Nei paesi ricchi del mondo si torna all’agricoltura

28 marzo 2014

“Nei paesi ricchi del mondo si torna all’agricoltura e se in Giappone si mandano i disoccupati a lavorare nelle campagne, negli Stati Uniti dall’inizio della crisi, per la prima volta nella storia recente, gli agricoltori giovani tra i 25 e i 35 anni sono aumentati del 2%, passando da 106.735 a 109.146 nel giro di cinque anni secondo l’ultimo censimento”. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti. “Siamo di fronte ad una decisa svolta verso l’economia reale  – dice l’organizzazione degli agricoltori  – dopo che la crisi finanziaria- sottolinea la Coldiretti- ha messo in ginocchio i Paesi piu’ sviluppati con livelli inaccettabili di disoccupazione”. La Coldiretti, fa anche sapere che “lo scorso mese il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato un programma di sostegno quinquennale al settore agricolo statunitense, il cosiddetto ‘Farm Bill’, per un valore di 956 miliardi di dollari”.

Il governo giapponese per affrontare la crisi nelle fabbriche in citta’, dove sono state perse migliaia di posti di lavoro, “ha avviato con successo un progetto per trasferire nelle campagna i giovani disoccupati con l’obiettivo di trovare un lavoro alternativo e incoraggiare l’agricoltura con il risultato che, nel Paese del Sol Levante, i giovani agricoltori dai 39 anni in giu’ sono oggi complessivamente 83.000”. Anche l’Europa “ha appena varato una riforma di politica agricola con maggiore attenzione ai giovani”.

Il primato dell’Italia – Sempre secondo il rapporto, all’Italia spetta il primato nell’aumento delle iscrizioni alle Facolta’ di scienze agrarie, forestali ed alimentari che hanno fatto registrare la crescita piu’ alta nel periodo considerato con un aumento del 45% sulla base dell’ultima ricerca Datagiovani. Nell’agricoltura italiana,poi, “il 7,2% dei titolari di impresa ha meno di 35 anni ed e’ alla guida di 58.663 aziende delle quali il 70%- precisa la Coldiretti- opera in attivita’ multifunzionali: dall’agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici e del vino alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio, ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici. Esempi di imprese d’eccellenza che troveranno una grande vetrina nell’Expo 2015”.

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