Meloni accusa la Cgil: “A Marcinelle voltare le spalle alle istituzioni è grave”. Il messaggio del Quirinale

Alcuni rappresentanti sindacali hanno voltato le spalle durante il messaggio di Mattarella letto dal presidente del Senato. Fratelli d’Italia chiede a Landini di prendere le distanze.

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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accusato alcuni rappresentanti della Cgil di aver voltato le spalle durante l’intervento del presidente del Senato Ignazio La Russa alla commemorazione di Marcinelle, in Belgio, dove oggi l’Italia ricorda i 262 lavoratori morti nella miniera del Bois du Cazier l’8 agosto 1956, 136 dei quali italiani. La Russa stava leggendo il messaggio inviato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Voltare le spalle durante la commemorazione di Marcinelle è un gesto grave e vergognoso”, ha scritto Meloni sui social. La premier ha definito la protesta “una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato”, sottolineando che la contestazione si è verificata mentre venivano ricordate vittime italiane e straniere del lavoro.

La protesta durante gli interventi

Secondo quanto riferito dalla maggioranza, alcuni rappresentanti della Cgil avrebbero mantenuto lo stesso atteggiamento anche durante l’intervento della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna. La contestazione ha quindi assunto un rilievo politico nel corso di una cerimonia che avrebbe dovuto concentrarsi sulla memoria delle vittime e sul significato storico della tragedia.

La Russa ha scelto di non entrare direttamente nel merito della polemica durante la commemorazione. “Non dico nulla perché non voglio sporcare questa commemorazione con atti che considero di squallida propaganda”, ha dichiarato il presidente del Senato, preferendo ricordare i lavoratori morti nella miniera belga e il significato della giornata.

Il presidente del Senato ha poi richiamato il ruolo avuto da Mirko Tremaglia nella valorizzazione della memoria di Marcinelle. La Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, istituita 25 anni fa su proposta dell’allora ministro per gli Italiani nel mondo, cade infatti ogni 8 agosto.

Il messaggio del Quirinale

La cerimonia si è svolta nel settantesimo anniversario della tragedia del Bois du Cazier, una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione italiana. Mattarella ha ricordato le 262 vittime, appartenenti a dodici nazionalità, e in particolare i 136 italiani che morirono nelle viscere della miniera.

“Commemorando Marcinelle e rendendo un tributo a coloro che vi perirono siamo invitati a riflettere sul prezzo umano che venne pagato e ad agire, affinché simili sciagure non abbiano a ripetersi”, ha affermato il capo dello Stato. Nel suo messaggio ha collegato la memoria della tragedia anche alla necessità di garantire dignità alle persone coinvolte nei processi migratori.

Per Mattarella la tutela della sicurezza sul lavoro rappresenta oggi un principio condiviso dall’Europa. “Il diritto al lavoro, l’esigenza di tutelarne ovunque e per chiunque la sicurezza — cardine della nostra Costituzione — esprime oggi un principio fondante che accomuna l’intera casa europea”, ha dichiarato.

Il presidente della Repubblica ha ricordato inoltre che le vittime di Marcinelle sono diventate parte dell’identità collettiva italiana e hanno assunto un valore simbolico per il processo di integrazione europea. Ai familiari delle 262 vittime, “delle quali centotrentasei italiani”, Mattarella ha rinnovato il cordoglio e la vicinanza della Repubblica.

Il significato dell’8 agosto

La tragedia del 1956 nacque anche dall’accordo che regolava il rapporto tra Italia e Belgio nel dopoguerra: carbone in cambio di manodopera italiana. Migliaia di connazionali emigrarono verso il Belgio alla ricerca di un lavoro e di condizioni di vita migliori.

Il disastro avvenne l’8 agosto 1956 nel pozzo numero uno del Bois du Cazier. Morirono 262 persone. La maggioranza delle vittime era italiana, ma nella miniera persero la vita lavoratori provenienti complessivamente da dodici Paesi.

