Giorgia Meloni
Una missione in tre atti, per riallacciare i fili della diplomazia e stringere nuove alleanze economiche nel cuore strategico dell’Asia. È partita dall’Oman il viaggio della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, diretto in Giappone e Corea del Sud. Obiettivo: posizionare l’Italia sullo scacchiere indo-pacifico, tra crisi geopolitiche infiammate, come quella iraniana, e opportunità commerciali da miliardi. Ad accogliere la premier a Muscat, nel pomeriggio di ieri, è stato il sultano Haitham bin Tarik. Un impegno onorato (“I kept my promise”, ha detto all’arrivo) dopo l’invito ricevuto al Vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo in Bahrein.
L’incontro, una cena di lavoro alla residenza reale di Al Barakah Palace, non poteva evitare di toccare il tema che incrina la regione: l’escalation di violenze in Iran. Palazzo Chigi, in una nota, aveva già espresso “forte preoccupazione” per la repressione delle proteste e chiesto a Teheran il rispetto del diritto di espressione. Con il sultano, interlocutore storico di mediazione, Meloni ha confermato l’impegno italiano e del G7 per una soluzione che rispetti le aspirazioni del popolo iraniano. Un dialogo cruciale, mentre gli Stati Uniti non escludono opzioni militari e Paesi come Arabia Saudita, Qatar e lo stesso Oman cercano una de-escalation.
Oggi, la premier è in volo verso Tokyo. Atterrerà nel giorno del suo quarantanovesimo compleanno, per una visita di tre giorni che è anche un primato: è la prima leader europea a incontrare la neopremier giapponese Sanae Takaichi dalla sua elezione ad ottobre. Sarà il terzo faccia a faccia bilaterale tra le due, dopo il G20 di Johannesburg. Il colloquio avviene in un contesto politico interno caldo: Takaichi ha infatti annunciato lo scioglimento della Camera per elezioni anticipate a febbraio, per “rafforzare la stabilità” del suo governo. Sul tavolo, la partnership strategica Italia-Giappone, dalla difesa all’economia.
Sabato 17 gennaio, Meloni incontrerà all’ambasciata italiana i vertici dei principali keiretsu nipponici: colossi industriali e finanziari con un fatturato complessivo superiore ai mille miliardi di euro. Lo scopo, spiegano fonti del governo, è “incoraggiare nuovi partenariati industriali e ulteriori investimenti in Italia”. Un messaggio chiaro di apertura al business, in un momento in cui il Paese cerca di attrarre capitali per la transizione energetica e tecnologica.
La missione si concluderà a Seoul il 19 gennaio, con la prima visita di un capo di governo europeo al presidente sudcoreano Lee Jae-myung. Ma, ancor più significativo, è un record per l’Italia: si tratta della prima missione bilaterale di un presidente del Consiglio in Corea del Sud negli ultimi 19 anni. Un’assenza troppo lunga, che Meloni intende colmare per rilanciare la cooperazione in settori chiave come l’automotive, la microelettronica, le infrastrutture e la difesa. Un viaggio, quindi, che segna una nuova rotta. Non più solo Europa e Mediterraneo, ma uno sguardo deciso verso l’Oriente, dove si gioca una partita cruciale per il futuro. Tra tensioni da gestire e contratti da firmare.