Meloni incassa il sostegno di Bruxelles sui e vede Salvini

Meloni incassa il sostegno di Bruxelles sui e vede Salvini
Giorgia Meloni e Ursula von Der Leyen
7 marzo 2023

Mentre oggi alla Camera e al Senato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riferiva sul naufragio di Cutro, Giorgia Meloni era al lavoro a Palazzo Chigi per preparare il Consiglio dei ministri che giovedì terrà proprio nella città calabrese. Un appuntamento a cui arriva “incassando” l’impegno di Bruxelles sulla questione migranti. 

La premier, all’indomani della tragedia in cui hanno perso la vita oltre 70 migranti, aveva scritto alle autorità europee. “L`unico modo per affrontare seriamente con umanità questa materia è fermare le partenze e su questo serve una Europa che oltre a dichiarare la sua disponibilità, agisca e in fretta”, era stato il messaggio della premier, che oggi ha ricevuto la risposta di Ursula von der Leyen.

La presidente della Commissione Ue assicura di condividere “totalmente la tua opinione che come europei, politici e cittadini, abbiamo il dovere morale di agire per evitare simili tragedie” e sottolinea che “la migrazione è una sfida europea che richiede una soluzione europea“. Le priorità indicate sono “aiutare chi ha bisogno di protezione internazionale, prevenire le partenze irregolari, combattere i trafficanti criminali, offrire percorsi per una migrazione sicura e legale, rimpatriando quelli che non hanno il diritto a restare”.

Parole accolte con “profonda soddisfazione” da Meloni: dalla risposta, infatti, viene sottolineato, emerge “la piena consapevolezza” di Bruxelles “di come vi sia la necessità di una concreta e immediata risposta europea in tema migratorio”. Nel concreto, le azioni annunciate da von der Leyen, secondo una nota di Palazzo Chigi, “corrispondono perfettamente alle richieste portate in questi mesi dal governo italiano presso le istituzioni europee”. Certo, sarà necessario verificare la loro attuazione e per questo la premier riporterà il tema sul tavolo del prossimo Consiglio europeo del 23 e 24 marzo. 

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Questo per quanto riguarda il fronte europeo, ma intanto c’è da preparare il Consiglio dei ministri di giovedì in Calabria, che per Meloni deve essere non un semplice gesto “simbolico” ma l’occasione per portare alcuni primi provvedimenti concreti, a cui poi ne seguiranno altri. Sul tema Palazzo Chigi è al lavoro con i ministeri competenti (Interni, Giustizia, Infrastrutture): secondo quanto si apprende dovrebbe essere deciso un inasprimento delle pene per gli scafisti, ma anche interventi per aumentare i flussi legali. Certo nella maggioranza c’è chi vorrebbe passi più decisi: la Lega ha ripresentato, nella sostanza, i decreti sicurezza e proprio quando il governo sarà a Cutro la commissione Affari costituzionali della Camera dovrebbe iniziare l’esame della proposta di legge. Un’accelerazione che però non è gradita dalla premier né da Fratelli d’Italia.

Anche per questo, probabilmente, oggi Meloni ha incontrato a Palazzo Chigi Matteo Salvini. Al centro del colloquio, definito “cordiale e concreto”, proprio un punto sul dossier migranti e le misure da approvare giovedì. Misure su cui, assicurano dalla maggioranza, c’è “piena sintonia”. Intanto resta alta la tensione su Piantedosi. Oggi il ministro ha riferito in Parlamento, affermando, tra l’altro, che “sostenere che i soccorsi sarebbero stati condizionati o addirittura impediti dal Governo costituisce una grave falsità”. Il titolare del Viminale ha espresso cordoglio per “una tragedia che ci addolora profondamente, anche sul piano personale”, respingendo però le accuse.

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Per Piantedosi non c’è “connessione” tra il cosiddetto ‘decreto Ong’ e il naufragio che sarebbe stato causato da una manovra degli scafisti. Palazzo Chigi in serata garantisce il sostegno alla linea del ministro e plaude alla sua “esposizione puntuale dei fatti” da cui emerge che “non ci sono state carenze nelle operazioni di soccorso”. Le opposizioni, però, sembrano intenzionate a non mollare la presa e ribadiscono la richiesta di dimissioni. “Non faremo un passo indietro su questo – assicura la segretaria Pd Elly Schlein -. Speriamo che presto Giorgia Meloni torni in quest’aula. Presto ci sarà il ‘question time’, non mancherà occasione per fare luce su quello che è successo”.

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