, all`aver tenuto un “comportamento gravemente scorretto nei confronti dei colleghi che avevano presentato domanda per il conferimento dell’ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma”, fino al tentativo “di condizionare l’esercizio di funzioni costituzionalmente previste, quali la proposta e la nomina di uffici direttivi di vari uffici giudiziari da parte del Consiglio Superiore della Magistratura”. Sono le principali incolpazioni da cui si dovrà difendere, martedì 21 luglio davanti alla Sezione Disciplinare del Csm, l`ex numero uno dell`Anm, Luca Palamara, indagato per corruzione dalla Procura di Perugia.

Secondo l`accusa, che si basa sulle centinaia di pagine di intercettazioni captate dal cellulare dell`ex consigliere di Palazzo dei Marescialli, Palamara “discuteva della strategia da seguire ai fini della nomina oltre che con alcuni componenti del Csm anche con una persona (Luca Lotti, deputato al Parlamento nazionale) per la quale la Procura della Repubblica di Roma ha richiesto il rinvio a giudizio, nel dicembre 2018, nell`ambito di una nota vicenda giudiziaria, di risonanza nazionale”, si legge sulle 5 pagine del Ruolo, destinate alla convocazione di Palamara. Davanti alla Sezione Disciplinare compariranno anche gli ex consiglieri del Csm Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli, Antonio Lepre, Pierluigi Morlini e Luigi Spina, intercettati assieme a Palamara negli incontri che avvenivano in un hotel della capitale e in cui si discuteva di nomine degli uffici giudiziari.

Secondo l`accusa, i cinque magistrati, all`epoca componenti del Csm, “in violazione dei doveri di correttezza ed equilibrio, tenevano un comportamento gravemente scorretto nei confronti degli altri colleghi del Consiglio Superiore della Magistratura” e “idoneo ad influenzare, in maniera occulta”, l`attività della V Commissione dell’Organo di autogoverno, “in ragione della circostanza che, nella riunione tra di essi, tenuta nella notte del 9 maggio 2019 in luogo diverso dalla sede consiliare, venivano invitati a partecipare Luca Palamara, Cosimo Ferri e Luca Lotti – completamente estranei alle funzioni ed alle attività consiliari”. Sempre martedì 21 luglio è stato convocato davanti alla Sezione Disciplinare anche il parlamentare, Cosimo Ferri, fuori ruolo organico della magistratura.

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Il deputato di Italia Viva, anche lui presente agli incontri con Palamara e gli altri, è accusato di aver tenuto “un comportamento gravemente scorretto nei confronti dei magistrati che avevano presentato domanda per il conferimento dell’ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma (ed, in particolare, dei dottori Lo Voi, Creazzo e Viola)”. Inoltre Ferri, “benché estraneo alla funzione e all’attività consiliare ed espressione di altro potere dello Stato – insieme ai citati membri del Csm” e a “Palamara (sostituto presso la Procura di Roma e concorrente all’incarico semidirettivo di Procuratore Aggiunto presso il medesimo ufficio, e, dunque, direttamente interessato alla nomina dell’ ufficio direttivo in questione)”, ed a Lotti , “precostituiva e concordava, fin nei dettagli, la strategia da seguire ai fini di pervenire dapprima alla sua proposta di nomina e, quindi, alla successiva nomina di uno dei concorrenti” per succedere a Giuseppe Pignatone, a capo della procura di Roma.

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