L’Accademia Reale delle Scienze svedese ha assegnato il Nobel per l’economia a Robert Hall, dell’università di Stanford, e a Michael Woodford, della Columbia University, per gli studi che hanno rifondato su basi microeconomiche le politiche di stabilizzazione dei cicli economici. Il premio vale 12 milioni di corone.
Hall, nato nel 1943 a Palo Alto, in California, insegna a Stanford. Woodford, nato nel 1955 nel Massachusetts, è docente alla Columbia University. La motivazione parla di un riconoscimento “per le fondamenta microeconomiche della stabilizzazione macroeconomica”. Il premio, formalmente intitolato alla memoria di Alfred Nobel e istituito nel 1968, viene assegnato dall’Accademia insieme alla banca centrale svedese, la Riksbank.
L’importo equivale a circa 1,07 milioni di euro e sarà suddiviso tra i due studiosi. Non sono stati precisati i criteri della ripartizione.
La svolta dopo la crisi petrolifera
John Hassler, presidente del comitato per il premio, ha dichiarato che il lavoro dei due economisti “ha fornito le basi per modelli che ora sono utilizzati da banche centrali e governi in tutto il mondo”. L’indicazione colloca la scelta dell’Accademia sul terreno della pratica di politica economica, oltre che su quello accademico.
Il comunicato dell’Accademia parte da una constatazione: l’economia alterna fasi negative e positive, e le politiche di stabilizzazione sono lo strumento con cui governi e banche centrali intervengono su queste fluttuazioni. Il metodo è stato teorizzato da John Maynard Keynes circa un secolo fa.
Negli anni 70, durante la crisi petrolifera, i modelli keynesiani smisero di funzionare. Non ridussero la disoccupazione e coincisero con un’inflazione fuori controllo. In Occidente molti ne dedussero che le politiche di stabilizzazione facessero più danni che benefici.

Le aspettative guidano famiglie e imprese
Secondo l’Accademia, Hall e Woodford hanno dimostrato come quei modelli “potessero essere ristrutturati per rivitalizzare le politiche di stabilizzazione”. La soluzione ha abbandonato l’impianto fondato sui collegamenti statistici tra grandezze aggregate come inflazione, produzione e consumi.
Al suo posto i due economisti hanno costruito modelli a partire dal comportamento di chi decide. Il comunicato precisa che l’approccio “include la comprensione di come individui e imprese influenzino l’economia tramite le loro scelte e iniziative”.
Un elemento centrale è che imprese e famiglie guardano al futuro quando decidono su risparmi e prezzi. Le politiche pubbliche possono quindi incidere sulle loro aspettative. Una banca centrale, in questo schema, agisce anche attraverso ciò che i soggetti economici si attendono dalle sue mosse, oltre che attraverso i tassi.
Il peso dei conflitti sui mercati
Woodford, intervistato in diretta da New York, si è detto “sorpreso, ma molto contento” del premio e lo ha definito “un grandissimo onore”. Gli è stato chiesto quali siano i fattori che pesano di più sull’economia attuale.
“Non ho una lista breve”, ha risposto. L’economista ha spiegato che l’economia è danneggiata da molti eventi, spesso non economici nella loro natura ma con forti effetti sui conti. Ha citato come esempio la guerra in Medioriente, che a suo giudizio ha colpito i mercati dell’energia e provocato forti variazioni dei prezzi, con ricadute in molte aree del mondo.
Woodford ha poi precisato che “ovviamente non è una questione di imprese o forze economiche” ad aver fatto esplodere il conflitto, né sono questi fattori a determinarne la durata. Ha concluso che “eventi di questo tipo hanno effetti molto rilevanti sull’economia globale”.
La flat tax nei lavori di Hall
Robert Hall è anche tra i sostenitori della tassazione a aliquota unica, la cosiddetta flat tax, cioè un prelievo fiscale con la stessa percentuale per tutti i contribuenti. Su questo tema ha pubblicato un trattato con l’economista Alvin Rabushka, intitolato “The Flat Tax” e aggiornato nel 2007. La proposta è oggetto di dibattito politico in diversi Paesi occidentali. L’Accademia non l’ha citata nella motivazione del premio.
Non sono ancora stati resi noti i dettagli sulla cerimonia di consegna. Il Nobel viene tradizionalmente consegnato a Stoccolma il 10 dicembre.

