Nuovo contratto scuola, +143 euro ai prof. oltre agli arretrati

Giuseppe Valditara

Giuseppe Valditara

La firma odierna tra Aran e sindacati sulla parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 segna un’accelerazione netta nella gestione dei salari pubblici. L’intesa garantisce aumenti strutturali e arretrati immediati per docenti e personale ATA, consolidando un percorso di investimenti che il Ministero definisce come la fine della stagione dei blocchi contrattuali.

Nuove risorse per il personale

I numeri certificano l’entità dell’intervento. L’accordo prevede un incremento retributivo mensile di 143 euro per i docenti e di 107 euro per il personale ATA. A queste cifre si aggiunge l’erogazione degli arretrati, quantificati rispettivamente in 855 e 633 euro.

Si tratta di una boccata d’ossigeno finanziaria che punta a stabilizzare il quadro economico di un comparto spesso penalizzato da ritardi burocratici. La nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito sottolinea come la rapidità della firma sia figlia di una precisa strategia negoziale, volta a scorporare la parte economica per rendere subito disponibili i fondi stanziati nelle ultime leggi di bilancio.

La strategia del Ministero

Il fulcro dell’operazione risiede nell’atto di indirizzo proposto dal Dicastero di Viale Trastevere. Giuseppe Valditara ha ribadito la centralità della continuità contrattuale, spiegando di aver richiesto “l’anticipazione della parte economica e la destinazione della quasi totalità delle risorse all’incremento dello stipendio tabellare”.

La scelta è analitica: blindare il salario base per proteggerlo dalle fluttuazioni e garantire una tutela reale ai lavoratori. Non si tratta di una misura isolata, ma di un tassello che si inserisce in una visione più ampia della gestione del personale scolastico, dove la componente retributiva diventa lo strumento principale per restituire dignità al ruolo educativo.

Un bilancio del triennio

L’analisi governativa si estende all’intero mandato. Secondo i dati ministeriali, la sottoscrizione di tre contratti ha portato a incrementi complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli ATA. Il risultato è il prodotto di un afflusso costante di capitali, con l’aggiunta di 300 milioni per il periodo 2019/2021 e 240 milioni per il 2022/2024.

“Ci siamo definitivamente lasciati alle spalle la stagione dei blocchi”, ha dichiarato il Ministro, evidenziando come l’efficienza amministrativa sia ora il binario su cui corre la riforma della scuola. La priorità resta il miglioramento delle condizioni di welfare, in un’ottica di valorizzazione permanente di chi garantisce il funzionamento del sistema Italia.