Melissa Satta e Carlo Beretta
Melissa Satta ha anticipato i festeggiamenti per il quarantesimo compleanno scegliendo le Maldive come destinazione. Ad accompagnarla, Carlo Beretta, compagno da circa due anni. Un viaggio all’insegna del mare e del relax, ma anche un’occasione per fare chiarezza su alcuni aspetti della loro relazione. La showgirl ha infatti risposto ad alcune domande dei follower attraverso la funzione “box domande” di Instagram, sciogliendo dubbi e smontando critiche che da tempo circolano attorno alla coppia.
Tra le questioni sollevate dagli utenti, la più ricorrente riguarda il divario generazionale: dodici anni separano l’ex velina dal compagno. «Senti la differenza di età con il tuo compagno?», ha chiesto qualcuno. La risposta di Melissa Satta non ammette ambiguità: «Dettagli inutili che ai giorni d’oggi non hanno valore… bisogna essere meno superficiali, pensare alla felicità e apprezzare quando si incontra una persona speciale». Una dichiarazione netta, priva di sbavature retoriche. E una chiusura ancora più perentoria: «I limiti li impongono solo le persone ignoranti».
La relazione tra Melissa Satta e Carlo Beretta è iniziata circa due anni fa, in un clima di inevitabile curiosità mediatica. Entrambi reduci da storie con personaggi noti del mondo dello spettacolo e dello sport: lei legata al tennista Matteo Berrettini, lui all’influencer Giulia De Lellis. L’interesse della cronaca rosa, dunque, era scontato. I primi mesi della loro frequentazione furono segnati da speculazioni e gossip, alimentati anche dalla notorietà dei rispettivi ex partner. Tuttavia, superata la fase iniziale, la coppia ha trovato il proprio equilibrio, lontano dai clamori. Un passo significativo è stato l’inserimento del piccolo Maddox, figlio che Melissa ha avuto dall’ex marito Kevin Prince Boateng, nella vita di coppia. Un segnale di solidità e di progetto comune.
Carlo Gussalli Beretta non è un personaggio qualunque. Suo padre è Pietro Gussalli Beretta, attuale leader della Fabbrica d’Armi Pietro Beretta, una delle aziende più antiche e prestigiose al mondo nel settore della produzione di armi. Fondata nel 1526 da Bartolomeo Beretta, soprannominato “mastro di canne”, l’impresa bresciana rappresenta un unicum nell’industria italiana: ventotto generazioni ininterrotte di gestione familiare. La madre, Umberta Gnutti, è invece nota come filantropa e collezionista d’arte, figura attiva nel mondo della moda e della cultura. Carlo, dunque, cresce in un contesto di grande tradizione imprenditoriale e raffinatezza culturale.
La formazione del giovane Beretta riflette questa doppia matrice. L’infanzia trascorre fra le aule della British School of Milan, istituto di eccellenza nel panorama educativo meneghino. Successivamente, il trasferimento in Svizzera per conseguire il baccellierato presso l’Institut Le Rosey, uno dei collegi più esclusivi al mondo, frequentato da figli di capi di Stato e imprenditori internazionali.
La laurea arriva alla Bocconi di Milano, in Economia Aziendale e Management, coronamento di un percorso accademico di alto profilo. Ma la formazione di Carlo non si esaurisce nelle aule universitarie: uno stage semestrale presso l’Accademia Militare degli Stati Uniti a West Point amplia le sue competenze strategiche e gestionali. Segue un tirocinio di sette mesi nel dipartimento Risorse Umane di Bombardier Transportation a Berlino, esperienza che gli consente di confrontarsi con realtà aziendali complesse e internazionali.
Dal 2020, Carlo Gussalli Beretta ricopre il ruolo di Digital Project Manager presso la Fabbrica d’Armi Pietro Beretta. La posizione non è di rappresentanza: coordina progetti d’innovazione digitale, con particolare attenzione alle aree Risorse Umane e Marketing. Si occupa dello sviluppo delle competenze digitali all’interno dell’azienda e della trasformazione legata alle modalità di lavoro agile. Gestisce inoltre l’implementazione delle piattaforme CRM, strumenti cruciali per consolidare la relazione con una clientela globale e diversificata. Un ruolo operativo, dunque, che richiede competenze tecniche e visione strategica. Non solo eredità, ma anche merito e applicazione concreta.