Meloni sigla la tregua con Scholz. Polonia-Ungheria contro il Patto migranti

Meloni sigla la tregua con Scholz. Polonia-Ungheria contro il Patto migranti
6 ottobre 2023

Dopo due settimane di gelo arriva a Granada la ‘tregua’ tra Giorgia Meloni e Olaf Scholz. La presidente del Consiglio e il cancelliere tedesco si sono incontrati oggi a margine del Consiglio europeo informale. Un incontro preparato dalle diplomazie, dopo le tensioni causate prima dalla notizia dei fondi concessi da Berlino a Ong impegnate nei salvataggi di migranti in Italia, poi dall’emendamento tedesco (successivamente ritirato) a favore delle stesse Ong presentato al Patto per le migrazioni e l’asilo. Nel corso dell’incontro, nel formato tete-à-tete e quindi senza delegazioni, i due – riferisce Palazzo Chigi – “hanno discusso dei principali temi europei” e anche del capitolo dei migranti esprimendo “soddisfazione” per l’intesa raggiunta sul Patto.

Al termine le parole di Scholz fanno pensare più a una ‘tregua’ che a una pace: “Con Meloni – ha detto – in modo molto pratico, abbiamo concordato che non lavoriamo gli uni contro gli altri, ma gli uni con gli altri”. Da parte sua, la presidente del Consiglio ha assicurato che il cancelliere è “perfettamente consapevole che la strategia proposta dall’Italia” è “l’unica efficace”, anche per quanto riguarda l’accordo con la Tunisia su cui “mi ha detto che bisogna andare avanti”. La Germania, però, non sarebbe del tutto convinta di considerare la Tunisia un Paese sicuro.

Un’ipotesi smentita da Meloni, secondo cui “non è la posizione che ho sentito dal cancelliere”. Che sia vera distensione, comunque, lo si vedrà nelle prossime settimane, nell’implementazione del programma in 10 punti proposto a Lampedusa dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, ma anche nella discussione sulla revisione del bilancio europeo. L’Italia chiede che ci sia “una somma significativa” per l’Africa, per creare veri partenariati e programmi di sviluppo, ma Berlino potrebbe mettersi di traverso. “Non ho ravvisato questa contrarietà”, replica Meloni, ribadendo che Scholz è “perfettamente persuaso che questo sia l’unico modo serio di combattere questo fenomeno”.

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Se Italia e Germania tornano a parlarsi, Polonia e Ungheria confermano la rottura con gli altri Stati membri. I due Paesi bloccano la parte sui migranti della dichiarazione finale e ribadiscono di non essere intenzionati a votare l’accordo, su cui comunque non hanno potere di veto. Questa mattina, prima dell’inizio dei lavori, Meloni ha visto il premier polacco Mateusz Morawiecki (suo compagno nei conservatori di Ecr), ma evidentemente senza riuscire a convincerlo. Così come sembra irremovibile Viktor Orban (altro ‘alleato’ di Meloni), entrato al vertice parlando di due Paesi “stuprati giuridicamente”.

Posizioni che Meloni dice di “comprendere perfettamente” perché “difendono gli interessi nazionali”, ma la cosa importante è che “non pregiudicano il lavoro fatto”. Meloni ha chiuso così la due giorni a Granada, segnata ieri dalla nuova ‘alleanza’ a sei – promossa con il premier inglese Rishi Sunak – che comprende anche la Francia, l’Albania, l’Olanda e la Commissione Ue. Un nuovo formato che ha portato a un documento in otto punti che prevede impegni per combattere il traffico di migranti e risolvere una crisi “etica” e “umanitaria”.

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