Meloni da Sunak: piena sintonia. Ma lo “scivolone” Def guasta la festa

Meloni da Sunak: piena sintonia. Ma lo “scivolone” Def guasta la festa
Giorgia Meloni e Rishi Sunak
28 aprile 2023

La notizia è piombata nel salottino dell’appartamento al numero 10 di Downing street, poco dopo che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è accomodata accanto al premier britannico Rishi Sunak per un bilaterale che il governo italiano considera importantissimo, anche perché ha portato alla firma di un memorandum a cui i due Paesi lavoravano dai tempi del Conte 2 e che finora, complici anche pandemia e guerra, non si era mai chiuso. Un accordo che spazia da ambiti come difesa e energia, fino a transizione ecologica e scambi commerciali. La premier aveva da poco ribadito al padrone di casa la “piena sintonia” su molti temi, a cominciare dall’Ucraina e soprattutto i migranti, arrivando anche ad appoggiare l’idea da molti contestata, di spostare in Ruanda i richiedenti asilo sbarcati sulle coste del Kent.

Un bilaterale sin dalle premesse costruito per essere pressoché perfetto per la premier, che però nel bel mezzo del colloquio è stata avvertita che la maggioranza era andata sotto nella risoluzione che accompagna il Def. Un provvedimento pesante e importante, uno di quelli su cui normalmente la maggioranza dovrebbe essere a ranghi serrati, non essere battuto per troppe assenze. La prima reazione, un messaggio ai suoi: “Non ho parole”. Più che rabbia, racconteranno, dispiacere e stupore. L’obiettivo di non oscurare la visita a Londra, con tanto di giro privato con Sunak in una Westminster chiusa al pubblico che si prepara all’incoronazione di Re Carlo III, ormai impossibile da centrare. La stessa presidente del Consiglio si rende conto che, per quanto lo avrebbe voluto evitare trovandosi in una missione all’estero, si impone la necessità di dare una risposta.

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Anche perché il caso ha finito per coinvolgere pure il Quirinale che, interpellato sulla possibilità di rivotare lo stesso testo, ha spiegato che il guaio andava sistemato con un nuovo provvedimento e una nuova risoluzione. Cosa che poi ha portato alla convocazione del Cdm riparatore. E così, conversando con alcuni giornalisti nell’hotel, la premier decide di mettere nero su bianco che ciò che è successo alla Camera è “uno scivolone”, “una brutta figura” per cui tutti vanno “richiamati alle loro responsabilità” ma nega che si sia trattato di un “segnale politico” da parte degli alleati e anzi assicura che il Consiglio dei ministri del 1 maggio, quello con i provvedimenti dedicati al lavoro, è confermato. Detto questo, promette anche un maggiore coinvolgimento dei gruppi anche perché c’è da portare a casa un “calendario di riforme chiaro e serrato”.

Ma la visita a Londra è anche una occasione per mandare un segnale ai mercati. Giorgia Meloni, che ha incassato i complimenti di Sunak per la “gestione molto attenta dell’economia”, oggi, in occasione del ricevimento presso l’ambasciatore Inigo Lambertini a cui parteciperà anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, incontrerà anche operatori del settore finanziario ed economico con cui promuoverà il made in Italy ma darà anche rassicurazione sugli impegni presi dall’Italia sul Pnrr. “Spenderemo tutti i soldi”, garantisce. “Sono i fatti a dover rassicurare i mercati. Questo governo ha lavorato con estrema serietà, i fatti dicono che i nostri fondamentali vanno meglio di nazioni considerate più solide della nostra, i fatti dicono che Rishi Sunak mi ha ringraziato per questo perché noi garantiamo stabilità”, spiega.

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