La trattativa tra Palermo e Pisa per Matteo Tramoni è ormai a un passo dalla rottura. Il club rosanero aveva puntato forte sull’esterno offensivo, ma le distanze economiche e soprattutto il clima creatosi nelle ultime ore rendono sempre più probabile la fumata nera. A complicare il quadro sono state le parole del presidente nerazzurro Giuseppe Corrado, che ha pubblicamente raffreddato ogni ipotesi di cessione. Intanto il tempo stringe: il mercato invernale chiude lunedì 2 febbraio e il Palermo deve decidere in fretta.
Il segnale più netto è arrivato dalla conferenza stampa mattutina del numero uno del Pisa. Corrado ha definito “destabilizzanti” le indiscrezioni sulla possibile partenza di Tramoni, una presa di posizione che va oltre la semplice schermaglia dialettica e che fotografa la volontà del club toscano di non privarsi di uno dei suoi uomini chiave a stagione in corso. Un messaggio indirizzato al Palermo, ma anche al giocatore e al suo entourage.
Il Palermo, dal canto suo, aveva messo sul tavolo un’offerta considerata importante: sei milioni di euro per il cartellino e un contratto quadriennale per il calciatore, con un ingaggio quasi raddoppiato rispetto a quello percepito in Toscana. Una proposta che testimoniava la centralità di Tramoni nel progetto tecnico rosanero, ma che non è bastata a colmare la distanza tra le parti.
Il muro del Pisa complica l’affare
Lo stallo ha costretto il direttore sportivo Carlo Osti a rivedere le priorità. Già nelle scorse settimane, parallelamente alla pista Tramoni, il Palermo aveva sondato alternative pronte a essere riattivate in caso di difficoltà. Tra queste è tornato d’attualità il nome di Dennis Johnsen, esterno offensivo della Cremonese, profilo apprezzato per duttilità e capacità di incidere nell’uno contro uno.
La trattativa, però, non è immediata nemmeno su questo fronte. La Cremonese avrebbe infatti chiesto di attendere almeno fino alla gara di domenica contro l’Inter, in programma alle 18, prima di prendere una decisione definitiva sul futuro del giocatore. Una richiesta legata a valutazioni tecniche e di organico, che rischia però di cozzare con le esigenze di tempo del Palermo.
Ed è proprio il fattore tempo a pesare come un macigno sulle scelte rosanero. Con la chiusura del mercato fissata a lunedì 2 febbraio, ogni giorno che passa riduce il margine di manovra e aumenta il rischio di restare scoperti in un reparto considerato strategico per il prosieguo della stagione.
Osti tra attese, rischi e alternative
In questo scenario, il Palermo si trova davanti a un bivio. Attendere Johnsen, confidando in un’apertura della Cremonese dopo il match di domenica, oppure virare subito su altri profili per evitare corse contro il tempo e operazioni last minute. Una scelta che implica un equilibrio delicato tra ambizione e prudenza.
Tra le opzioni ancora in corsa resta Dany Mota, in uscita dal Monza. L’attaccante rappresenta una soluzione diversa rispetto a Tramoni e Johnsen, più orientata alla profondità e al lavoro negli ultimi trenta metri, ma viene considerato una possibile risorsa per ampliare le soluzioni offensive a disposizione dell’allenatore.
Il quadro, insomma, è in rapida evoluzione. Tramoni si allontana, il Pisa fa muro e il Palermo è costretto a ricalibrare la propria strategia. In un mercato corto e nervoso, ogni parola pesa quanto un’offerta e ogni ora può fare la differenza. Le prossime decisioni diranno se il club rosanero avrà la pazienza di attendere o la determinazione di cambiare rotta senza esitazioni.