Cronaca

Ultrà tedeschi mettono a ‘ferro e fuoco’ il centro di Napoli. “118 e pronto soccorso in allerta”

Il centro di Napoli messo a ferro e a fuoco da circa 500 ultrà tedeschi dell’Eintracht Francoforte arrivati a Napoli per la partita di Champions League in programma questa sera allo stadio Maradona. I timori della vigilia su possibili scontri in vista della partita di calcio della Champions League tra la squadra azzurra e l’Eintracht Francoforte, si sono rivelati più che fondati sin dall’arrivo, nella tarda serata di ieri, dei primi gruppi di tifosi ultrà tedeschi. Centinaia di supporter che hanno prenotato stanze e suite presso uno degli hotel più rinomati del lungomare partenopeo e arrivati nel capoluogo campano pur sapendo di non poter avere accesso alla stadio per il divieto di vendita di ticket ai residenti nella città tedesca.

Nella mattinata i cortei non autorizzati, i disordini e le furiose devastazioni in pieno centro cittadino: una guerriglia urbana che ha portato paura, rabbia e danni. Dalla zona di Chiaia a piazza del Plebiscito, fino all’area a ridosso di piazza Medina dove c’è il palazzo della Questura. Nel pomeriggio i disordini e le devastazioni in piazza del Gesù e in calata Trinità Maggiore, in pieno centro antico. Blindati e agenti in assetto antisommossa hanno fronteggiato per ore lanci di oggetti, bidoni dell’immondizia rovesciati in strada, bandiere distrutte. Anche un’auto della polizia è stata data alle fiamme. Paura tra gli abitanti del centro storico e tra i commercianti asserragliati nei propri negozi molti dei quali danneggiati dalla violenza dei supporter tedeschi.

Sui siti e i media locali, alla vigilia, era stato lanciato un allarme soprattutto quando, lo scorso 11 marzo, la quinta sezione del Tar Campania aveva accolto il ricorso del club tedesco contro il divieto di vendita dei biglietti per tutti i residenti in Germania disposto dalla Prefettura, misura considerata dal Tar “non proporzionata”. Divieto che era stato limitato ai residenti a Francoforte. Dopo due giorni, era però arrivato il no definitivo da parte del Tribunale amministrativo della Campania. Era stato, infatti, emesso un nuovo decreto rigettando la richiesta degli avvocati della squadra tedesca.

Il club ospite era ricorso nuovamente al Tar dopo il divieto di vendita dei biglietti da parte del prefetto di Napoli, Claudio Palomba. A quel punto era arrivato il no definitivo, da parte del giudice, alla trasferta tedesca. Troppo alto il rischio per possibili scontri tra le tifoserie dopo gli incidenti che si erano verificati in occasione della partita di andata il 21 febbraio. Questa giornata di follia alla vigilia del match ha già innescato interrogativi e polemiche sulla prevenzione e poi sulla gestione dell’ordine pubblico.

Intanto, il direttore generale dell’Asl Napoli1 Ciro Verdoliva ha inviato una lettera ai dirigenti del 118 e degli ospedali del Mare, Pellegrini e San Paolo, oltre che per conoscenza al presidente della Regione De Luca, al sindaco di Napoli Manfredi, a Questura e Prefettura. Nella missiva si sottolinea che “mass media e social media” parlano di “potenziali scontri che potrebbero verificarsi tra i tifosi delle due squadre, tenuto conto della massiva presenza dei tifosi Eintracht Francoforte che stanno percorrendo le strade del centro storico in corteo non autorizzato”.

Il documento dell’Asl di Napoli

L’Asl, in considerazione della tensione e del fatto che i tifosi tedeschi non potranno entrare allo stadio, ha dato disposizioni al direttore del 118 di rafforzare “la solita organizzazione conseguenziale al piano di emergenza-urgenza per eventi sportivi al Maradona, integrando ogni possibile risorsa umana e mezzi”. Si chiede anche al 118 che le forze in più in campo “siano in prossimità dello stadio Maradona e nel centro storico della città”. Ai direttori dei pronto soccorso dell’Ospedale del Mare, del Pellegrini e del San Paolo, la missiva chiede “di allertare il pronto soccorso integrando il personale e predisponendo ogni utile ulteriore disposizione organizzativa necessaria a garantire le prestazioni sanitarie di urgenza nel caso di un eventuale numero di accessi straordinario di pazienti”.

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