Giorgia Meloni e Sanae Takaichi
Giorgia Meloni è arrivata a Tokyo per un incontro storico con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi, il primo tra leader europei e nipponici dall’insediamento della nuova premier. L’appuntamento cade nel 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone e si inserisce in una più ampia strategia italiana di rafforzamento del ruolo nel quadrante Indo-Pacifico. Le due uniche donne al G7, entrambe di area conservatrice, firmeranno un editoriale congiunto e discuteranno di difesa, tecnologia, commercio e sfide demografiche.
La visita di Meloni in Giappone non è soltanto un gesto simbolico, ma un passo concreto nella ridefinizione del posizionamento geopolitico dell’Italia. Roma punta a consolidare legami con attori chiave dell’Asia orientale, in un contesto internazionale sempre più segnato dalla competizione strategica tra Stati Uniti e Cina.
Il governo italiano ha già elevato i rapporti con Tokyo al rango di “partenariato strategico” nel 2023; ora si tratta di trasformare questa cornice in progetti tangibili. A dimostrazione della volontà di andare oltre i protocolli diplomatici, le due leader hanno scelto una modalità insolita: un editoriale congiunto pubblicato sul Corriere della Sera e sul Nikkei, organi di riferimento nei rispettivi Paesi. Nel testo, Meloni e Takaichi ribadiscono l’impegno comune a “difendere un ordine internazionale libero, giusto e aperto”, in un momento in cui “spinte revisioniste minano le regole condivise”.
Il partenariato italo-giapponese punta su settori ad alto valore aggiunto: robotica, spazio, energie pulite, meccanica di precisione, scienze della vita e industria medica. Ma è soprattutto nel campo della difesa che si registra un salto di qualità. Entrambi i Paesi partecipano al Global Combat Air Programme (GCAP), un progetto tripartito con il Regno Unito per lo sviluppo di un caccia di sesta generazione.
Nell’editoriale, le due premier definiscono il GCAP “molto di più di un progetto industriale avanzato”: esso rappresenta, scrivono, “un’iniziativa che rafforza la nostra autonomia strategica, contribuisce alla sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica e dimostra che la cooperazione tra nazioni affini è la risposta più efficace ai rischi e alle minacce sistemiche”. Il messaggio è chiaro: Tokyo e Roma intendono giocare un ruolo attivo nella stabilizzazione di un’area cruciale per gli equilibri globali, schierandosi esplicitamente a difesa dell’ordine liberale contro le pressioni di potenze revisioniste.
L’incontro ufficiale tra le due leader si svolgerà al Kantei, la residenza del primo ministro giapponese, con inizio previsto alle 11.30 locali (3.30 in Italia). Al termine del colloquio privato, intorno alle 12.20, è attesa una conferenza stampa congiunta, seguita da un pranzo di lavoro in onore della premier italiana. La giornata si concluderà con un altro appuntamento di rilievo: sabato 17 gennaio, Meloni incontrerà all’Ambasciata italiana i vertici di alcune tra le più potenti aziende nipponiche – Sony, Honda, Panasonic, Mitsubishi e Toyota – che insieme generano un fatturato superiore a mille miliardi di euro. L’obiettivo, come confermato da fonti di Palazzo Chigi, è “incoraggiare nuovi partenariati industriali e ulteriori investimenti in Italia”, specialmente in settori strategici come la transizione energetica e la digitalizzazione.
Subito dopo la tappa giapponese, Meloni volerà in Corea del Sud, dove il 19 gennaio sarà ricevuta dal presidente Lee Jae-myung. Si tratta della prima visita di un leader europeo dall’insediamento del nuovo capo di Stato sudcoreano e, soprattutto, del primo viaggio ufficiale di un presidente del Consiglio italiano a Seoul dal 2007, quando Romano Prodi guidava il governo. Anche qui, l’agenda è densa: oltre agli incontri istituzionali, è prevista la firma di intese bilaterali, tra cui un accordo per rafforzare la cooperazione sui semiconduttori – settore in cui la Corea detiene una leadership globale.
L’obiettivo è duplice: attrarre know-how e investimenti in Italia, e consolidare la presenza italiana in un’area che Washington considera fondamentale per il contenimento dell’influenza cinese. Non a caso, anche l’amministrazione Trump aveva indicato l’Indo-Pacifico come teatro strategico primario; oggi, con la crescente assertività di Pechino, l’interesse europeo per la regione è in netto aumento. L’Italia, sotto la guida di Meloni, non intende restare marginale.
Nonostante il ritmo serrato del tour asiatico, Meloni ha trovato uno spazio personale in questa missione. Venerdì 16 gennaio, giorno del suo 49º compleanno, ha trascorso una giornata senza impegni ufficiali, accompagnata dalla figlia Ginevra. In un video pubblicato sui social, ha ringraziato i cittadini per gli auguri: “Nonostante io sia al lavoro così lontana da casa, il vostro affetto è arrivato e vi garantisco che fa la differenza, siete la mia forza”. Un gesto semplice, ma significativo: in un viaggio denso di implicazioni geopolitiche, la premier ha voluto ricordare il legame con il Paese che rappresenta.