I migranti sbarcano a Pozzallo, due bimbi i primi a sbarcare

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30 ottobre 2019

Due bambini piccolissimi, di due e dieci mesi, uno in braccio al medico del porto di Pozzallo. Sono scesi dalla “Ocean Viking” per primi, seguiti dalle donne, le madri e due donne incinta. Finisce dopo dodici giorni in mare l’odissea per i migranti soccorsi davanti alle coste libiche. La soluzione si e’ sbloccata dopo che Francia e Germania hanno accettato di accogliere 70 dei salvati. I due bambini hanno delle broncopatie, delle difficolta’ respiratorie e sono stati trasferiti all’ospedale di Modica per le cure del caso”, dice il medico del porto Vincenzo Morello a fine controlli. “Nulla di grave – afferma il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna – ci sono anche due donne gravide che verranno controllate tra gli ospedali di Modica e Ragusa e situazione sanitaria tranquilla”. Nei giorni scorsi lamentava poca interlocuzione con il Viminale.

“Qualcosa sta mutando – aggiunge – abbiamo un governo nuovo. A Pozzallo siamo sempre un collaudato e spedito rapporto con il prefetto di Ragusa, Filippina Cocuzza e ieri mi ha chiamato anche il capo dipartimento Liberta’ civili del la massima autorita’ per quanto riguarda il sistema d’accoglienza ministeriale. Abbiamo interloquito su alcune problematiche che chiediamo vengano risolte”. Il sindaco chiede maggiore coinvolgimento degli enti locali nella gestione delle problematiche relative ai migranti. “Faccio un esempio: molte volte basta una notizia data in modo amplificato, la notizia di una malattia ad esempio per creare allarme ingiustificato tra la gente. Se il sindaco avesse la possibilita’ di entrare nel centro liberamente e senza richiesta di autorizzazione che implica tempi non compatibili con una verifica immediata, potrebbe essere gia’ una soluzione. Al ministero il prefetto Lamorgese e’ competente e sensibile, la burocrazia funziona, credo risolveremo presto”. Un gruppo di giovani scende e si volta verso la nave applaudendo in segno di saluto e ringraziamento chi a bordo (Sos Mediterranee e Medici senza frontiere) si e’ preso cura di loro. “Dopo più di 12 giorni d’incertezza in mare, 104 sopravvissuti possono finalmente sbarcare in un Luogo Sicuro”, ha commentato l’ong.

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LE TESTIMONIANZE

L’inferno nelle testimonianze dei migranti, molti giovanissimi a bordo della “Ocean Viking” che ora si appresta a dirigersi verso Marsiglia per uno scalo tecnico. “Erano molto provati anche dal precedente viaggio – aggiunge il Search and Rescue coordinator, Luisa Albera – abbiamo provato a rendere confortevole la permanenza. Ma ci sono stati giorni di mare e vento e molti di loro hanno sofferto il mal di mare, i bambini non mangiavano mamme e le erano preoccupate ancora di piu'”. Poi l’incertezza del porto sicuro dove approdare. “E’stata fonte di preoccupazione – aggiunge la Albera -. Abbiamo detto loro che non li avremmo mai riportati in Libia per nessuna ragione, ci hanno creduto; alla fine eravamo un unico team. Ci hanno raccontato le loro storie; ognuno di loro aveva una storia terribile alle spalle”.

E’ Jonquil Nicholl ostetrica di Medici senza frontiere a confermare “sui loro corpi si leggono i segni delle violenze subite”. I bambini a bordo hanno giocato, “i bambini come sappiamo sono quelli che si adattano di piu’ alle situazioni anche difficili; giocavano con qualunque cosa abbiamo costruito palloni, giochi, sembrava di avere un asilo a bordo e hanno rallegrato anche e persone piu’ tristi”, dice ancora Albera che commenta anche anche altri aspetti oltre a quelli che riguardano questa missione, e che sono da tenere in considerazione: sul provvedimento libico sulla restrizione del campo di azione delle ong in Libia e sulla necessita’ delle ong di essere autorizzate dalla Libia all’intervento, il commento e’ lapidario: “Come avete letto voi, ho letto io. Saranno i nostri responsabili a terra che valuteranno la situazione e il da farsi”. Accanto alle due donne, Jay Berger, coordinatore di progetto.

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