Meloni ha inserito la ricorrenza nella storia più ampia dell’emigrazione italiana. “Marcinelle è una vicenda che appartiene alla nostra memoria collettiva”, ha affermato la premier, ricordando il contributo degli italiani emigrati alla crescita dei Paesi che li accolsero e il legame mantenuto con l’Italia.

La presidente del Consiglio ha inoltre ricordato che le istituzioni europee hanno deciso di dedicare l’8 agosto alla memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e alla tutela della dignità dei lavoratori. L’iniziativa, ha sottolineato, è nata da una proposta italiana approvata a larga maggioranza dal Parlamento europeo.

La sicurezza resta il tema centrale

Accanto alla polemica politica, il tema della sicurezza sul lavoro ha occupato una parte rilevante degli interventi istituzionali. Elly Schlein ha ricordato che nel 2025 si sono registrati tre morti al giorno sul lavoro e ha legato il ricordo di Marcinelle alla necessità di rafforzare prevenzione e tutela.

“Da quel dolore deve nascere l’incessante lavoro di costruzione dello spazio comune di tutela e sicurezza per i lavoratori e le lavoratrici in tutta Europa. A cominciare dall’Italia”, ha affermato la segretaria del Pd.

Schlein ha ricordato i milioni di italiani partiti nel dopoguerra alla ricerca di un’occupazione e il contributo dato alla costruzione dell’Europa. Il riferimento alla sicurezza sul lavoro sposta così la commemorazione dal solo terreno della memoria a quello delle politiche pubbliche.

Anche il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli ha richiamato il tema della prevenzione. “Molto abbiamo fatto in questi quasi quattro anni di Governo, ma lo sappiamo: non basta mai e non è mai abbastanza”, ha dichiarato, indicando in prevenzione, formazione, controlli e sanzioni gli strumenti sui quali l’esecutivo intende continuare a intervenire.

La maggioranza attacca Landini

La polemica sulla contestazione è stata rilanciata da Fratelli d’Italia. Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera, ha definito “grave” quanto accaduto durante la commemorazione, sostenendo che alcuni rappresentanti della Cgil si siano voltati di spalle sia durante l’intervento di La Russa sia durante quello di Sberna.

Bignami ha contestato anche l’assenza di immediate scuse da parte del segretario generale della Cgil Maurizio Landini. “Ed è grave che Landini non si sia immediatamente scusato per quanto accaduto”, ha affermato, chiedendo alle opposizioni di prendere le distanze dal comportamento dei rappresentanti sindacali.

Il presidente del Senato, invece, aveva scelto di mantenere il fuoco della propria dichiarazione sulla commemorazione. Nel ricordare i minatori, La Russa ha sottolineato le condizioni in cui gli emigrati italiani furono mandati a lavorare nel dopoguerra e il costo umano pagato dalle loro famiglie.

Il confronto sulle vittime

Le altre forze politiche hanno mantenuto un tono concentrato sulla memoria. Maurizio Lupi ha definito Marcinelle una ferita della storia italiana ed europea e ha richiamato la responsabilità delle istituzioni nel garantire sicurezza e dignità ai lavoratori.

Federica Onori, deputata di Azione e segretaria della Commissione Affari esteri, ha ricordato i 262 minatori e i 136 italiani morti nel 1956, definendo la tragedia una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione italiana. Il loro sacrificio, ha sottolineato, continua a richiamare la necessità di tutelare la sicurezza nei luoghi di lavoro e il rapporto con le comunità italiane all’estero.

Il punto di convergenza degli interventi istituzionali resta dunque la trasformazione della memoria in un impegno sulla sicurezza. Mattarella ha legato Marcinelle alla tutela dei lavoratori e alla dignità delle persone, mentre Meloni ha insistito sul valore dell’emigrazione italiana e sulla dimensione europea della ricorrenza.

La giornata che ricorda la morte di 262 minatori si è così conclusa su due piani distinti: quello della memoria condivisa della tragedia del 1956 e quello della controversia politica provocata dalla contestazione durante la cerimonia. Il primo riguarda una pagina comune della storia italiana ed europea; il secondo si è aperto oggi attorno al comportamento di alcuni rappresentanti sindacali durante gli interventi delle istituzioni.