Metalmeccanici, sindacati: aumento 280 euro e 35 ore settimanali

Metalmeccanici, sindacati: aumento 280 euro e 35 ore settimanali
20 febbraio 2024

Dopo l`approvazione formale da parte degli organismi statutari di Fim, Fiom e Uilm l’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici per il periodo 2024-2027 è stata discussa dall’assemblea unitaria dei delegati delle tre organizzazioni. I sindacati chiedono alle controparti aziendali, Federmeccanica e Assistal, un aumento relativo al periodo di vigenza contrattuale pari a 280 euro sul trattamento economico minimo e un’analoga rivalutazione dei trattamenti di trasferta e reperibilità. Tra le richieste anche la riduzione progressiva dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali.

Viene confermato il modello definito dal contratto del 5 febbraio 2021, in scadenza il 30 giugno, basato su due livelli e sull’introduzione di diverse innovazioni, che, a distanza di diversi anni, hanno trovato una limitata applicazione e hanno ancora bisogno di essere sperimentate e applicate nei vari contesti lavorativi. In particolare, per quanto riguarda il diritto alla formazione e soprattutto all’innovazione contrattuale (Patto per la fabbrica) che ha introdotto un nuovo inquadramento professionale. L’assemblea è stato il momento per rilanciare i contenuti della piattaforma rivendicativa in vista della campagna di assemblee in tutti i luoghi di lavoro dell`industria metalmeccanica e dell`installazione di impianti, che si svolgerà dal 26 febbraio e fino al 10 aprile per poi procedere alla consultazione certificata del voto dei lavoratori l’8, 9 e 10 aprile.

Successivamente la piattaforma sarà illustrata a Federmeccanica e Assistal, avviando quindi il negoziato per il rinnovo contrattuale. La piattaforma intende rappresentare le esigenze del lavoro metalmeccanico e fornire risposte adeguate per rimettere al centro il lavoro industriale e investire nelle nuove generazioni. Il rinnovo riguarda più di 1,5 milioni di lavoratori e 30mila aziende che nel 2022 hanno prodotto l`8% del Pil e che rappresentano il 6,2% dell`occupazione e il 45% delle esportazioni del Paese. Se si fa riferimento al solo settore manifatturiero, la metalmeccanica rappresenta quasi il 50% del valore aggiunto e il 44% dell`occupazione industriale. Il settore comprende comparti che sono in una fase di sviluppo come microelettronica, informatica e ferroviario e altri che stanno attraversando fasi di difficoltà (automotive, elettrodomestico e siderurgia).

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Il rinnovo si colloca in una fase storica caratterizzata dalla transizione ecologica e digitale e dallo sviluppo dell`intelligenza artificiale, che richiedono soluzioni socialmente eque riducendo le disparità e tutelando meglio il mondo del lavoro industriale: incremento delle retribuzioni, riduzione dell`orario di lavoro, crescita dell`occupazione stabile, formazione e aggiornamento professionale, forme di conciliazione tra le esigenze di vita e di lavoro, welfare e salute e sicurezza. Il contesto in cui si collocherà il negoziato (guerre e tensioni geopolitiche e inflazionistiche) è difficile e complesso, ma, dicono i sindacati, le richieste presentate rappresentano un elemento di coesione, equità e innovazione che un rinnovo contrattuale come quello dei metalmeccanici ha da sempre come obiettivo. A partire dai prossimi giorni le strutture sindacali territoriali e le Rsu saranno impegnate a svolgere un`ampia campagna informativa con assemblee in tutti i luoghi di lavoro.

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