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Napoli implacabile, Lazio travolta e nervosa: 0-2 e rissa finale

Bastano poco più di venti minuti al Napoli per espugnare l’Olimpico e mettere al tappeto una Lazio inconsistente, battuta 2-0 davanti al proprio pubblico. Decidono Spinazzola e Rrahmani nel primo tempo, poi una ripresa nervosa che si chiude nel caos: biancocelesti in nove, rissa finale e tre espulsioni. Serata amara per la squadra di casa, notte quasi perfetta per gli azzurri.

Il Napoli parte a tutta e mette subito le cose in chiaro. Pressing alto, ritmo feroce, catene esterne che fanno male. La Lazio è sorpresa, fatica a prendere le misure e va subito sotto. Al 13’ l’azione che apre la partita: Politano sfonda a sinistra, cross teso sul secondo palo, Spinazzola arriva in corsa, controlla e di piatto batte Provedel. È l’1-0 che gela l’Olimpico e accende gli uomini di Spalletti. La reazione biancoceleste è disordinata, affidata più ai nervi che alle idee. Noslin ha due occasioni ma le spreca, mostrando frenesia e poca lucidità.

Il Napoli non arretra di un metro. Continua a spingere, trova spazi, domina il possesso. Hojlund prova a sfondare centralmente, Elmas si inserisce con continuità. Proprio il macedone va a un passo dal raddoppio con un colpo di testa che al 39’ si stampa sulla traversa. Ma il gol è solo rimandato. Al 32’ punizione dalla trequarti di Lobotka, traiettoria perfetta, Rrahmani svetta in area e di testa supera Provedel. Il Var conferma: 2-0. Partita già segnata. Il primo tempo si chiude con un dominio netto del Napoli e con i fischi dell’Olimpico rivolti a una Lazio smarrita.

Napoli padrone del campo e del ritmo

La ripresa si apre con qualche scintilla, ma senza cambiare l’inerzia del match. Al 52’ Spinazzola sfiora il tris con un colpo di testa su cross di Neres, Romagnoli salva in extremis. La Lazio prova ad alzare il baricentro, si affida a qualche cross di Pellegrini e Lazzari, ma senza mai creare reali pericoli. Il Napoli controlla, gestisce, abbassa i giri quando serve e riparte con ordine. La sensazione è che la partita sia sotto controllo totale degli azzurri.

Al 67’ arriva però la prima vera nota stonata per la squadra di Conte. Neres si ferma per un problema alla caviglia sinistra ed è costretto a lasciare il campo. Entra Mazzocchi, ma l’uscita del brasiliano toglie un po’ di brillantezza sulla fascia. Intanto il clima si surriscalda. Al 69’ spintoni e mani addosso tra Noslin e Rrahmani: Massa estrae il giallo per entrambi. È il segnale di una Lazio sempre più nervosa, incapace di rientrare in partita.

I cambi non cambiano il copione. Al 79’ Conte inserisce Gutierrez e Buongiorno per Spinazzola e Rrahmani, scelta di gestione. La Lazio risponde con Belahyane e Isaksen, ma la confusione resta. All’81’ Noslin, già ammonito, commette un fallo su Buongiorno: secondo giallo, espulsione. Biancocelesti in dieci e partita definitivamente chiusa. Il Napoli chiude ogni varco, abbassa il ritmo e aspetta solo il fischio finale.

Rissa, espulsioni e finale caotico

Il finale, però, è tutto fuorché tranquillo. La tensione accumulata esplode nei minuti conclusivi. Prima qualche intervento duro, poi la rissa vera e propria. Marusic e Mazzocchi vengono alle mani sotto gli occhi dell’arbitro: rosso diretto per entrambi. La Lazio chiude incredibilmente in nove uomini, in una serata che si trasforma in un incubo sportivo e disciplinare. L’ultima emozione arriva al 90’, quando su punizione dalla trequarti un colpo di testa sul secondo palo colpisce il legno, negando il tris al Napoli.

Resta il risultato e resta la fotografia della partita: Napoli cinico, organizzato, dominante per lunghi tratti. Lazio fragile, mai realmente in partita, travolta prima sul piano del gioco e poi da un nervosismo ingestibile. Per Conte una vittoria pesante in un campo difficile, macchiata solo dall’infortunio di Neres, uscito zoppicando e aiutato dallo staff sanitario. Per la Lazio una sconfitta che fa rumore, accompagnata dai fischi dell’Olimpico e da una gestione finale che lascia più di un interrogativo sul carattere della squadra.

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Redazione