Nel Bilino Polje a capienza ridotta l’Italia si gioca il futuro mondiale contro la Bosnia
Matteo Politano
Matteo Politano, tra i fedelissimi di Gennaro Gattuso, ha descritto con chiarezza lo stato d’animo della Nazionale alla vigilia della finale playoff. “Contro l’Irlanda del Nord qualche mostro lo abbiamo visto, poi dopo l’1-0 ci siamo sbloccati”. Una frase che sintetizza il passaggio psicologico più delicato del nuovo corso.
L’esterno, titolare in quattro delle ultime sette partite, ha aggiunto: “È stato fondamentale liberarci da un peso. Nel primo tempo qualche timore c’è stato, poi ci siamo sciolti e abbiamo preso la strada giusta”. Politano insiste sulla compattezza del gruppo: “Gattuso ci tiene tantissimo al gruppo, è sano, tutti la pensiamo allo stesso modo. È un grande motivatore, l’ho trovato ancora più carico rispetto a Napoli”. Un messaggio che conferma la centralità della dimensione collettiva nel progetto tecnico.
Zenica e il peso del contesto
La sfida si giocherà a Zenica, città industriale di circa 116 mila abitanti, a settanta chilometri da Sarajevo. Un’area che porta ancora i segni delle conseguenze delle guerre balcaniche e dello sfruttamento intensivo delle risorse, tanto da essere considerata tra le più inquinate d’Europa.
La scelta del Bilino Polje, impianto da 13.632 posti, risponde ai parametri Uefa e garantisce alla Bosnia un ambiente più favorevole rispetto allo stadio della capitale. Politano invita a non farsi condizionare: “Partire forte e senza condizionamenti, né dagli avversari né dal clima. Alle pressioni siamo abituati, dobbiamo pensare a noi stessi”.
Le sanzioni Fifa e la capienza ridotta
Il Bilino Polje non sarà però al completo. La Fifa ha imposto una serie di sanzioni dopo la gara del 15 novembre contro la Romania, segnata da comportamenti scorretti, episodi di discriminazione, utilizzo di materiale pirotecnico e disordini dentro e fuori lo stadio. La multa di 60 mila franchi svizzeri è stata accompagnata dalla riduzione del 20% della capienza.
Considerati gli spazi da lasciare liberi per motivi di sicurezza, i posti effettivi scendono a 8.800. Tra questi, circa ottocento saranno occupati dai sostenitori italiani. L’ambiente resta comunque incandescente, anche per via del video dell’esultanza degli azzurri dopo il successo bosniaco in Galles, episodio che ha irritato parte della tifoseria locale.
La rotta indicata da Politano
L’esterno azzurro torna più volte sul tema dell’unità interna: “Ci aiutiamo sempre, non ci sono egoismi. Andiamo tutti nella stessa direzione, basta vedere come esultiamo ai gol: anche dalla panchina corrono tutti in campo”. Una fotografia che Gattuso considera essenziale per affrontare una partita che potrebbe decidersi sui dettagli.
La richiesta è chiara: solidità mentale, gestione dei momenti critici, capacità di isolarsi dal contesto. La finale di Zenica rappresenta un crocevia per l’Italia. Il percorso verso il Mondiale passa da un impianto che, nonostante le limitazioni, conserva un’intensità particolare. Politano indica la strada: “Dobbiamo pensare a noi stessi”. Il resto lo dirà il campo.
Turpin arbitrerà Italia-Bosnia
Sarà il francese Clément Turpin a dirigere la finale dei playoff Mondiali tra Italia e Bosnia Erzegovina, in programma martedì prossimo a Zenica. L’UEFA ha annunciato la designazione dell’esperto arbitro, affiancato da una squadra quasi interamente francese: assistenti Nicolas Danos e Benjamin Pages, Var Jérôme Brisard e assistente Var Willy Delajod. Quarto ufficiale sarà lo spagnolo José Maria Sanchez.
Per Turpin si tratta del sesto incontro con l’Italia: nei precedenti cinque, il bilancio è di tre vittorie e due sconfitte azzurre. Il ricordo più significativo risale al 24 marzo 2022, quando l’arbitro francese diresse la semifinale playoff persa 1-0 contro la Macedonia del Nord a Palermo, costata agli Azzurri l’esclusione dal Mondiale.
